Sorrento vicenda scuolabus alla Tasso , anche la Cassazione da ragione a Giammarino

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Sorrento. Inammissibile: così la Cassazione ha giudicato il ricorso proposto dalla procura di Torre Annnunziata contro l’ordinanza di scarcerazione di Antonino Giammarino, il dirigente comunale indagato per falso ideologico e turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta sul servizio di trasporto scolastico.I giudici romani hanno confermato l’ordinanza con cui il Tribunale della libertà aveva riconosciuto la mancanza di gravi indizi di colpevolezza a carico di Giammarino escludendo ogni combine tra quest’ultimo e Alfonso Ronca, amministratore della cooperativa che nel 2012 si aggiudicò l’appalto-scuolabus. Secondo il Riesame nella condotta del funzionario non vi fu alcun «intento fraudolento», ma solo l’obiettivo di «chiarire un contrasto evidente all’interno di una nuova normativa». Ecco perché, all’inizio di gennaio, Giammarino era tornato in libertà dopo circa venti giorni agli arresti domiciliari.Contro questa decisione la Procura di Torre Annunziata aveva deciso di rivolgersi alla Cassazione. Il ricorso proposto dai pm oplontini, però, è stato giudicato inammissibile nonostante la Procura generale ne avesse chiesto addirittura il rigetto. I giudici romani hanno accolto la tesi degli avvocati Sergio De Simone e Francesco Cappiello, difensori di Giammarino, che avevano sottolineato il carattere logico e non contraddittorio dell’ordinanza emessa dal Riesame.Il 60enne dirigente comunale resta comunque indagato insieme ad Alfonso Ronca e Giovanna Cacace, rispettivamente amministratore e legale rappresentante della cooperativa che gestisce il servizio scuolabus. Ciriaco M. Viggiano , Il Mattino

Sorrento. Inammissibile: così la Cassazione ha giudicato il ricorso proposto dalla procura di Torre Annnunziata contro l'ordinanza di scarcerazione di Antonino Giammarino, il dirigente comunale indagato per falso ideologico e turbativa d'asta nell'ambito dell'inchiesta sul servizio di trasporto scolastico.I giudici romani hanno confermato l'ordinanza con cui il Tribunale della libertà aveva riconosciuto la mancanza di gravi indizi di colpevolezza a carico di Giammarino escludendo ogni combine tra quest'ultimo e Alfonso Ronca, amministratore della cooperativa che nel 2012 si aggiudicò l'appalto-scuolabus. Secondo il Riesame nella condotta del funzionario non vi fu alcun «intento fraudolento», ma solo l'obiettivo di «chiarire un contrasto evidente all'interno di una nuova normativa». Ecco perché, all'inizio di gennaio, Giammarino era tornato in libertà dopo circa venti giorni agli arresti domiciliari.Contro questa decisione la Procura di Torre Annunziata aveva deciso di rivolgersi alla Cassazione. Il ricorso proposto dai pm oplontini, però, è stato giudicato inammissibile nonostante la Procura generale ne avesse chiesto addirittura il rigetto. I giudici romani hanno accolto la tesi degli avvocati Sergio De Simone e Francesco Cappiello, difensori di Giammarino, che avevano sottolineato il carattere logico e non contraddittorio dell'ordinanza emessa dal Riesame.Il 60enne dirigente comunale resta comunque indagato insieme ad Alfonso Ronca e Giovanna Cacace, rispettivamente amministratore e legale rappresentante della cooperativa che gestisce il servizio scuolabus. Ciriaco M. Viggiano , Il Mattino