A MAIORI L’IMPOSTA BALLERINA…che li manda in confusione e il vicesindaco fa lo spiritoso

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Maiori, Costiera amalfitana . L’amministrazione comunale, nel novembre scorso, aveva deciso di modificare il regolamento per l’imposta di soggiorno estendendola a tutti i giorni di permanenza degli ospiti nelle strutture ricettive. Fino all’anno scorso l’imposta era dovuta unicamente per i primi quattro giorni, in modo da favorire i lunghi soggiorni e introitare una giusta somma da destinare al turismo. A niente erano serviti i tentativi di Civitas 2.0, in consiglio comunale, di dimostrare le conseguenze che tale misura avrebbe potuto avere sul turismo e sull’indotto in generale. La giustificazione addotta in quella sede fu che la riduzione delle aliquote comunque avrebbe fatto incassare al comune la stessa cifra. E così pure nell’ultimo consiglio comunale, dove il rappresentante di Civitas 2.0 illustrò l’imbarazzo concreto di qualche struttura, che ospita famiglie per lunghi periodi e che avrebbe dovuto chiedere fino a 180 Euro di imposta. Significativa a questo proposito la risposta del vicesindaco: “facimm’ ‘ na collett e ce damm nuje”, questo è il livello. A dicembre, la legge di stabilità ha previsto il divieto per gli enti locali di inasprire la pressione fiscale comprendendo anche l’imposta di soggiorno. Fatta subito presente la novella legislativa, l’amministrazione dichiarava che non era il nostro caso in quanto, il 21 gennaio, erano state abbassate le aliquote. Per abbattere le ultime resistenze è stato necessario porre un quesito specifico al ministero delle finanze la cui risposta, portata in Consiglio da Valentino Fiorillo di Civitas 2.0, non lasciava spazio a ulteriori fraintendimenti. Veniva sancito infatti “l’inefficacia dell’art. 2 comma 2 del regolamento modificato” nella parte che prevede l’imposizione per tutti i pernottamenti , disponendo il ritorno alla precedente regolamentazione (solo i primi 4 giorni) e con le nuove tariffe ridotte. Oltre al danno la beffa! Grazie ai nostri sordi e sprovveduti eroi, il comune a fine anno incasserà una cifra notevolmente inferiore e avrà meno risorse a disposizione per il turismo. Ma l’arroganza non ha limiti, soprattutto quando ci si fa beffe dell’intelligenza altrui! Invece di chiedere scusa per la cantonata presa, mandano una nota ridicola agli operatori in cui quasi si vantano di essere dovuti tornare sui propri passi e con tariffe ridotte “ad esclusivo interesse degli operatori del settore turistico”. Comici! V.F.

 

 

Maiori, Costiera amalfitana . L’amministrazione comunale, nel novembre scorso, aveva deciso di modificare il regolamento per l’imposta di soggiorno estendendola a tutti i giorni di permanenza degli ospiti nelle strutture ricettive. Fino all’anno scorso l’imposta era dovuta unicamente per i primi quattro giorni, in modo da favorire i lunghi soggiorni e introitare una giusta somma da destinare al turismo. A niente erano serviti i tentativi di Civitas 2.0, in consiglio comunale, di dimostrare le conseguenze che tale misura avrebbe potuto avere sul turismo e sull’indotto in generale. La giustificazione addotta in quella sede fu che la riduzione delle aliquote comunque avrebbe fatto incassare al comune la stessa cifra. E così pure nell’ultimo consiglio comunale, dove il rappresentante di Civitas 2.0 illustrò l’imbarazzo concreto di qualche struttura, che ospita famiglie per lunghi periodi e che avrebbe dovuto chiedere fino a 180 Euro di imposta. Significativa a questo proposito la risposta del vicesindaco: “facimm’ ‘ na collett e ce damm nuje”, questo è il livello. A dicembre, la legge di stabilità ha previsto il divieto per gli enti locali di inasprire la pressione fiscale comprendendo anche l’imposta di soggiorno. Fatta subito presente la novella legislativa, l’amministrazione dichiarava che non era il nostro caso in quanto, il 21 gennaio, erano state abbassate le aliquote. Per abbattere le ultime resistenze è stato necessario porre un quesito specifico al ministero delle finanze la cui risposta, portata in Consiglio da Valentino Fiorillo di Civitas 2.0, non lasciava spazio a ulteriori fraintendimenti. Veniva sancito infatti “l’inefficacia dell’art. 2 comma 2 del regolamento modificato” nella parte che prevede l’imposizione per tutti i pernottamenti , disponendo il ritorno alla precedente regolamentazione (solo i primi 4 giorni) e con le nuove tariffe ridotte. Oltre al danno la beffa! Grazie ai nostri sordi e sprovveduti eroi, il comune a fine anno incasserà una cifra notevolmente inferiore e avrà meno risorse a disposizione per il turismo. Ma l’arroganza non ha limiti, soprattutto quando ci si fa beffe dell’intelligenza altrui! Invece di chiedere scusa per la cantonata presa, mandano una nota ridicola agli operatori in cui quasi si vantano di essere dovuti tornare sui propri passi e con tariffe ridotte “ad esclusivo interesse degli operatori del settore turistico”. Comici! V.F.