ARTE DEL NOVECENTO A VILLA FIORENTINO

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Il dott, Gino Fienga, curatore della mostra VISIONI TRASVERSALI NELLA PITTURA ITALIANA DEL XX SECOLO, che inaugurerà venerdi 8 aprile 2016, e ci accompagnerà tutta l’estate, rilascia cortese intervista di presentazione negli ambienti in cui sarà allestita l’esposizione delle oltre settanta opere.Intanto la città offre già in visione le sculture più interessanti nelle piazze più importanti, il corso è imbandierato e arricchito di locandine, gli inviti per il vernissage sono già nelle mani dei destinatari. Tutto è pronto per scrivere un altro capitolo di arte e storia, quello che passa da Sorrento , da Villa Fiorentino, tra le le mani dei Fienga e del Direttore della Fondazione Capitano Gargiulo.

 

 3:58

Visioni trasversali. Arte del novecento.

 

 

 

 

LE STATUE NELLE PIAZZE DI SORRENTO

 

 

Augusto Perez – La Notte – Edipo e la Sfinge (Piazza Veniero)
La porta è mistero, luogo inaccessibile del visibile, barriera ma anche valico e
passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. È l’ingresso del labirinto che identifica tutto l’universo plastico di Perez caratterizzato da improvvisi lampi della memoria, da visioni o da lucide intuizioni in un percorso sincopato e irregolare che permette di dare vita ad immagini baluginanti e instabili, riflessive e autoriflessive.
 
 

 

Pietro Consagra – Bifrontale Uno (Piazza S.Antonino)
La “frontalità” è per Consagra un aspetto della vita, la necessità di stabilire un colloquio diretto fra lo spettatore e la scultura, stabilendo tra essi una interdipendenza espressiva, attraverso la posizione vincolante di un unico punto di vista.
Le tensioni tra pieni e vuoti diventano così metafora degli strati più profondi dell’animo umano e della condizione dell’artista in un colloquio interiore che diventa dialogo, racconto silente, tra uomo e materia.
 

 

Umberto Mastroianni – Sviluppo di forma (Piazza Tasso)
Mastroianni ricerca il movimento e lo trova nell’energia latente della materia che si sviluppa nello spazio, “celebrandolo” nel superamento delle problematiche dinamiche verso un originaria concezione plastica, sviluppando la struttura arcaica e sacrale di una figura archetipica. Un affascinante discorso, sottolineato dall’incidenza della luce che «scopre» i piani compositivi; dalla saettante scansione della linea che penetra con forza nell’atmosfera; dal ritmo delle masse risolte attraverso una controllata musicalità, che concorrono a definire il senso di una ricerca caratterizzata da vivacità e leggerezza.

 

 

Giacomo Manzù – Tebe seduta (Piazza Lauro)
Il modellato morbido e scabro di questa giovane ragazza seduta in bilico su una sedia si libra nello spazio con una pudica dolcezza, come una primavera remota dalle fattezze mutevoli e appena abbozzate.
Tebe oscilla, si avvita sulla sedia osservando lo spettatore al di là della spalla, in una malinconia elegiaca in equilibrio precario tra la vita e la morte.
 

 

Luciano Minguzzi – Grande contorsionista (Fontana Villa Fiorentino)
Quello dell’opera di Minguzzi è un movimento in cui le figure perdono massa e peso, mettono a contrasto le spoglie rotondità del corpo, fra tendini e lacerazioni; è una forza oscura che quasi vuole liberarsi da un’impossibile disarticolazione, ma che
invece rimane sempre in equilibrio tra il reale ed il fantastico. È il punto più alto dell’espressionismo contemporaneo che scava in profondità, alla ricerca del senso più intimo, sensuale ed anche più violento della vita nel suo divenire.

 

Il dott, Gino Fienga, curatore della mostra VISIONI TRASVERSALI NELLA PITTURA ITALIANA DEL XX SECOLO, che inaugurerà venerdi 8 aprile 2016, e ci accompagnerà tutta l'estate, rilascia cortese intervista di presentazione negli ambienti in cui sarà allestita l'esposizione delle oltre settanta opere.Intanto la città offre già in visione le sculture più interessanti nelle piazze più importanti, il corso è imbandierato e arricchito di locandine, gli inviti per il vernissage sono già nelle mani dei destinatari. Tutto è pronto per scrivere un altro capitolo di arte e storia, quello che passa da Sorrento , da Villa Fiorentino, tra le le mani dei Fienga e del Direttore della Fondazione Capitano Gargiulo.

 

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Visioni trasversali. Arte del novecento.

 

 

 

 

LE STATUE NELLE PIAZZE DI SORRENTO

 
Augusto Perez - La Notte - Edipo e la Sfinge  (Piazza Veniero)

 

Augusto Perez – La Notte – Edipo e la Sfinge (Piazza Veniero)

La porta è mistero, luogo inaccessibile del visibile, barriera ma anche valico e
passaggio dal regno dei vivi a quello dei morti. È l’ingresso del labirinto che identifica tutto l’universo plastico di Perez caratterizzato da improvvisi lampi della memoria, da visioni o da lucide intuizioni in un percorso sincopato e irregolare che permette di dare vita ad immagini baluginanti e instabili, riflessive e autoriflessive.
 

 
Pietro Consagra - Bifrontale Uno (Piazza S.Antonino)

 

Pietro Consagra – Bifrontale Uno (Piazza S.Antonino)

La “frontalità” è per Consagra un aspetto della vita, la necessità di stabilire un colloquio diretto fra lo spettatore e la scultura, stabilendo tra essi una interdipendenza espressiva, attraverso la posizione vincolante di un unico punto di vista.
Le tensioni tra pieni e vuoti diventano così metafora degli strati più profondi dell’animo umano e della condizione dell’artista in un colloquio interiore che diventa dialogo, racconto silente, tra uomo e materia.

 
Umberto Mastroianni - Sviluppo di forma  (Piazza Tasso)

 

Umberto Mastroianni – Sviluppo di forma (Piazza Tasso)

Mastroianni ricerca il movimento e lo trova nell’energia latente della materia che si sviluppa nello spazio, “celebrandolo” nel superamento delle problematiche dinamiche verso un originaria concezione plastica, sviluppando la struttura arcaica e sacrale di una figura archetipica. Un affascinante discorso, sottolineato dall’incidenza della luce che «scopre» i piani compositivi; dalla saettante scansione della linea che penetra con forza nell’atmosfera; dal ritmo delle masse risolte attraverso una controllata musicalità, che concorrono a definire il senso di una ricerca caratterizzata da vivacità e leggerezza.

 
Giacomo Manzù - Tebe seduta (Piazza Lauro)

 

Giacomo Manzù – Tebe seduta (Piazza Lauro)

Il modellato morbido e scabro di questa giovane ragazza seduta in bilico su una sedia si libra nello spazio con una pudica dolcezza, come una primavera remota dalle fattezze mutevoli e appena abbozzate.
Tebe oscilla, si avvita sulla sedia osservando lo spettatore al di là della spalla, in una malinconia elegiaca in equilibrio precario tra la vita e la morte.

 
Luciano Minguzzi - Grande contorsionista (Fontana Villa Fiorentino)

 

Luciano Minguzzi – Grande contorsionista (Fontana Villa Fiorentino)

Quello dell’opera di Minguzzi è un movimento in cui le figure perdono massa e peso, mettono a contrasto le spoglie rotondità del corpo, fra tendini e lacerazioni; è una forza oscura che quasi vuole liberarsi da un’impossibile disarticolazione, ma che
invece rimane sempre in equilibrio tra il reale ed il fantastico. È il punto più alto dell’espressionismo contemporaneo che scava in profondità, alla ricerca del senso più intimo, sensuale ed anche più violento della vita nel suo divenire.