Herrera siamo alla stretta finale,Giuntoli in pressing sul Porto

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 Voi pensate che debba accadere una cosa per volta ed invece al mercato, guai se non fosse così, si è costretti a giocare – e contemporaneamente – su più tavoli. Perché c’è Zielinski, ma ci sono anche Herrera (26) e Vrsaljko, poi Fabinho e Lapadula: e bisogna stare svegli, temere qualche imboscata, magari fronteggiarla. Il mercato è una palude e non a caso l’affare-Vrsaljko (24) s’è ritrovato incagliato: ha provveduto l’Atletico Madrid a bloccarlo, con un’offerta pazzesca (due milioni di euro all’anno, per quattro stagioni) che ha un po’ spiazzato chiunque, compreso il Sassuolo che ancora aspetta un’offerta degli spagnoli. Quella del Napoli è arrivata ed è stata accettata: soldi, e parecchi, più Zapata, che può essere liberato dall’Udinese pagando una clausola da un milione di euro. Però, nel caso in cui, come sembra, il croato voglia mettersi in discussione e tuffarsi nel «cholismo», s’è aperto uno spiraglio per arrivare a Fabinho (23), brasiliano del Monaco, che ha lo stesso appeal; oppure, niente male, a De Sciglio (24), che però è lusingato dalla Juventus e da Allegri, il suo «Maestro». 
 
HH. Il lavoro che il Napoli s’è portato avanti induce a ritenere che esista una sorta di opzione morale con Hector Herrera, dal quale è già arrivato il gradimento alla proposta di quinquennale a scalare: il resto dovrà farlo il Porto, bottega che ha pretese (storicamente) di assoluto livello economico, che non cede facilmente, che vorrebbe realizzare venti milioni di euro, dovendo riconoscere il venti per cento al Pachuca, la società nella quale il messicano è venuto su. Ne resterebbero «soltanto» sedici: pochi, per un club che ama concretizzare affari. Il Napoli, che dovrà confrontarsi anche con l’interesse del Liverpool, ha presentato la propria consistente idea: quindici milioni, con dentro una serie di bonus da definire ed utili per accontentare le richieste del Porto. Si resta su una distanza abbordabile, però non colmabile, non immediatamente. Ma Giuntoli è andato in pressing, ha insistito, ha fatto sentire la propria presenza, ha corteggiato ed ha lasciato che lo facessero per conto suo gli amici degli amici di Herrera. 
 
IL BOMBER. Zielinski ed Herrera compongono il tandem di centrocampisti con il quale il Napoli vorrebbe completare la zona calda del campo; Vrsaljko ha sempre costituito il tassello ideale per occupare le fasce – nelle quali già sono inseriti Hysaj, Ghoulam e Strinic e dalle quali potrebbe uscire Maggio, dopo otto anni di azzurro – e poi resta l’attacco: la ricerca del vice-Callejon è una necessità e Candreva ha rappresentato l’affascinante soluzione da tener presente, nel caso in cui si possa ragionare con Lotito; poi, da domani, si passerà a Lapadula (26) che non avrà più da pensare alle partite ma potrà concentrarsi esclusivamente sul mercato suo, quello del Pescara, quello del Napoli e magari anche del Genoa. Vale quello che si sono detti De Laurentiis e Sebastiani, i due presidenti, e che ha un senso ma non dà ancora certezze certificate. 

fonte:corrieredellosport

 Voi pensate che debba accadere una cosa per volta ed invece al mercato, guai se non fosse così, si è costretti a giocare – e contemporaneamente – su più tavoli. Perché c’è Zielinski, ma ci sono anche Herrera (26) e Vrsaljko, poi Fabinho e Lapadula: e bisogna stare svegli, temere qualche imboscata, magari fronteggiarla. Il mercato è una palude e non a caso l’affare-Vrsaljko (24) s’è ritrovato incagliato: ha provveduto l’Atletico Madrid a bloccarlo, con un’offerta pazzesca (due milioni di euro all’anno, per quattro stagioni) che ha un po’ spiazzato chiunque, compreso il Sassuolo che ancora aspetta un’offerta degli spagnoli. Quella del Napoli è arrivata ed è stata accettata: soldi, e parecchi, più Zapata, che può essere liberato dall’Udinese pagando una clausola da un milione di euro. Però, nel caso in cui, come sembra, il croato voglia mettersi in discussione e tuffarsi nel «cholismo», s’è aperto uno spiraglio per arrivare a Fabinho (23), brasiliano del Monaco, che ha lo stesso appeal; oppure, niente male, a De Sciglio (24), che però è lusingato dalla Juventus e da Allegri, il suo «Maestro». 
 
HH. Il lavoro che il Napoli s’è portato avanti induce a ritenere che esista una sorta di opzione morale con Hector Herrera, dal quale è già arrivato il gradimento alla proposta di quinquennale a scalare: il resto dovrà farlo il Porto, bottega che ha pretese (storicamente) di assoluto livello economico, che non cede facilmente, che vorrebbe realizzare venti milioni di euro, dovendo riconoscere il venti per cento al Pachuca, la società nella quale il messicano è venuto su. Ne resterebbero «soltanto» sedici: pochi, per un club che ama concretizzare affari. Il Napoli, che dovrà confrontarsi anche con l’interesse del Liverpool, ha presentato la propria consistente idea: quindici milioni, con dentro una serie di bonus da definire ed utili per accontentare le richieste del Porto. Si resta su una distanza abbordabile, però non colmabile, non immediatamente. Ma Giuntoli è andato in pressing, ha insistito, ha fatto sentire la propria presenza, ha corteggiato ed ha lasciato che lo facessero per conto suo gli amici degli amici di Herrera. 
 
IL BOMBER. Zielinski ed Herrera compongono il tandem di centrocampisti con il quale il Napoli vorrebbe completare la zona calda del campo; Vrsaljko ha sempre costituito il tassello ideale per occupare le fasce – nelle quali già sono inseriti Hysaj, Ghoulam e Strinic e dalle quali potrebbe uscire Maggio, dopo otto anni di azzurro – e poi resta l’attacco: la ricerca del vice-Callejon è una necessità e Candreva ha rappresentato l’affascinante soluzione da tener presente, nel caso in cui si possa ragionare con Lotito; poi, da domani, si passerà a Lapadula (26) che non avrà più da pensare alle partite ma potrà concentrarsi esclusivamente sul mercato suo, quello del Pescara, quello del Napoli e magari anche del Genoa. Vale quello che si sono detti De Laurentiis e Sebastiani, i due presidenti, e che ha un senso ma non dà ancora certezze certificate. 

fonte:corrieredellosport