Morto a 7 mesi, il pm archivia i genitori insorgono

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Morì a sette mesi e dopo un calvario in tre ospedali: il Santobono e il Monaldi di Napoli, il Bambin Gesù di Roma. Era il mese di marzo del 2015. Ora a distanza di più di un anno, la Procura di Salerno chiede l’archiviazione per nove dei dodici medici indagati e invia gli atti relativi a tre sanitari di Roma alla Procura capitolina ipotizzando responsabilità penali a loro carico. Una richiesta parziale di archiviazione a carico di nove dei 12 medici che la famiglia del piccolo Domenico Mazzei, nato con una malattia congenita all’aorta e sottoposto in sette mesi a diversi interventi chirurgici, non condivide. Tant’è che, tramite il loro legale di fiducia, l’avvocato Antonio Boffa, hanno presentato opposizione. Ma non solo. Il legale della famiglia Mazzei ha anche chiesto al gip del tribunale di Salerno, che il prossimo giugno dovrà decidere sulla questione, un approfondimento investigativo e la nomina di un super perito che possa «mediare» tra gli esiti dei rilievi autoptici a cui sono giunti i medici legali della Procura, Luigi Mastrangelo e Giuseppe Di Benedetto, e quelli della famiglia, Giuseppe Consalvo e Aniello Giuliano Colasante. Secondo il pm Elena Cosentino, fatte proprie le risultanze dei suoi periti, esisterebbe una violazione della «ars medica» soltanto da parte dei sanitari del Bambin Gesù di Roma in quanto «il neonato sarebbe stato dimesso da quella struttura in maniera anomala e in presenza di insufficienza renale con idronefrosi a destra e ipoplasia a sinistra, quadro istologico che deponeva invece per una incompatibilità con la vita autonoma del piccolo che avrebbe dovuto rimanere, per tali ragioni, ricoverato presso l’ospedale». PETRONILLA CARILLO IL MATTINO

Morì a sette mesi e dopo un calvario in tre ospedali: il Santobono e il Monaldi di Napoli, il Bambin Gesù di Roma. Era il mese di marzo del 2015. Ora a distanza di più di un anno, la Procura di Salerno chiede l’archiviazione per nove dei dodici medici indagati e invia gli atti relativi a tre sanitari di Roma alla Procura capitolina ipotizzando responsabilità penali a loro carico. Una richiesta parziale di archiviazione a carico di nove dei 12 medici che la famiglia del piccolo Domenico Mazzei, nato con una malattia congenita all’aorta e sottoposto in sette mesi a diversi interventi chirurgici, non condivide. Tant’è che, tramite il loro legale di fiducia, l’avvocato Antonio Boffa, hanno presentato opposizione. Ma non solo. Il legale della famiglia Mazzei ha anche chiesto al gip del tribunale di Salerno, che il prossimo giugno dovrà decidere sulla questione, un approfondimento investigativo e la nomina di un super perito che possa «mediare» tra gli esiti dei rilievi autoptici a cui sono giunti i medici legali della Procura, Luigi Mastrangelo e Giuseppe Di Benedetto, e quelli della famiglia, Giuseppe Consalvo e Aniello Giuliano Colasante. Secondo il pm Elena Cosentino, fatte proprie le risultanze dei suoi periti, esisterebbe una violazione della «ars medica» soltanto da parte dei sanitari del Bambin Gesù di Roma in quanto «il neonato sarebbe stato dimesso da quella struttura in maniera anomala e in presenza di insufficienza renale con idronefrosi a destra e ipoplasia a sinistra, quadro istologico che deponeva invece per una incompatibilità con la vita autonoma del piccolo che avrebbe dovuto rimanere, per tali ragioni, ricoverato presso l’ospedale». PETRONILLA CARILLO IL MATTINO