Una grande Salernitana distrugge il Lanciano ed e’ con un piede e mezzo in serie B

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Una Salernitana caricata a pallettoni da lunghe giornate caratterizzate da assiduo lavoro, sia sotto l’aspetto calcistico che per quel che concerne il versante psicologico, entra sul prato verde del ‘Biondi’ con l’appetito di un felino, finendo per fare a brandelli la resistenza di un Lanciano reso (forse) troppo sicuro dalla vittoria conseguita a Salerno tre mesi prima. Maragliulo ed i suoi calciatori pagano l’atteggiamento eccessivamente altero manifestato alla vigilia del match, rendendo inservibile anche l’alibi accampato dalla tifoseria frentana relativamente agli inesistenti vantaggi ‘politici’ di cui godrebbe la società retta da patron Lotito. Non c’è stata partita, se non in alcuni sporadici frangenti, con l’attacco granata che ha avuto decisamente la meglio sulla fin troppo fragile retroguardia abruzzese. Successo di un’importanza stratosferica, perchè esso ridimensiona drasticamente le ansie di un intero popolo e, soprattutto, potrebbe (e dovrebbe) rappresentare il primo tassello di un progetto calcistico degno della passione e del calore di una tifoseria che ha pochi eguali in Italia. Lanciano in campo con un ‘4-3-3? flessibile, pronto a trasformarsi in ‘4-1-4-1? e in ‘4-4-2? in fase di non possesso. Altrettanto elastico il ‘4-4-2? schierato da Leonardo Menichini, con l’arretramento di uno dei due mediani e quello di una punta a cui spetta il compito di intralciare la regia di Bacinovic. Il tutto sintetizzabile in un oculato ‘4-1-3-1-1? in fase passiva. Il primo sussulto della gara lo procura Nalini, che approfitta di un errore di Di Matteo in disimpegno per involarsi verso la porta di Cragno, ma la sua conclusione risulta piuttosto centrale e trova i pugni del portiere frentano. Maragliulo è costretto immediatamente ad effettuare un cambio, con l’infortunio di Vastola che consente l’ingresso di Aquilanti nella contesa. I padroni di casa non mutano l’assetto tattico di partenza, spostando però Salviato a sinistra, il neo entrato a destra ed avanzando Di Matteo, sempre a destra, nel terzetto offensivo. Ed è proprio l’ex vicentino, con un disimpegno errato, a consegnare il pallone a Zito, il quale innesta il turbo, fende facilmente la fragile resistenza difensiva rossonera, prima di servire nel corridoio verticale uno splendido pallone a Donnarumma, abilissimo a tagliare da sinistra al centro, prima di entrare in area e trafiggere Cragno. La gara è condotta dalla Salernitana, che è più efficace nel mettere in pratica il copione tattico studiato alla vigilia. Menichini sa di poter mettere in difficoltà il Lanciano con il doppio centravanti supportato da due esterni offensivi, ed allora ordina ai suoi uomini di verticalizzare in fretta per giocare quattro contro quattro. Maragliulo, al contrario, rischia la parità numerica e patisce le pene dell’inferno. Coda e Donnarumma sono devastanti l’uno al fianco dell’altro, approfittando anche della presenza di due esterni ficcanti ed abili a saltare l’uomo (Nalini e Zito) che costringono i terzini locali a restare bassi. I granata affondano al centro e sulle corsie esterne, ma sbagliano il gol del raddoppio con Coda, ottimamente servito da un indemoniato Zito. Il Lanciano riesce a farsi vedere solo in quei rari frangenti in cui fa circolare velocemente il pallone, riuscendo così ad eludere i tentativi di pressing non sempre coordinati della Salernitana. Oppure approfittando di qualche leggerezza di troppo in fase di disimpegno da parte dei calciatori ospiti. Il frutto di queste sporadiche iniziative è tutto racchiuso in una bella giocata di Bonazzoli, che esce dai blocchi difensivi e costringe Terracciano a rifugiarsi in angolo con un tiro a giro dai venti metri. Sugli sviluppi del corner è Marilungo a saltare indisturbato e a battere l’ex portiere del Catania. La Salernitana ha un leggerissimo sbandamento psicologico, i padroni di casa provano ad aggredirla ma non riescono a pungere. Pochezza offensiva che Pestrin e compagni puniscono in fretta, riuscendo proprio con il reparto avanzato a riportarsi in vantaggio. Nalini è bravo a ricevere palla sulla destra, a calamitare le attenzioni su di lui e costringere la difesa frentana a scalare verso il centro, prima di servire sul secondo palo Zito, il quale fa partire un siluro di sinistro che piega le mani a Cragno. I granata insistono, sanno di poter far male ai colleghi in maglia rossonera. Il quartetto offensivo costruisce tanto e raccoglie poco rispetto alla mole di gioco prodotta. Coda, infatti, divora un’opportunità ghiottissima, mentre l’arbitro non assegna un rigore netto a favore di Donnarumma, trattenuto irregolarmente alle spalle da Amenta.Intanto anche Rossi è costretto ad uscire per infortunio; al suo posto entra Franco. Maragliulo s’accorge finalmente di non riuscire a reggere l’urto del poker offensivo salernitano e dispone i suoi con il ‘3-5-2?, chiedendo alle mezz’ali (Vitale e Rocca) di supportare Marilungo e Bonazzoli. Ma a sfiorare il gol è ancora la Salernitana, con il palo colpito di testa da Donnarumma, bravo ad impattare il pallone sull’ennesimo assist delizioso, questa volta dalla bandierina, fornito da un sontuoso ed incontenibile Antonio Zito. Nella ripresa, in avvio, dopo un’opportunità assai invitante capitata sui piedi di Marlilungo, favorito anche da una colossale dormita di Empereur, la gara è meno intensa e tambureggiante rispetto alla prima frazione di gioco. Le squadre sembrano gestirsi atleticamente, per provare poi a dare il massimo nella parte finale del match. I granata non riescono a pungere con la stessa efficacia e continuità del primo tempo, anche perchè il Lanciano ha un uomo in più in fase difensiva. Ma nulla di rilevante producono i ragazzi di Maragliulo, che provano a farsi vedere sfruttando il parziale impaccio accusato da Tuia nel ruolo di esterno basso di destra. L’ex centrocampista del Campobasso prova allora ad imprimere la svolta tattica inserendo Turchi al posto di Rocca e passando al ‘3-4-3?. La mossa però non sortisce alcun effetto, anzi, offre maggiori riferimenti alla fase difensiva degli ospiti, i quali vanno in lievissima difficoltà solo perchè qualche calciatore, vedi Nalini, accusa i primi sintomi della stanchezza. Menichini previene il potenziale pericolo sull’asse DI Matteo-Turchi e getta nella mischia il più fresco Gatto al posto dell’ala veronese. Il Lanciano, favorito anche da una Salernitana che per la prima volta s’abbassa un pò troppo a protezione dei propri sedici metri, non va oltre uno sterile predominio territoriale, con i centrali difensivi, Amenta e Rigione, che si staccano e partecipano alla costruzione della manovra. Ma gli abruzzesi, nonostante l’impegno, costruiscono solo un tentativo di Amenta sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina. Il pericolo corso, scuote la Salernitana che non si lascia pregare e di rimessa, grazie all’ottima spizzata di Coda e al movimento laterale di Donnarumma, penetra centralmente con Gatto, che è poi bravo a piazzarla di interno destro alla sinistra di Cragno. Menichini intanto, pienamente soddisfatto dal robusto vantaggio acquisito in vista del match di ritorno, fa entrare Moro al posto di un esausto Donnarumma. I granata passano ad una sorta di ‘4-2-3-1?, con Odjer trequartista, assai simile ad un oculato ‘4-5-1? di gestione difensiva. Ma le emozioni per i tifosi granata non sono ancora terminate, perchè, dopo un tiro insidioso di Bacinovic dalla distanza, ci pensa Coda a trasformare in apoteosi un successo già ampiamente rassicurante in vista del return match dell’Arechi. Finisce la gara, con la Salernitana che ha un piede e tre quarti nel prossimo campionato cadetto, anche se il calcio, è bene ricordarlo, non è mai stato avaro di ribaltoni clamorosi ed inaspettati. Ma a tenere a bada entusiasmi prematuri e nocivi dovranno pensarci Menichini e la società. Dopo un anno di sofferenze, umiliazioni ed impotenze assortite, è giusto che i tifosi vivano il momento con grande coinvolgimento emotivo. Come dargli torto.

fonte solosalerno.it

articolo inserito dal salernitana club costiera amalfitana

Una Salernitana caricata a pallettoni da lunghe giornate caratterizzate da assiduo lavoro, sia sotto l’aspetto calcistico che per quel che concerne il versante psicologico, entra sul prato verde del ‘Biondi’ con l’appetito di un felino, finendo per fare a brandelli la resistenza di un Lanciano reso (forse) troppo sicuro dalla vittoria conseguita a Salerno tre mesi prima. Maragliulo ed i suoi calciatori pagano l’atteggiamento eccessivamente altero manifestato alla vigilia del match, rendendo inservibile anche l’alibi accampato dalla tifoseria frentana relativamente agli inesistenti vantaggi ‘politici’ di cui godrebbe la società retta da patron Lotito. Non c’è stata partita, se non in alcuni sporadici frangenti, con l’attacco granata che ha avuto decisamente la meglio sulla fin troppo fragile retroguardia abruzzese. Successo di un’importanza stratosferica, perchè esso ridimensiona drasticamente le ansie di un intero popolo e, soprattutto, potrebbe (e dovrebbe) rappresentare il primo tassello di un progetto calcistico degno della passione e del calore di una tifoseria che ha pochi eguali in Italia. Lanciano in campo con un ‘4-3-3′ flessibile, pronto a trasformarsi in ‘4-1-4-1′ e in ‘4-4-2′ in fase di non possesso. Altrettanto elastico il ‘4-4-2′ schierato da Leonardo Menichini, con l’arretramento di uno dei due mediani e quello di una punta a cui spetta il compito di intralciare la regia di Bacinovic. Il tutto sintetizzabile in un oculato ‘4-1-3-1-1′ in fase passiva. Il primo sussulto della gara lo procura Nalini, che approfitta di un errore di Di Matteo in disimpegno per involarsi verso la porta di Cragno, ma la sua conclusione risulta piuttosto centrale e trova i pugni del portiere frentano. Maragliulo è costretto immediatamente ad effettuare un cambio, con l’infortunio di Vastola che consente l’ingresso di Aquilanti nella contesa. I padroni di casa non mutano l’assetto tattico di partenza, spostando però Salviato a sinistra, il neo entrato a destra ed avanzando Di Matteo, sempre a destra, nel terzetto offensivo. Ed è proprio l’ex vicentino, con un disimpegno errato, a consegnare il pallone a Zito, il quale innesta il turbo, fende facilmente la fragile resistenza difensiva rossonera, prima di servire nel corridoio verticale uno splendido pallone a Donnarumma, abilissimo a tagliare da sinistra al centro, prima di entrare in area e trafiggere Cragno. La gara è condotta dalla Salernitana, che è più efficace nel mettere in pratica il copione tattico studiato alla vigilia. Menichini sa di poter mettere in difficoltà il Lanciano con il doppio centravanti supportato da due esterni offensivi, ed allora ordina ai suoi uomini di verticalizzare in fretta per giocare quattro contro quattro. Maragliulo, al contrario, rischia la parità numerica e patisce le pene dell’inferno. Coda e Donnarumma sono devastanti l’uno al fianco dell’altro, approfittando anche della presenza di due esterni ficcanti ed abili a saltare l’uomo (Nalini e Zito) che costringono i terzini locali a restare bassi. I granata affondano al centro e sulle corsie esterne, ma sbagliano il gol del raddoppio con Coda, ottimamente servito da un indemoniato Zito. Il Lanciano riesce a farsi vedere solo in quei rari frangenti in cui fa circolare velocemente il pallone, riuscendo così ad eludere i tentativi di pressing non sempre coordinati della Salernitana. Oppure approfittando di qualche leggerezza di troppo in fase di disimpegno da parte dei calciatori ospiti. Il frutto di queste sporadiche iniziative è tutto racchiuso in una bella giocata di Bonazzoli, che esce dai blocchi difensivi e costringe Terracciano a rifugiarsi in angolo con un tiro a giro dai venti metri. Sugli sviluppi del corner è Marilungo a saltare indisturbato e a battere l’ex portiere del Catania. La Salernitana ha un leggerissimo sbandamento psicologico, i padroni di casa provano ad aggredirla ma non riescono a pungere. Pochezza offensiva che Pestrin e compagni puniscono in fretta, riuscendo proprio con il reparto avanzato a riportarsi in vantaggio. Nalini è bravo a ricevere palla sulla destra, a calamitare le attenzioni su di lui e costringere la difesa frentana a scalare verso il centro, prima di servire sul secondo palo Zito, il quale fa partire un siluro di sinistro che piega le mani a Cragno. I granata insistono, sanno di poter far male ai colleghi in maglia rossonera. Il quartetto offensivo costruisce tanto e raccoglie poco rispetto alla mole di gioco prodotta. Coda, infatti, divora un’opportunità ghiottissima, mentre l’arbitro non assegna un rigore netto a favore di Donnarumma, trattenuto irregolarmente alle spalle da Amenta.Intanto anche Rossi è costretto ad uscire per infortunio; al suo posto entra Franco. Maragliulo s’accorge finalmente di non riuscire a reggere l’urto del poker offensivo salernitano e dispone i suoi con il ‘3-5-2′, chiedendo alle mezz’ali (Vitale e Rocca) di supportare Marilungo e Bonazzoli. Ma a sfiorare il gol è ancora la Salernitana, con il palo colpito di testa da Donnarumma, bravo ad impattare il pallone sull’ennesimo assist delizioso, questa volta dalla bandierina, fornito da un sontuoso ed incontenibile Antonio Zito. Nella ripresa, in avvio, dopo un’opportunità assai invitante capitata sui piedi di Marlilungo, favorito anche da una colossale dormita di Empereur, la gara è meno intensa e tambureggiante rispetto alla prima frazione di gioco. Le squadre sembrano gestirsi atleticamente, per provare poi a dare il massimo nella parte finale del match. I granata non riescono a pungere con la stessa efficacia e continuità del primo tempo, anche perchè il Lanciano ha un uomo in più in fase difensiva. Ma nulla di rilevante producono i ragazzi di Maragliulo, che provano a farsi vedere sfruttando il parziale impaccio accusato da Tuia nel ruolo di esterno basso di destra. L’ex centrocampista del Campobasso prova allora ad imprimere la svolta tattica inserendo Turchi al posto di Rocca e passando al ‘3-4-3′. La mossa però non sortisce alcun effetto, anzi, offre maggiori riferimenti alla fase difensiva degli ospiti, i quali vanno in lievissima difficoltà solo perchè qualche calciatore, vedi Nalini, accusa i primi sintomi della stanchezza. Menichini previene il potenziale pericolo sull’asse DI Matteo-Turchi e getta nella mischia il più fresco Gatto al posto dell’ala veronese. Il Lanciano, favorito anche da una Salernitana che per la prima volta s’abbassa un pò troppo a protezione dei propri sedici metri, non va oltre uno sterile predominio territoriale, con i centrali difensivi, Amenta e Rigione, che si staccano e partecipano alla costruzione della manovra. Ma gli abruzzesi, nonostante l’impegno, costruiscono solo un tentativo di Amenta sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina. Il pericolo corso, scuote la Salernitana che non si lascia pregare e di rimessa, grazie all’ottima spizzata di Coda e al movimento laterale di Donnarumma, penetra centralmente con Gatto, che è poi bravo a piazzarla di interno destro alla sinistra di Cragno. Menichini intanto, pienamente soddisfatto dal robusto vantaggio acquisito in vista del match di ritorno, fa entrare Moro al posto di un esausto Donnarumma. I granata passano ad una sorta di ‘4-2-3-1′, con Odjer trequartista, assai simile ad un oculato ‘4-5-1′ di gestione difensiva. Ma le emozioni per i tifosi granata non sono ancora terminate, perchè, dopo un tiro insidioso di Bacinovic dalla distanza, ci pensa Coda a trasformare in apoteosi un successo già ampiamente rassicurante in vista del return match dell’Arechi. Finisce la gara, con la Salernitana che ha un piede e tre quarti nel prossimo campionato cadetto, anche se il calcio, è bene ricordarlo, non è mai stato avaro di ribaltoni clamorosi ed inaspettati. Ma a tenere a bada entusiasmi prematuri e nocivi dovranno pensarci Menichini e la società. Dopo un anno di sofferenze, umiliazioni ed impotenze assortite, è giusto che i tifosi vivano il momento con grande coinvolgimento emotivo. Come dargli torto.

fonte solosalerno.it

articolo inserito dal salernitana club costiera amalfitana