Conte attenzione al Belgio -Mai così tanti talenti. E’ una delle nazionali favorite

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Dove arriveranno non si sa. A noi, intanto, da tifosi della nazionale italiana, basterebbe che dopodomani le amnesie difensive mostrate dal Belgio di Wilmots nelle ultime amichevoli diventassero macroscopiche. Quel che è certo è che tanto Belgio non è mai stato. In termini di campioni e di valore di mercato: la rosa rompe il muro dei 500 milioni (524,5 per l’esattezza). Vendibili? Nemmeno pochi. Vendibili, non svendibili: fatta eccezione per Vermaelen, una star due anni fa, un mistero flagellato di infortuni da quando è arrivato al Barça tanto da essere uno che dai quasi 20 milioni che costò oggi ne vale cinque volte meno. Stanno valutando di darlo in prestito per ricostruirlo. E magari l’Europeo potrebbe essere un’occasione per provare a rilanciarsi. 
 
CRESCITA. Secondo (ed era primo nel ranking), una rosa di 23 giocatori di cui solo quattro giocano in casa, gli altri tutti a imparare nei mondi dove il calcio conta e cresce star. Anche in Belgio il calcio conta, eccome: e costruisce lì ragazzi che diventano star fuori. Il paragone che può venire con la Svizzera, in termini di resa rispetto alla dimensione del territorio, regge ma non troppo: lo sport nazionale degli elvetici è l’hockey e il calcio lì sta prendendo il posto dello sci quanto a popolarità. In Belgio sul calcio investono i club, nei vivai, anche il centro federale sta lavorando forte. E la realtà multietnica è diventata un valore la cui resa è nella forza di questa nazionale. Una forza che è incontestabile dal punto di vista del valore individuale di molti giocatori e dei numeri, delle valutazioni di mercato che li accompagnano (tutto questo al netto dell’infortunio che ha chiamato fuori Company). Ora tocca a Wilmots farli diventare squadra e portarli dove lì ci si comincia ad aspettare: lontano. 
 
BOOM. Le esperienze nella Grande Europa del calcio sono servite a questi ragazzi per rimetterle poi dentro la loro nazionale e contribuire a farla crescere: Fellaini in Premier, Nainggolan in Italia, Carrasco in Spagna, Batshuayi in Francia, il talento belga ha trovato casa un po’ ovunque. Solo Gillet, dopo tanta Italia, è tornato a giocare in Belgio, al Mechelen; Kabasele è al Genk, Jordan Lukaku all’Ostenda (è il fratello di Romelu, quando tre anni fa venne a fare la Viareggio Cup colpì molto il Milan e poi si parlò anche per lui del Chelsea). E Meunier al Brugge. Undici tra i 23 nazionali del Belgio giocano in Premier, il campionato che fa la parte del leone, due in Spagna, due in Italia, uno in Francia, uno in Russia, uno in Turchia e uno in Canada. Sul podio c’è Hazard, il più costoso, 65 milioni, il Chelsea se lo tiene stretto (per ora…). De Bruyne ne vale 60 e per il City non si tocca. Sul terzo gradino del podio salgono in due: Romelu Lukaku dell’Everton e Radja Nainggolan, della Roma: 45 milioni ciascuno la la valutazione e la Premier addosso (uno il Tottenham, con la Juve che vigila, e l’altro il Chelsea). Poi c’è Benteke del Liverpool, un pezzo da 30 milioni. 
 
QUANTO MERCATO. Gli altri due pezzi forti del gruppo di Wilmots sono Witsel, accostato in Premier (allo Stoke) dopo essere stato avvicinato a Roma, Juve e Milan in Italia. Insomma, la sua avventura allo Zenit stavolta potrebbe finire veramente: servono 25 milioni. E l’altro è Batshuayi, l’attaccante che piace alla Juve, al West Ham, al Chelsea, al Tottenham, e che in Spagna Atletico e Barcellona seguono da molto vicino: lui sogna la Premier e avrebbe voluto definire il suo futuro prima dell’Europeo. C’è tempo fino a lunedì… forse è troppo poco, ma Bathsuayi molto probabilmente lascerà il Marsiglia. Per vederlo partire i francesi chiedono 35 milioni. E già, il Belgio vale oro. Come non era mai successo, forse, in questa dimensione. Tocca a noi a provare a depauperarne il valore. E a disinnescare la sua potenziale pericolosità in questo Europeo quasi in casa.

fonte:corrieredellosport

 
Dove arriveranno non si sa. A noi, intanto, da tifosi della nazionale italiana, basterebbe che dopodomani le amnesie difensive mostrate dal Belgio di Wilmots nelle ultime amichevoli diventassero macroscopiche. Quel che è certo è che tanto Belgio non è mai stato. In termini di campioni e di valore di mercato: la rosa rompe il muro dei 500 milioni (524,5 per l’esattezza). Vendibili? Nemmeno pochi. Vendibili, non svendibili: fatta eccezione per Vermaelen, una star due anni fa, un mistero flagellato di infortuni da quando è arrivato al Barça tanto da essere uno che dai quasi 20 milioni che costò oggi ne vale cinque volte meno. Stanno valutando di darlo in prestito per ricostruirlo. E magari l’Europeo potrebbe essere un’occasione per provare a rilanciarsi. 
 
CRESCITA. Secondo (ed era primo nel ranking), una rosa di 23 giocatori di cui solo quattro giocano in casa, gli altri tutti a imparare nei mondi dove il calcio conta e cresce star. Anche in Belgio il calcio conta, eccome: e costruisce lì ragazzi che diventano star fuori. Il paragone che può venire con la Svizzera, in termini di resa rispetto alla dimensione del territorio, regge ma non troppo: lo sport nazionale degli elvetici è l’hockey e il calcio lì sta prendendo il posto dello sci quanto a popolarità. In Belgio sul calcio investono i club, nei vivai, anche il centro federale sta lavorando forte. E la realtà multietnica è diventata un valore la cui resa è nella forza di questa nazionale. Una forza che è incontestabile dal punto di vista del valore individuale di molti giocatori e dei numeri, delle valutazioni di mercato che li accompagnano (tutto questo al netto dell’infortunio che ha chiamato fuori Company). Ora tocca a Wilmots farli diventare squadra e portarli dove lì ci si comincia ad aspettare: lontano. 
 
BOOM. Le esperienze nella Grande Europa del calcio sono servite a questi ragazzi per rimetterle poi dentro la loro nazionale e contribuire a farla crescere: Fellaini in Premier, Nainggolan in Italia, Carrasco in Spagna, Batshuayi in Francia, il talento belga ha trovato casa un po’ ovunque. Solo Gillet, dopo tanta Italia, è tornato a giocare in Belgio, al Mechelen; Kabasele è al Genk, Jordan Lukaku all’Ostenda (è il fratello di Romelu, quando tre anni fa venne a fare la Viareggio Cup colpì molto il Milan e poi si parlò anche per lui del Chelsea). E Meunier al Brugge. Undici tra i 23 nazionali del Belgio giocano in Premier, il campionato che fa la parte del leone, due in Spagna, due in Italia, uno in Francia, uno in Russia, uno in Turchia e uno in Canada. Sul podio c’è Hazard, il più costoso, 65 milioni, il Chelsea se lo tiene stretto (per ora…). De Bruyne ne vale 60 e per il City non si tocca. Sul terzo gradino del podio salgono in due: Romelu Lukaku dell’Everton e Radja Nainggolan, della Roma: 45 milioni ciascuno la la valutazione e la Premier addosso (uno il Tottenham, con la Juve che vigila, e l’altro il Chelsea). Poi c’è Benteke del Liverpool, un pezzo da 30 milioni. 
 
QUANTO MERCATO. Gli altri due pezzi forti del gruppo di Wilmots sono Witsel, accostato in Premier (allo Stoke) dopo essere stato avvicinato a Roma, Juve e Milan in Italia. Insomma, la sua avventura allo Zenit stavolta potrebbe finire veramente: servono 25 milioni. E l’altro è Batshuayi, l’attaccante che piace alla Juve, al West Ham, al Chelsea, al Tottenham, e che in Spagna Atletico e Barcellona seguono da molto vicino: lui sogna la Premier e avrebbe voluto definire il suo futuro prima dell’Europeo. C’è tempo fino a lunedì… forse è troppo poco, ma Bathsuayi molto probabilmente lascerà il Marsiglia. Per vederlo partire i francesi chiedono 35 milioni. E già, il Belgio vale oro. Come non era mai successo, forse, in questa dimensione. Tocca a noi a provare a depauperarne il valore. E a disinnescare la sua potenziale pericolosità in questo Europeo quasi in casa.

fonte:corrieredellosport