Sanità, una Asl su tre corrotta. L’ira di Cantone: «L’assistenza pubblica teatro di scorribande di delinquenti»

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Liste d’attesa infinite, sprechi e, soprattutto, illegalità. La Sanità è un settore che smuove un giro d’affari gigantesco ed è diventato “il terreno di scorribande da parte di delinquenti di ogni risma”. L’ha dichiarato il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, intervenendo alla presentazione del Rapporto di Transparency Italia, Censis e Ispe. Nel report, illustrato in occasione della prima giornata nazionale contro la corruzione in Sanità che si è tenuta a Roma, si legge che, secondo i dati del governo, sprechi e inefficienze costano almeno 23,6 miliardi di euro l’anno. «La corruzione si è trasformata e la mazzetta tradizionale è rimasta un ricordo – ha proseguito Cantone – Nel nostro piano abbiamo indicato come una delle maggiori criticità le liste di attesa. Sarebbe bello se potessero essere trasparenti, ma sappiamo che è difficile perché ci sono in ballo i valori della privacy. Però dobbiamo intervenire». Per il presidente, gli standard italiani sono «comunque elevatissimi, ma questa situazione abbassa anche il livello dei servizi. Sarei molto cauto sui numeri, ma credo che ci sia un problema molto significativo sia di sprechi che di fatti corruttivi». Solo per arginare infezioni e epidemie che si scatenano in corsia, il costo stimato è di circa due miliardi l’anno. L’Anac, insieme al ministero della Salute, sta cercando di mettere in campo strumenti nuovi, provando a individuare gli snodi problematici su cui intervenire. Oltre alle liste d’attesa infinite, Cantone si concentra anche sulle imprese farmaceutiche e sulla gestione delle sale mortuarie. «Proveremo a dare delle indicazioni e stiamo per firmare un nuovo protocollo che consentirà di verificare se le Asl stanno facendo davvero quello che è previsto nelle linee guida anticorruzione. Dobbiamo fare squadra e far capire che queste battaglie non sono nostre ma di tutti, una Sanità senza corruzione potrà rendere più sostenibile il Ssn. La corruzione non si vince solo con gli arresti, ma con una rivoluzione culturale», ha concluso. Il ministro Beatrice Lorenzin è d’accordo con il presidente dell’Authority. «Concordo con l’Anac – ha dichiarato – trasparenza, legalità, contrasto della corruzione devono costituire obiettivi precisi per tutti gli attori del Ssn. Fin dall’inizio del mio mandato abbiamo deciso di combattere contro i criminali». Dall’indagine realizzata nell’ambito del progetto “Curiamo la corruzione” di Transparency International Italia, Censis, Ispe-Sanità e Rissc, emerge che in totale l’illegalità nel settore della Salute sottrae fino a 6 miliardi l’anno all’innovazione e soprattutto alle cure dei pazienti. Nel 37% delle aziende italiane si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi cinque anni. A fornire questi dati sono i dirigenti di151 strutture sanitarie prese in esame. A rimetterci sono i cittadini, «che potrebbero aspirare a una maggiore qualità del servizio in alcune regioni o a un servizio della medesima qualità ma meno costoso in altre». Effetti negativi si riscontrano anche nelle casse dello Stato, «che vedono disperdersi in piccoli o grandi rivoli corruttivi fino a 6 miliardi di euro all’anno». Solo per fare un esempio: considerando i servizi di lavanderia, mensa e gestione dei rifiuti speciali, si contano sprechi per 1 miliardo. Dall’analisi dei conti di Asl e aziende ospedaliere emerge che dal 2009 al 2013 gli sprechi in questione sono diminuiti del 4,4% l’anno, ma si tratta comunque di cifre ingenti. (Michela Allegri – Il Mattino)

Liste d’attesa infinite, sprechi e, soprattutto, illegalità. La Sanità è un settore che smuove un giro d’affari gigantesco ed è diventato “il terreno di scorribande da parte di delinquenti di ogni risma”. L’ha dichiarato il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione, Raffaele Cantone, intervenendo alla presentazione del Rapporto di Transparency Italia, Censis e Ispe. Nel report, illustrato in occasione della prima giornata nazionale contro la corruzione in Sanità che si è tenuta a Roma, si legge che, secondo i dati del governo, sprechi e inefficienze costano almeno 23,6 miliardi di euro l’anno. «La corruzione si è trasformata e la mazzetta tradizionale è rimasta un ricordo – ha proseguito Cantone – Nel nostro piano abbiamo indicato come una delle maggiori criticità le liste di attesa. Sarebbe bello se potessero essere trasparenti, ma sappiamo che è difficile perché ci sono in ballo i valori della privacy. Però dobbiamo intervenire». Per il presidente, gli standard italiani sono «comunque elevatissimi, ma questa situazione abbassa anche il livello dei servizi. Sarei molto cauto sui numeri, ma credo che ci sia un problema molto significativo sia di sprechi che di fatti corruttivi». Solo per arginare infezioni e epidemie che si scatenano in corsia, il costo stimato è di circa due miliardi l’anno. L’Anac, insieme al ministero della Salute, sta cercando di mettere in campo strumenti nuovi, provando a individuare gli snodi problematici su cui intervenire. Oltre alle liste d’attesa infinite, Cantone si concentra anche sulle imprese farmaceutiche e sulla gestione delle sale mortuarie. «Proveremo a dare delle indicazioni e stiamo per firmare un nuovo protocollo che consentirà di verificare se le Asl stanno facendo davvero quello che è previsto nelle linee guida anticorruzione. Dobbiamo fare squadra e far capire che queste battaglie non sono nostre ma di tutti, una Sanità senza corruzione potrà rendere più sostenibile il Ssn. La corruzione non si vince solo con gli arresti, ma con una rivoluzione culturale», ha concluso. Il ministro Beatrice Lorenzin è d’accordo con il presidente dell’Authority. «Concordo con l’Anac – ha dichiarato – trasparenza, legalità, contrasto della corruzione devono costituire obiettivi precisi per tutti gli attori del Ssn. Fin dall’inizio del mio mandato abbiamo deciso di combattere contro i criminali». Dall’indagine realizzata nell’ambito del progetto “Curiamo la corruzione” di Transparency International Italia, Censis, Ispe-Sanità e Rissc, emerge che in totale l’illegalità nel settore della Salute sottrae fino a 6 miliardi l’anno all’innovazione e soprattutto alle cure dei pazienti. Nel 37% delle aziende italiane si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi cinque anni. A fornire questi dati sono i dirigenti di151 strutture sanitarie prese in esame. A rimetterci sono i cittadini, «che potrebbero aspirare a una maggiore qualità del servizio in alcune regioni o a un servizio della medesima qualità ma meno costoso in altre». Effetti negativi si riscontrano anche nelle casse dello Stato, «che vedono disperdersi in piccoli o grandi rivoli corruttivi fino a 6 miliardi di euro all’anno». Solo per fare un esempio: considerando i servizi di lavanderia, mensa e gestione dei rifiuti speciali, si contano sprechi per 1 miliardo. Dall’analisi dei conti di Asl e aziende ospedaliere emerge che dal 2009 al 2013 gli sprechi in questione sono diminuiti del 4,4% l’anno, ma si tratta comunque di cifre ingenti. (Michela Allegri – Il Mattino)