<> di Marilena Imparato. Una fiaba avventurosa ambientata a Castellammare di Stabia

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Castellammare. Sarà presentato presso la sede dell’Associazione MYO (Via Santa Caterina 43) sabato 18 giugno alle ore 19 il libro Splendore degli abissi. Storia di avventura e di amicizia (ed. Grauss 2013) prima fiaba scritta da Marilena Imparato. Ne discuteranno con l’autrice Nello Fiorenza (Giornalista) e Nicola Caroppo (Giornalista e storico dell’arte). Durante la serata verranno premiati i lavori dei piccoli alunni di V elementare dell’istituto Santa Teresa del Bambin Gesù di Castellammare di Stabia diretto da suor Gabriella Martone. Completeranno l’evento gli scatti fotografici di Giuseppe Del Pizzo che immortalano alcuni dei più suggestivi scorci panoramici di Castellammare di Stabia.
(dalla recensione a cura di Nicola Caroppo) Splendore degli abissi è una fiaba ambientata a Castellammare, in un momento preciso, alla fine degli anni ’80. In essa rivive a sprazzi il ricordo di una città totalmente diversa da quella attuale, immersa nel caldo estivo, ma soprattutto riaffiorano sentimenti e passioni perdute quali l’amicizia, la fratellanza, il coraggio, il gusto della scoperta, la curiosità e tutto grazie all’audacia, ingenua e incosciente, dei piccoli protagonisti. Marilena Imparato è una stabiese innamorata dei suoi luoghi natali e ne scrive con la stessa versatile passione con cui insegna, dipinge e si dedica al volontariato animalista. Come sottolinea l’autrice nella prefazione il racconto nasce soprattutto dal desiderio profondo di tornare ad un mondo genuino, dominato dall’amicizia disinteressata e dal rispetto; in cui le persone hanno ancora l’umiltà di dirsi “grazie”; dove, al di là della fredda tecnologia, persistono la scrittura e la lettura. Al di là di ogni retorico amarcord, il monito della fiaba è “fare tabula rasa” del presente, vuoto, privo di dialogo, dominato dalla drammatica assenza di comunicazione; in cui l’ “altro”, semmai è spiato dal buco della serratura e spesso è bollato come “diverso” o individuato come potenziale nemico. Infine, è il caso di sottolineare la fervida vena descrittiva, pittorica, di Marilena Imparato, intrisa di minuziosa fantasia particolarmente evidente nel modo meticoloso con cui accompagna il lettore nel fantastico mondo degli abissi, nei fondali marini stabiesi, contaminati purtroppo dall’azione dell’uomo.Castellammare. Sarà presentato presso la sede dell’Associazione MYO (Via Santa Caterina 43) sabato 18 giugno alle ore 19 il libro Splendore degli abissi. Storia di avventura e di amicizia (ed. Grauss 2013) prima fiaba scritta da Marilena Imparato. Ne discuteranno con l’autrice Nello Fiorenza (Giornalista) e Nicola Caroppo (Giornalista e storico dell’arte). Durante la serata verranno premiati i lavori dei piccoli alunni di V elementare dell’istituto Santa Teresa del Bambin Gesù di Castellammare di Stabia diretto da suor Gabriella Martone. Completeranno l’evento gli scatti fotografici di Giuseppe Del Pizzo che immortalano alcuni dei più suggestivi scorci panoramici di Castellammare di Stabia.
(dalla recensione a cura di Nicola Caroppo) Splendore degli abissi è una fiaba ambientata a Castellammare, in un momento preciso, alla fine degli anni ’80. In essa rivive a sprazzi il ricordo di una città totalmente diversa da quella attuale, immersa nel caldo estivo, ma soprattutto riaffiorano sentimenti e passioni perdute quali l’amicizia, la fratellanza, il coraggio, il gusto della scoperta, la curiosità e tutto grazie all’audacia, ingenua e incosciente, dei piccoli protagonisti. Marilena Imparato è una stabiese innamorata dei suoi luoghi natali e ne scrive con la stessa versatile passione con cui insegna, dipinge e si dedica al volontariato animalista. Come sottolinea l’autrice nella prefazione il racconto nasce soprattutto dal desiderio profondo di tornare ad un mondo genuino, dominato dall’amicizia disinteressata e dal rispetto; in cui le persone hanno ancora l’umiltà di dirsi “grazie”; dove, al di là della fredda tecnologia, persistono la scrittura e la lettura. Al di là di ogni retorico amarcord, il monito della fiaba è “fare tabula rasa” del presente, vuoto, privo di dialogo, dominato dalla drammatica assenza di comunicazione; in cui l’ “altro”, semmai è spiato dal buco della serratura e spesso è bollato come “diverso” o individuato come potenziale nemico. Infine, è il caso di sottolineare la fervida vena descrittiva, pittorica, di Marilena Imparato, intrisa di minuziosa fantasia particolarmente evidente nel modo meticoloso con cui accompagna il lettore nel fantastico mondo degli abissi, nei fondali marini stabiesi, contaminati purtroppo dall’azione dell’uomo.