IL TRENO PIU’ BELLO DEL MONDO O IL TRENO DEI PAZZI?

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Nel Paese dei Balocchi c’è il treno più bello del mondo. Il personale di bordo è veramente preparato ed è pertanto molto ben pagato. Per garantire il massimo comfort ed efficienza non si è lesinato sul numero di personale di bordo. Sul treno più bello del mondo ci sono 945 persone tra macchinisti e capi treno.

Il treno più bello del mondo ha una peculiarità: non rispetta mai l’orario. Parte da una stazione, arriva a quella successiva e poi torna indietro alla stazione di partenza. Prima di procedere per la destinazione finale, il treno più bello del mondo può andare avanti e indietro fra le due stazioni per tre o quattro volte fino a quando i macchinisti e i capi treno non si mettono d’accordo su dove andare. C’è qualcuno che afferma che una volta il treno è andato avanti e indietro per sette anni. Non solo, quando è quasi giunto a destinazione, a volte, un gruppo di ferrovieri ‘locali’ si stende sui binari per contestare il diritto del treno di entrare nel ‘loro’ territorio.

Più che il treno più bello del mondo sembra il TRENO DEI PAZZI.

Gli abitanti del Paese dei Balocchi, gente molto smaliziata e furba, si rende conto che qualcosa non va. Vedono che il treno del Paese dei Wurstel giunge a destinazione in orario anche se il numero di personale di bordo è di molto inferiore. Capiscono anche che nel Paese dei Wurstel tutto funziona meglio proprio perché il treno è preciso e puntuale.

Cosa fanno allora gli abitanti del Paese dei Balocchi? Convocano i massimi esperti e danno loro l’incarico di rendere il treno più bello del mondo anche un treno veloce e funzionale. Gli esperti analizzano i problemi, fanno studi profondi e dettagliati, emergono le proposte, ma quando si passa alle decisioni tutto si ferma. Passano gli anni … dieci, venti, trenta, poi quaranta anni … gli esperti continuano a discutere ma il treno più bello del mondo continua a viaggiare in ritardo come è in ritardo l’intero Paese dei Balocchi.

“Abbiamo provato a riformare le istituzioni per quarant’anni, e non ci siamo riusciti. La strada della grande riforma sembra un cimitero pieno di croci, i nostri fallimenti. (M. Cacciari)

Dopo quaranta anni di parole al vento viene chiamato un tecnico giovane e deciso che rapidamente fa approvare un piano di riforme incisive: decide di ridurre il numero del personale di bordo di un terzo, di abolire l’avanti-indietro del treno tra le stazioni e di definire il confine di competenza dei ferrovieri ‘locali’. Per raggiungere l’obiettivo il tecnico si crea molti nemici. Soprattutto tra il personale di bordo che sarà licenziato ma anche sindacati, professori, magistrati, esperi falliti, pubblici amministratori, ecc.

“Un governante saggio non dovrebbe crearsi il nemico perché, appena le cose incominceranno ad andare male, sarà chiamato a pagare un conto salato”. (G. Zagrebelsky ). Che saggio e profondo pensiero professore! Ma non si rende conto che proprio il non voler crearsi nemici, di accontentare tutti, è stata la causa del vostro quarantennale fallimento? Un governante che governi deve avere il coraggio di farsi nemici perché deve necessariamente prendere decisioni che, in qualche caso, vanno contro interessi e privilegi consolidati.

Comunque il prof ha ragione perché buona parte degli abitanti del Paese dei Balocchi comincia a protestare. Essendo molto smaliziati e furbi ma soprattutto sospettosi, si chiedono: ma questo tecnico antipatico e arrogante da dove viene, chi è? Come ha fatto a fare in due anni quello che nessuno è riuscito a fare in 40 anni? Quali sono i suoi inconfessabili interessi? Ha le competenze dei massimi esperti che hanno lavorato per quaranta anni? E, soprattutto, perché il colore dei sedili non è intonato con il colore del treno più bello del mondo? Si poteva fare molto meglio!!! Via … buttiamo via tutto … meglio cominciare a discutere d’accapo.

“Serve un grande discorso democratico, franco, sincero, che non nasconda le difficoltà e chiami tutti a uno sforzo di responsabilità, ciascuno secondo le proprie possibilità, mobilitando le energie civili del Paese e recuperando sovranità” (G. Zagrebelsky )

Bene, bravo professor Zagrebelsky !!! Mi sembra giusto. Le bastano altri quaranta anni? E nel frattempo il treno più bello del mondo continua a viaggiare come fosse il treno dei pazzi?

E chi se ne frega !!!! Rispondono in coro tanti furbi abitanti del Paese dei Balocchi

Luigi Di Bianco

http://www.webalice.it/ldibianco/

 

 
 

 

 

 

 
 

 

Nel Paese dei Balocchi c’è il treno più bello del mondo. Il personale di bordo è veramente preparato ed è pertanto molto ben pagato. Per garantire il massimo comfort ed efficienza non si è lesinato sul numero di personale di bordo. Sul treno più bello del mondo ci sono 945 persone tra macchinisti e capi treno.

Il treno più bello del mondo ha una peculiarità: non rispetta mai l’orario. Parte da una stazione, arriva a quella successiva e poi torna indietro alla stazione di partenza. Prima di procedere per la destinazione finale, il treno più bello del mondo può andare avanti e indietro fra le due stazioni per tre o quattro volte fino a quando i macchinisti e i capi treno non si mettono d'accordo su dove andare. C’è qualcuno che afferma che una volta il treno è andato avanti e indietro per sette anni. Non solo, quando è quasi giunto a destinazione, a volte, un gruppo di ferrovieri ‘locali’ si stende sui binari per contestare il diritto del treno di entrare nel ‘loro’ territorio.

Più che il treno più bello del mondo sembra il TRENO DEI PAZZI.

Gli abitanti del Paese dei Balocchi, gente molto smaliziata e furba, si rende conto che qualcosa non va. Vedono che il treno del Paese dei Wurstel giunge a destinazione in orario anche se il numero di personale di bordo è di molto inferiore. Capiscono anche che nel Paese dei Wurstel tutto funziona meglio proprio perché il treno è preciso e puntuale.

Cosa fanno allora gli abitanti del Paese dei Balocchi? Convocano i massimi esperti e danno loro l’incarico di rendere il treno più bello del mondo anche un treno veloce e funzionale. Gli esperti analizzano i problemi, fanno studi profondi e dettagliati, emergono le proposte, ma quando si passa alle decisioni tutto si ferma. Passano gli anni … dieci, venti, trenta, poi quaranta anni … gli esperti continuano a discutere ma il treno più bello del mondo continua a viaggiare in ritardo come è in ritardo l’intero Paese dei Balocchi.

Abbiamo provato a riformare le istituzioni per quarant'anni, e non ci siamo riusciti. La strada della grande riforma sembra un cimitero pieno di croci, i nostri fallimenti. (M. Cacciari)

Dopo quaranta anni di parole al vento viene chiamato un tecnico giovane e deciso che rapidamente fa approvare un piano di riforme incisive: decide di ridurre il numero del personale di bordo di un terzo, di abolire l’avanti-indietro del treno tra le stazioni e di definire il confine di competenza dei ferrovieri ‘locali’. Per raggiungere l’obiettivo il tecnico si crea molti nemici. Soprattutto tra il personale di bordo che sarà licenziato ma anche sindacati, professori, magistrati, esperi falliti, pubblici amministratori, ecc.

Un governante saggio non dovrebbe crearsi il nemico perché, appena le cose incominceranno ad andare male, sarà chiamato a pagare un conto salato". (G. Zagrebelsky ). Che saggio e profondo pensiero professore! Ma non si rende conto che proprio il non voler crearsi nemici, di accontentare tutti, è stata la causa del vostro quarantennale fallimento? Un governante che governi deve avere il coraggio di farsi nemici perché deve necessariamente prendere decisioni che, in qualche caso, vanno contro interessi e privilegi consolidati.

Comunque il prof ha ragione perché buona parte degli abitanti del Paese dei Balocchi comincia a protestare. Essendo molto smaliziati e furbi ma soprattutto sospettosi, si chiedono: ma questo tecnico antipatico e arrogante da dove viene, chi è? Come ha fatto a fare in due anni quello che nessuno è riuscito a fare in 40 anni? Quali sono i suoi inconfessabili interessi? Ha le competenze dei massimi esperti che hanno lavorato per quaranta anni? E, soprattutto, perché il colore dei sedili non è intonato con il colore del treno più bello del mondo? Si poteva fare molto meglio!!! Via … buttiamo via tutto … meglio cominciare a discutere d’accapo.

Serve un grande discorso democratico, franco, sincero, che non nasconda le difficoltà e chiami tutti a uno sforzo di responsabilità, ciascuno secondo le proprie possibilità, mobilitando le energie civili del Paese e recuperando sovranità” (G. Zagrebelsky )

Bene, bravo professor Zagrebelsky !!! Mi sembra giusto. Le bastano altri quaranta anni? E nel frattempo il treno più bello del mondo continua a viaggiare come fosse il treno dei pazzi?

E chi se ne frega !!!! Rispondono in coro tanti furbi abitanti del Paese dei Balocchi

Luigi Di Bianco

http://www.webalice.it/ldibianco/