Afragola. «Zaini sospetti», panico all’Ipercoop. Scatta l’evacuazione, poi l’allarme rientra

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Afragola. Falso allarme bomba nel centro commerciale Le Porte di Napoli, psicosi da terrorismo incombente e fuggi fuggi generale. Ieri mattina, alle 10.30, il panico collettivo che si rivelerà infondato: tutto per un tasto di evacuazione pigiato per puro errore. Una voce elettronica fredda, registrata, come quelle che si sentono nei film di fantascienza, attraverso l’interfono invita i clienti ad abbandonare i carrelli della spesa sul posto e a lasciare l’ipermercato, l’Ipercoop, e tutto il centro commerciale. Il rumore di sottofondo è da incubo: è un allarme, una campanella elettrica che risuona come peggio non si può udire in momenti del genere. Intanto i settanta negozi della galleria chiudono. I lavoratori vanno via, le saracinesche vengono abbassate. Una donna grida: «C’è la bomba, c’è la bomba!». E un’altra aggiunge: «È vero, ho visto uno con lo zaino che scappava». Urla che hanno solo l’effetto di moltiplicare la paura. C’è chi scappa e chi cerca di mantenere la calma e seguire il protocollo di sicurezza. La gente si concentra nei punti di raduno previsti dal piano che gli uomini della sicurezza dell’Ipercoop e del centro commerciale Le Porte di Napoli gestiscono al meglio. Per fortuna di clienti ce ne sono pochi, come del resto è sempre prevedibile il lunedì mattina, vale a dire a inizio settimana e ad appena mezz’ora dall’apertura dell’ipermercato. Ma la paura è lo stesso stampata sui volti della gente. Ci sono anziani. Ci sono madri con bambini. Qualche centinaio di persone in tutto, lavoratori dell’Ipercoop e dei negozi della galleria commerciale compresi. Del resto gli attacchi terroristici di novembre in Francia e quelli recentissimi in Belgio danno la tremarella anche ai napoletani, che pur non trovandosi nelle zone di attacco preferite dai kamikaze sono consapevoli di abitare comunque in Europa occidentale, nella terra della Chiesa cattolica. E ieri questa preoccupazione si è vista in uno dei centri commerciali più grandi della Campania. La paura collettiva è stata dunque «sperimentata» forse per la prima volta nell’hinterland. Per un caso del tutto fortuito, però. Qualcuno infatti deve aver pigiato per errore il tasto di allarme evacuazione che si trova nel banco di accoglienza dell’Ipercoop. A quel punto è scattato l’allarme con tanto di invito sonoro a lasciare ogni cosa e a uscire. In cinque minuti erano tutti via, fuori del capannone di località Marchesa, zona esclusivamente occupata da attività commerciali, nel mezzo dell’incrocio tra i comuni di Afragola, Acerra e Casalnuovo. Poco prima avevano già fatto ingresso nel centro poliziotti e carabinieri. C’erano gli agenti del vicequestore Alfredo Carosella, dirigente del commissariato di Afragola, e i carabinieri della stazione locale. Le forze dell’ordine si trovavano già lì, anche in questa circostanza per puro caso. Nessun incidente, a ogni modo. Nella giornata convulsa da falso allarme terrorismo si registra solo un «disguido». Una cliente, una signora di mezza età, resta intrappolata in un negozio. Quando è scattato l’allarme evacuazione non ha sentito nulla perché si trovava nel camerino della filiale di un noto marchio di abbigliamento. Stava provando un abito mentre fuori c’era il pandemonio: ignara di tutto. A quel punto si è ritrovata da sola nel negozio. Con le saracinesche già abbassate però. Quando l’hanno liberata era su tutte le furie. Dunque, tanta paura e qualche isolato gesto di stizza nella giornata napoletana del falso allarme bomba. (Pino Neri – Il Mattino)

Afragola. Falso allarme bomba nel centro commerciale Le Porte di Napoli, psicosi da terrorismo incombente e fuggi fuggi generale. Ieri mattina, alle 10.30, il panico collettivo che si rivelerà infondato: tutto per un tasto di evacuazione pigiato per puro errore. Una voce elettronica fredda, registrata, come quelle che si sentono nei film di fantascienza, attraverso l’interfono invita i clienti ad abbandonare i carrelli della spesa sul posto e a lasciare l’ipermercato, l’Ipercoop, e tutto il centro commerciale. Il rumore di sottofondo è da incubo: è un allarme, una campanella elettrica che risuona come peggio non si può udire in momenti del genere. Intanto i settanta negozi della galleria chiudono. I lavoratori vanno via, le saracinesche vengono abbassate. Una donna grida: «C’è la bomba, c’è la bomba!». E un’altra aggiunge: «È vero, ho visto uno con lo zaino che scappava». Urla che hanno solo l’effetto di moltiplicare la paura. C’è chi scappa e chi cerca di mantenere la calma e seguire il protocollo di sicurezza. La gente si concentra nei punti di raduno previsti dal piano che gli uomini della sicurezza dell’Ipercoop e del centro commerciale Le Porte di Napoli gestiscono al meglio. Per fortuna di clienti ce ne sono pochi, come del resto è sempre prevedibile il lunedì mattina, vale a dire a inizio settimana e ad appena mezz’ora dall’apertura dell’ipermercato. Ma la paura è lo stesso stampata sui volti della gente. Ci sono anziani. Ci sono madri con bambini. Qualche centinaio di persone in tutto, lavoratori dell’Ipercoop e dei negozi della galleria commerciale compresi. Del resto gli attacchi terroristici di novembre in Francia e quelli recentissimi in Belgio danno la tremarella anche ai napoletani, che pur non trovandosi nelle zone di attacco preferite dai kamikaze sono consapevoli di abitare comunque in Europa occidentale, nella terra della Chiesa cattolica. E ieri questa preoccupazione si è vista in uno dei centri commerciali più grandi della Campania. La paura collettiva è stata dunque «sperimentata» forse per la prima volta nell’hinterland. Per un caso del tutto fortuito, però. Qualcuno infatti deve aver pigiato per errore il tasto di allarme evacuazione che si trova nel banco di accoglienza dell’Ipercoop. A quel punto è scattato l’allarme con tanto di invito sonoro a lasciare ogni cosa e a uscire. In cinque minuti erano tutti via, fuori del capannone di località Marchesa, zona esclusivamente occupata da attività commerciali, nel mezzo dell’incrocio tra i comuni di Afragola, Acerra e Casalnuovo. Poco prima avevano già fatto ingresso nel centro poliziotti e carabinieri. C’erano gli agenti del vicequestore Alfredo Carosella, dirigente del commissariato di Afragola, e i carabinieri della stazione locale. Le forze dell’ordine si trovavano già lì, anche in questa circostanza per puro caso. Nessun incidente, a ogni modo. Nella giornata convulsa da falso allarme terrorismo si registra solo un «disguido». Una cliente, una signora di mezza età, resta intrappolata in un negozio. Quando è scattato l’allarme evacuazione non ha sentito nulla perché si trovava nel camerino della filiale di un noto marchio di abbigliamento. Stava provando un abito mentre fuori c’era il pandemonio: ignara di tutto. A quel punto si è ritrovata da sola nel negozio. Con le saracinesche già abbassate però. Quando l’hanno liberata era su tutte le furie. Dunque, tanta paura e qualche isolato gesto di stizza nella giornata napoletana del falso allarme bomba. (Pino Neri – Il Mattino)