Panama papers , la più grande inchiesta finanziaria della storia. Rivelati i nomi dei correntisti offshore

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 colossale fuga di notizie. La più grande della storia della finanza internazionale.Milioni di pagine di documenti che raccontano quasi 40 anni di affari offshore. Tutto parte dallo studio legaleMossack Fonseca, con base a Panama city, nel cuore di uno dei più efficienti e impenetrabili paradisi fiscali del mondo. Grazie a un informatore, i giornalisti dell’Icij ( International consortium of investigative journalists ) a cui partecipa l’Espresso in esclusiva per l’Italia, hanno avuto accesso a questo enorme archivio di carte segrete.

L’inchiesta è durata più di un anno, da quando i file panamensi – 11,5 milioni in tutto – sono stati recapitati al quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, che poi li hai messi in comune con gli altri giornali del consorzio. Sulle stesse informazioni sono già al lavoro anche le autorità fiscali di diversi Paesi, tra cui la Germania e gli Stati Uniti. Mai prima d’ora una simile mole di dati finanziari riservati era stata messa, tutta insieme, a disposizione della pubblica opinione e degli investigatori.
 

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Luca di Montezemolo. L’imprenditore Giuseppe Donaldo Nicosia, latitante, coinvolto in un’inchiesta per truffa con Marcello dell’Utri. Il pilota Jarno Trulli. Si sono rivolti a Mossack Fonseca per aprire società offshore. E nelle carte analizzate da l’Espresso ricorrono anche i nomi di Ubi e Unicredit

I numeri parlano da soli. Oltre200 mila società, fondazioni, trust con sede in 21 paradisi fiscali sparsi per il mondo, dai Caraibi ai mini Stati del Pacifico, da Cipro fino al deserto del Nevada, negli Stati Uniti. E poi decine di migliaia di clienti, cittadini di 200 Paesi diversi, tra cui politici, uomini di spettacolo, imprenditori, sportivi. I nomi degli italianicitati nell’archivio, come l’Espresso racconta in un altro articolo , sono circa 800. I file riguardano operazioni che vannodal 1977 fino alla fine del 2015. E offrono un resoconto inedito sulla gestione di grandi flussi di denaro attraverso il sistema finanziario globale, soldi che a volte sono il frutto dell’evasione fiscale, della corruzione o anche del crimine organizzato.

La maggior parte dei servizi offerti dall’industria dell’offshore è infatti perfettamente legale se usata nel rispetto delle leggi e dichiarata al Fisco. Ma i documenti esaminati dall’Icij mostrano che banche e studi legali non avrebbero seguito le norme che permettono di individuare i clienti coinvolti in attività illegali. I file di Mossack Fonseca mettono in luce che alcuni dei più importanti istituti di credito internazionali sono coinvolti nella creazione di società difficili da rintracciare, nelle Isole Vergini britanniche, Panama e in altri paradisi fiscali.

 colossale fuga di notizie. La più grande della storia della finanza internazionale.Milioni di pagine di documenti che raccontano quasi 40 anni di affari offshore. Tutto parte dallo studio legaleMossack Fonseca, con base a Panama city, nel cuore di uno dei più efficienti e impenetrabili paradisi fiscali del mondo. Grazie a un informatore, i giornalisti dell'Icij ( International consortium of investigative journalists ) a cui partecipa l'Espresso in esclusiva per l'Italia, hanno avuto accesso a questo enorme archivio di carte segrete.

L'inchiesta è durata più di un anno, da quando i file panamensi – 11,5 milioni in tutto – sono stati recapitati al quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung, che poi li hai messi in comune con gli altri giornali del consorzio. Sulle stesse informazioni sono già al lavoro anche le autorità fiscali di diversi Paesi, tra cui la Germania e gli Stati Uniti. Mai prima d'ora una simile mole di dati finanziari riservati era stata messa, tutta insieme, a disposizione della pubblica opinione e degli investigatori.
 

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