Bernstein e Walton per il Finale con brio del Festival Santa Apollonia

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Questa sera, alle ore 20, gran finale nella Chiesa di Santa Apollonia con il Festival di Musica da Camera, promosso dal Conservatorio Statale di Musica “G. Martucci” e dalla Bottega San Lazzaro che chiude con “La Bonne Cuisine” e “Façade – an Entertainment” di William Walton

Antonio Florio

Chiusura con due gemme di rarissimo ascolto per la III edizione del Festival di Musica da Camera Sant’Apollonia, oggi alle ore 20. Leonard Bernstein e William Walton sigilleranno questo variegato cartellone 2016, nato dalla sinergia del Conservatorio di Musica “G.Martucci” di Salerno, con un progetto del Dipartimento di Musica d’Insieme, presieduto da Francesca Taviani, da un’idea di Anna Bellagamba con Chiara Natella e la sua Bottega San Lazzaro. Il soprano Colette Manciero e il pianista Enrico Vigorito saranno gli interpreti di “La Bonne Cuisine”  quattro ricette in musica, con Leonard Bernstein che gioca tra note e fornelli. Nel 1947 il poliedrico compositore – che parlava correntemente oltre cinque lingue – selezionò quattro ricette dal libro di Emile Dumont  “La Bonne Cuisine – Manuel économique et pratique (ville et campagne)”, le tradusse in inglese e… le mise in musica. Che cosa si cucina? Prima di tutto un budino alle prugne, un plum pudding, mentre la seconda canzone di Bernstein propone le code di manzo. Ci si chiede se si è troppo orgogliosi per offrirle agli amici. Le code di manzo non sono da disprezzare, specialmente alla vaccinara. La terza canzone di Bernstein, descrive il Tavouk Gueunkis, un piatto di ispirazione orientale a base di pollo, per finire con la ricetta per un salmì di coniglio veloce, da preparare quando si presenta un ospite all’improvviso. Si taglia a pezzi il coniglio – recita la lirica – si mette in una casseruola con del grasso di maiale tagliato molto sottile, si aggiungono delle piccole cipolle, sale, pepe e mezza bottiglia di vino rosso. L’intero set è lungo circa quattro minuti, con tutti i song che variano da Allegretto (n°2) a Presto (n°4). Leonard dedicò “Four Recipes for Voice and Piano” a un’amica, il noto mezzo-soprano Jennie Tourel, che negli anni successivi le interpretò con successo insieme ad un’altra raccolta di taglio umoristico, concepita dall’eclettico Lenny nel 1943: “I Hate Music! A cycle of five kid songs for soprano” (Odio la musica!). Si proseguirà quindi, con l’esecuzione di “Façade – An Entertainment” composto da William Walton, compositore inglese ma ischitano d’adozione nel 1922, affidata ad un particolare ensemble, diretto da Matteo Parisi, composto da Valeria Iannone al flauto, Martina Aprea al clarinetto, Giulia Barbella al clarinetto basso, Vincenzo Varriale al sassofono, Michele Barbella alla tromba, Maria Cristiana Tortora al violoncello, Francesco Mosca al contrabbasso, con Ciro Coticelli e Marco Fazzari alle percussioni, cui si aggiungerà la voce recitante di Friederike Kuhl. Façade è un raffinato “circo sonoro” in cui i versi della poetessa inglese Edith Sitwell, danzano sulle note del compositore William Walton. Uno spettacolo che unisce la musica da camera e il nonsense della poetica sitwelliana. Come negli interventi satirici del Ventennio si giunge al nonsense. In un turbinio di scenari di ironico incanto si alterneranno una danza di marinai, un Tango Pasodoble in cui Don Paquito insegue la moglie fuggita con Joe, un elegante Valzer per ninfe e fatine e tantissime altre sorprese. Nello svolgersi dello spettacolo maliziose evocazioni dell’Arcadia si tingeranno alchemicamente di bagliori infernali al suono di un Fox Trot, di una Polka, di una Tarantella o di un Fugato canonico, componendo un raffinato circo sonoro dove alla voce umana spetta l’arduo compito di farsi giocoliere affinché, in equilibrio sulle corde tese del pentagramma, anziché esibirsi con palle e birilli, faccia vorticare in aria note e parole.

Questa sera, alle ore 20, gran finale nella Chiesa di Santa Apollonia con il Festival di Musica da Camera, promosso dal Conservatorio Statale di Musica “G. Martucci” e dalla Bottega San Lazzaro che chiude con “La Bonne Cuisine” e “Façade – an Entertainment” di William Walton

Antonio Florio

Chiusura con due gemme di rarissimo ascolto per la III edizione del Festival di Musica da Camera Sant’Apollonia, oggi alle ore 20. Leonard Bernstein e William Walton sigilleranno questo variegato cartellone 2016, nato dalla sinergia del Conservatorio di Musica “G.Martucci” di Salerno, con un progetto del Dipartimento di Musica d’Insieme, presieduto da Francesca Taviani, da un’idea di Anna Bellagamba con Chiara Natella e la sua Bottega San Lazzaro. Il soprano Colette Manciero e il pianista Enrico Vigorito saranno gli interpreti di “La Bonne Cuisine”  quattro ricette in musica, con Leonard Bernstein che gioca tra note e fornelli. Nel 1947 il poliedrico compositore – che parlava correntemente oltre cinque lingue – selezionò quattro ricette dal libro di Emile Dumont  “La Bonne Cuisine – Manuel économique et pratique (ville et campagne)”, le tradusse in inglese e… le mise in musica. Che cosa si cucina? Prima di tutto un budino alle prugne, un plum pudding, mentre la seconda canzone di Bernstein propone le code di manzo. Ci si chiede se si è troppo orgogliosi per offrirle agli amici. Le code di manzo non sono da disprezzare, specialmente alla vaccinara. La terza canzone di Bernstein, descrive il Tavouk Gueunkis, un piatto di ispirazione orientale a base di pollo, per finire con la ricetta per un salmì di coniglio veloce, da preparare quando si presenta un ospite all'improvviso. Si taglia a pezzi il coniglio – recita la lirica – si mette in una casseruola con del grasso di maiale tagliato molto sottile, si aggiungono delle piccole cipolle, sale, pepe e mezza bottiglia di vino rosso. L’intero set è lungo circa quattro minuti, con tutti i song che variano da Allegretto (n°2) a Presto (n°4). Leonard dedicò “Four Recipes for Voice and Piano” a un’amica, il noto mezzo-soprano Jennie Tourel, che negli anni successivi le interpretò con successo insieme ad un’altra raccolta di taglio umoristico, concepita dall’eclettico Lenny nel 1943: “I Hate Music! A cycle of five kid songs for soprano” (Odio la musica!). Si proseguirà quindi, con l’esecuzione di “Façade – An Entertainment” composto da William Walton, compositore inglese ma ischitano d’adozione nel 1922, affidata ad un particolare ensemble, diretto da Matteo Parisi, composto da Valeria Iannone al flauto, Martina Aprea al clarinetto, Giulia Barbella al clarinetto basso, Vincenzo Varriale al sassofono, Michele Barbella alla tromba, Maria Cristiana Tortora al violoncello, Francesco Mosca al contrabbasso, con Ciro Coticelli e Marco Fazzari alle percussioni, cui si aggiungerà la voce recitante di Friederike Kuhl. Façade è un raffinato “circo sonoro” in cui i versi della poetessa inglese Edith Sitwell, danzano sulle note del compositore William Walton. Uno spettacolo che unisce la musica da camera e il nonsense della poetica sitwelliana. Come negli interventi satirici del Ventennio si giunge al nonsense. In un turbinio di scenari di ironico incanto si alterneranno una danza di marinai, un Tango Pasodoble in cui Don Paquito insegue la moglie fuggita con Joe, un elegante Valzer per ninfe e fatine e tantissime altre sorprese. Nello svolgersi dello spettacolo maliziose evocazioni dell’Arcadia si tingeranno alchemicamente di bagliori infernali al suono di un Fox Trot, di una Polka, di una Tarantella o di un Fugato canonico, componendo un raffinato circo sonoro dove alla voce umana spetta l’arduo compito di farsi giocoliere affinché, in equilibrio sulle corde tese del pentagramma, anziché esibirsi con palle e birilli, faccia vorticare in aria note e parole.

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