Milano. Fuga di gas in via Brioschi, esplosione al terzo piano di un palazzo. Almeno 3 morti, ferite gravemente 2 bimbe

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Le 8.56 di una domenica mattina. Il tempo è piovoso, l’ideale per restare pigramente in casa: c’è chi è ancora a letto, chi sta iniziando a far colazione. Poi l’inferno: un’esplosione che sventra il palazzo, spacca i vetri, ferisce i timpani. Poi lo spavento che rimane negli occhi per ore. Alle 8.57 la palazzina che si affaccia su via Brioschi a Milano, sulla strada privata Portoferraio, è semicrollata, i residenti sono in strada, sono in pigiama, terrorizzati. “Ho pensato a una bomba” dice uno. Poi si contano i feriti – nove ricoverati in ospedale tra cui 4 bambini e una donna incinta – e i morti, tre.

Le vittime. Più tardi si capirà che c’è stata una fuga di gas e che nello scoppio sono morte tre persone, mentre due bambine di 7 e di 11 anni sono rimaste ferite in maniera grave. Sono state portate a sirene spiegate al Niguarda. La loro mamma non ce l’ha fatta: aveva 43 anni. Il padre, 51 anni, è ustionato. Le altre due vittime sono un giovane di cui si sa soltanto che era residente in provincia di Macerata e una ragazza di cui non è sono stati trovati ancora i documenti.

Si scava tra le macerie. L’esplosione è stata udita in tutto il circondario, sono esplosi vetri a 200 metri di distanza. Proveniva dal terzo piano della palazzina, proprio l’appartamento delle bimbe e della loro mamma che ora è completamente distrutto. Si spera che questo sia il bilancio definitivo, ma Luca Cari, portavoce dei vigili del fuoco, facendo il punto sull’eplosione, ai microfoni di Skynews afferma che “si scava ancora sotto le macerie”. Con le mani e con i cani capaci di fiutare la presenza di esseri umani si cerca tra le macerie, sperando di non trovare nulla. La difficoltà a ricostruire la geografia del condominio è data dal fatto che alcuni degli inquilini sono studenti, dunque senza residenza a Milano.

Le cause. Le primissime ricostruzioni – quando ancora la priorità è di natura sanitaria – parlano di una probabile fuga di gas che si è verificata – come già detto – a casa della famiglia delle bambine. Le vie limitrofe a via Brioschi sono state chiuse al traffico per far intervenire i soccorsi. Sul posto è arrivato anche l’assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Marco Granelli. Numerosi mezzi di soccorso di vigili del fuoco, polizia e carabinieri hanno isolato la zona per permettere ai soccorsi di lavorare senza intralcio.

“C’era odore di gas”. A dirlo è Andrea Rizza, carpentiere 27enne che era ospite di amici nella palazzina di fronte: “Ho sentito odore di gas, fortissimo, poi il botto”. Il 27enne dice di essere stato “svegliato da un sasso entrato dalla finestra e finite tra le sue gambe”. Ma lui è rimasto miracolosamente illeso, perché la stanza da letto in cui dormiva (si trovava a venti metri di distanza dal palazzo dell’esplosione) è stata devastata. “Allora mi sono affacciato alla finestra – ha detto – e ho visto la bambina che camminava sulle macerie. Solo a quel punto ho capito”.

“Sembrava una bomba”. Un altro residente descrive lo scoppio così: “Ho pensato a un attentato, ma poi ho capito che proveniva da quell’abitazione”. L’uomo ha spiegato che il palazzo era stato recentemente ristrutturato: “Non so cosa possa essere successo, magari – ha ipotizzato – una fuga di gas, magari qualcuno aveva in casa una cucina economica”. (repubblica.it)

Le 8.56 di una domenica mattina. Il tempo è piovoso, l'ideale per restare pigramente in casa: c'è chi è ancora a letto, chi sta iniziando a far colazione. Poi l'inferno: un'esplosione che sventra il palazzo, spacca i vetri, ferisce i timpani. Poi lo spavento che rimane negli occhi per ore. Alle 8.57 la palazzina che si affaccia su via Brioschi a Milano, sulla strada privata Portoferraio, è semicrollata, i residenti sono in strada, sono in pigiama, terrorizzati. "Ho pensato a una bomba" dice uno. Poi si contano i feriti – nove ricoverati in ospedale tra cui 4 bambini e una donna incinta – e i morti, tre.

Le vittime. Più tardi si capirà che c'è stata una fuga di gas e che nello scoppio sono morte tre persone, mentre due bambine di 7 e di 11 anni sono rimaste ferite in maniera grave. Sono state portate a sirene spiegate al Niguarda. La loro mamma non ce l'ha fatta: aveva 43 anni. Il padre, 51 anni, è ustionato. Le altre due vittime sono un giovane di cui si sa soltanto che era residente in provincia di Macerata e una ragazza di cui non è sono stati trovati ancora i documenti.

Si scava tra le macerie. L'esplosione è stata udita in tutto il circondario, sono esplosi vetri a 200 metri di distanza. Proveniva dal terzo piano della palazzina, proprio l'appartamento delle bimbe e della loro mamma che ora è completamente distrutto. Si spera che questo sia il bilancio definitivo, ma Luca Cari, portavoce dei vigili del fuoco, facendo il punto sull'eplosione, ai microfoni di Skynews afferma che "si scava ancora sotto le macerie". Con le mani e con i cani capaci di fiutare la presenza di esseri umani si cerca tra le macerie, sperando di non trovare nulla. La difficoltà a ricostruire la geografia del condominio è data dal fatto che alcuni degli inquilini sono studenti, dunque senza residenza a Milano.

Le cause. Le primissime ricostruzioni – quando ancora la priorità è di natura sanitaria – parlano di una probabile fuga di gas che si è verificata – come già detto – a casa della famiglia delle bambine. Le vie limitrofe a via Brioschi sono state chiuse al traffico per far intervenire i soccorsi. Sul posto è arrivato anche l'assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Marco Granelli. Numerosi mezzi di soccorso di vigili del fuoco, polizia e carabinieri hanno isolato la zona per permettere ai soccorsi di lavorare senza intralcio.

"C'era odore di gas". A dirlo è Andrea Rizza, carpentiere 27enne che era ospite di amici nella palazzina di fronte: "Ho sentito odore di gas, fortissimo, poi il botto". Il 27enne dice di essere stato "svegliato da un sasso entrato dalla finestra e finite tra le sue gambe". Ma lui è rimasto miracolosamente illeso, perché la stanza da letto in cui dormiva (si trovava a venti metri di distanza dal palazzo dell'esplosione) è stata devastata. "Allora mi sono affacciato alla finestra – ha detto – e ho visto la bambina che camminava sulle macerie. Solo a quel punto ho capito".

"Sembrava una bomba". Un altro residente descrive lo scoppio così: "Ho pensato a un attentato, ma poi ho capito che proveniva da quell'abitazione". L'uomo ha spiegato che il palazzo era stato recentemente ristrutturato: "Non so cosa possa essere successo, magari – ha ipotizzato – una fuga di gas, magari qualcuno aveva in casa una cucina economica". (repubblica.it)