Inaugura a Nola il ROJI nuovo concept di cucina italo-giapponese

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E’ un mercato in espansione in Occidente quello della cucina giapponese, un’arte culinaria antichissima basata soprattutto su cereali(riso, pasta), pesce, verdure e legumi, conditi solitamente con le varie spezie locali, ma senza carne, almeno nei piatti più tradizionali. Non esiste il concetto di primo piatto, secondo, contorno, frutta, di solito in tavola vengono portati contemporaneamente tutti i cibi, che vengono consumati senza ordine prestabilito. Molti piatti sono conviviali, nelle abitazioni vengono cotti con un fornello portatile direttamente in tavola ed i commensali si servono dalla pentola. La cucina giapponese è nota per essere una delle cucine più bilanciate e salutari del mondo, parte importante della caratteristica longevità dei giapponesi, grazie all’esteso uso di pesce fresco, verdure, radici e tè verde. Dal dicembre 2013 è inserita fra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’UNESCO.” A questo proposito vi presento il Roji”, dice Teresa Lucianelli, addetto stampa della struttura, “una nuova ed originale realtà nippo-mediterranea dedicata alla gastronomia, all’arte ed alla cultura giapponese con forti ma riuscite contaminazioni del Sud Italia, che apre i battenti a Nola”. “Il Roji”, precisa la giornalista, “è una realtà top di ultima generazione: alta cucina nippo-mediterranea, arte e cultura giapponese in una location d’autore dove confrontarsi e scoprire nuove emozioni visive e de gustative. Gli chef di ROJI japan fusion propongono in esclusiva audaci ma gradevoli contaminazioni mediterranee, in particolare del Sud Italia, a prevalenza campana. La location suggestiva ed accogliente firmata dagli architetti Orlando Sabato e da Andreana De Risi, che verrà presentata ai media lunedì 13 giugno dalle ore 21, è il riuscito risultato di una comune idea, decisamente innovativa, di Giovanni Napolitano, Giuseppe Tufano, Erasmo De Risi e Gina Audia. L’ambizioso e rivoluzionario obiettivo è quello di realizzare nella terra dei gigli un angolo di Giappone, che susciti fascino e interesse verso questa profonda tradizione, la sua arte, la sua cultura, favorendo l’interscambio di idee e fermenti con la nostra arte e cultura e le nostre tradizioni, e solleciti note emozionali anche attraverso colori e materiali. Ed ecco l’intensità vitale del verde delle piante, che stimola il contatto con la natura e trasmette serenità; il legno in taglio naturale, espressione di resistenza e perseveranza; il marmo, materiale eterno simbolo di forza ed imponenza. Roji si colloca su di un segmento mai prima toccato in ambito campano: luogo d’incontro e conversazione sulla civiltà e sulla filosofia nipponica aperto all’Occidente e di degustazione delle più rappresentative ricette giapponesi rivisitate all’insegna del migliore gusto occidentale. Così la tradizione gastronomica del Sol Levante scopre l’olio extravergine di oliva, i gamberi siciliani, le fragole nostrane, il baccalà e le tipiche papaccelle oltre agli altrettanto campani friarelli ed al rinomato provolone del monaco, i fiori commestibili più belli del Sud Italia e non solo. Nessuna violenza all’origine del piatto, ma una interpretazione di gran classe che conquista. Accostamenti delicati, metodi di cottura innovativi, valorizzazioni dei piatti attraverso prodotti vegetali e mai snaturati, decorazioni floreali da gustare, accurata mise en plat, per un effetto finale di grande suggestione. A capo della brigata, Alexander Pokinok, già chef al Tender di Jap One, esponente di spicco della ristorazione giapponese in Campania, primo chef di Himiko a Torre del Greco, e di Honzen, sensibile dall’ adolescenza alle contaminazioni culinari già presenti nell’Est Eurasia. Con Pokinok esperti dalla Thailandia, Indonesia, Italia. Il locale si avvale inoltre della consulenza del noto fantasioso chef Francesco Franzese, a guida della brigata del Le monde di San Vitaliano ed executive de Il Fico D’india della catena Delphina in Sardegna, formatosi all’Olivo del Capri Palace, all’Atelier del grande Joel Robuchon (chef piu stellato al mondo), al Four Season di Firenze. A cura di Alexander Pokinok raffinate selezioni speciali di nigiri e di maki, huramaki, nigiri, tartare, sashimi eccellenze della casa, tra cui spicca una interessante proposta ammaliatrice a base di riccio di mare ed uova di quaglia, semplicemente irresistibile. Tra le tante delizie fusion firmate da Francesco Franzese, le Linguine all’alga Nori, con baccalà mantecato al latte di bufala affumicato, fagioli neri e portulaca. Roji si propone quale metafora di saggezza orientale, un viaggio esplorativo nei sapori non convenzionali, che affonda le sue radici nella tradizione, nella cultura e nell’arte nipponica, ma va oltre, alla scoperta di nuovi profumi e sensazioni; la ricerca e il godimento declinato nelle più svariate sfumature; un esperienza che partendo dagli occhi e dalla gola riesce ad elevarsi a piaceri ben più alti ed intensi che coinvolgo il palato e l’anima”. Il Roji è sulla statale 7 bis, 184 Nola, in posizione vicinissima all’uscita dell’autostrada.E’ un mercato in espansione in Occidente quello della cucina giapponese, un’arte culinaria antichissima basata soprattutto su cereali(riso, pasta), pesce, verdure e legumi, conditi solitamente con le varie spezie locali, ma senza carne, almeno nei piatti più tradizionali. Non esiste il concetto di primo piatto, secondo, contorno, frutta, di solito in tavola vengono portati contemporaneamente tutti i cibi, che vengono consumati senza ordine prestabilito. Molti piatti sono conviviali, nelle abitazioni vengono cotti con un fornello portatile direttamente in tavola ed i commensali si servono dalla pentola. La cucina giapponese è nota per essere una delle cucine più bilanciate e salutari del mondo, parte importante della caratteristica longevità dei giapponesi, grazie all’esteso uso di pesce fresco, verdure, radici e tè verde. Dal dicembre 2013 è inserita fra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’UNESCO.” A questo proposito vi presento il Roji”, dice Teresa Lucianelli, addetto stampa della struttura, “una nuova ed originale realtà nippo-mediterranea dedicata alla gastronomia, all’arte ed alla cultura giapponese con forti ma riuscite contaminazioni del Sud Italia, che apre i battenti a Nola”. “Il Roji”, precisa la giornalista, “è una realtà top di ultima generazione: alta cucina nippo-mediterranea, arte e cultura giapponese in una location d’autore dove confrontarsi e scoprire nuove emozioni visive e de gustative. Gli chef di ROJI japan fusion propongono in esclusiva audaci ma gradevoli contaminazioni mediterranee, in particolare del Sud Italia, a prevalenza campana. La location suggestiva ed accogliente firmata dagli architetti Orlando Sabato e da Andreana De Risi, che verrà presentata ai media lunedì 13 giugno dalle ore 21, è il riuscito risultato di una comune idea, decisamente innovativa, di Giovanni Napolitano, Giuseppe Tufano, Erasmo De Risi e Gina Audia. L’ambizioso e rivoluzionario obiettivo è quello di realizzare nella terra dei gigli un angolo di Giappone, che susciti fascino e interesse verso questa profonda tradizione, la sua arte, la sua cultura, favorendo l’interscambio di idee e fermenti con la nostra arte e cultura e le nostre tradizioni, e solleciti note emozionali anche attraverso colori e materiali. Ed ecco l’intensità vitale del verde delle piante, che stimola il contatto con la natura e trasmette serenità; il legno in taglio naturale, espressione di resistenza e perseveranza; il marmo, materiale eterno simbolo di forza ed imponenza. Roji si colloca su di un segmento mai prima toccato in ambito campano: luogo d’incontro e conversazione sulla civiltà e sulla filosofia nipponica aperto all’Occidente e di degustazione delle più rappresentative ricette giapponesi rivisitate all’insegna del migliore gusto occidentale. Così la tradizione gastronomica del Sol Levante scopre l’olio extravergine di oliva, i gamberi siciliani, le fragole nostrane, il baccalà e le tipiche papaccelle oltre agli altrettanto campani friarelli ed al rinomato provolone del monaco, i fiori commestibili più belli del Sud Italia e non solo. Nessuna violenza all’origine del piatto, ma una interpretazione di gran classe che conquista. Accostamenti delicati, metodi di cottura innovativi, valorizzazioni dei piatti attraverso prodotti vegetali e mai snaturati, decorazioni floreali da gustare, accurata mise en plat, per un effetto finale di grande suggestione. A capo della brigata, Alexander Pokinok, già chef al Tender di Jap One, esponente di spicco della ristorazione giapponese in Campania, primo chef di Himiko a Torre del Greco, e di Honzen, sensibile dall’ adolescenza alle contaminazioni culinari già presenti nell’Est Eurasia. Con Pokinok esperti dalla Thailandia, Indonesia, Italia. Il locale si avvale inoltre della consulenza del noto fantasioso chef Francesco Franzese, a guida della brigata del Le monde di San Vitaliano ed executive de Il Fico D’india della catena Delphina in Sardegna, formatosi all’Olivo del Capri Palace, all’Atelier del grande Joel Robuchon (chef piu stellato al mondo), al Four Season di Firenze. A cura di Alexander Pokinok raffinate selezioni speciali di nigiri e di maki, huramaki, nigiri, tartare, sashimi eccellenze della casa, tra cui spicca una interessante proposta ammaliatrice a base di riccio di mare ed uova di quaglia, semplicemente irresistibile. Tra le tante delizie fusion firmate da Francesco Franzese, le Linguine all’alga Nori, con baccalà mantecato al latte di bufala affumicato, fagioli neri e portulaca. Roji si propone quale metafora di saggezza orientale, un viaggio esplorativo nei sapori non convenzionali, che affonda le sue radici nella tradizione, nella cultura e nell’arte nipponica, ma va oltre, alla scoperta di nuovi profumi e sensazioni; la ricerca e il godimento declinato nelle più svariate sfumature; un esperienza che partendo dagli occhi e dalla gola riesce ad elevarsi a piaceri ben più alti ed intensi che coinvolgo il palato e l’anima”. Il Roji è sulla statale 7 bis, 184 Nola, in posizione vicinissima all’uscita dell’autostrada.

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