Ravello, 85enne sfrattata. "Aiutatemi!"

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RAVELLO – Storia triste quella di un’anziana signora ottantacinquenne di Ravello. Giuseppina Gallo, questo il nome della sfortunata nonnina, sta vivendo da tempo un vero e proprio calvario. Affetta da varie patologie che non le permettono di essere autosufficiente, la signora vive con la figlia Pina che l’accudisce. Unico sostentamento delle due donne, la pensione dell’ottantacinquenne. Purtroppo anche le condizioni di salute della signora Pina non sono delle migliori. Gli acciacchi non le permettono di lavorare.
“Non sono autosufficiente e necessito, anche per il compimento delle semplici azioni quotidiane, dell’assistenza continua di mia figlia” queste le parole usate dalla Sig.ra Gallo in una disperata richiesta di aiuto indirizzata alle autorità religiose e civili di Ravello e della Costiera Amalfitana. Il dramma delle due donne è lo sfratto dall’abitazione nella quale vivono ormai da quasi cinquant’anni. “Mi trovo in una condizione drammatica in quanto il proprietario dell’immobile in cui vivo  – scrive nello stesso documento la signora – ha richiesto ed ottenuto lo sfratto.”   “Il proprietario dell’immobile – spiega  –  ha nominato proprio legale l’avv. Salvatore Di Martino che è  anche vice-sindaco del Comune di Ravello e che, dimentico forse degli obblighi morali ed istituzionali che sono in capo a chi amministra un paese, non ha avuto remore a recarsi presso la mia abitazione invitandomi con modi rudi e con l’ausilio dei carabinieri a lasciare l’abitazione senza preoccuparsi di dove avrei potuto trovare ricovero.” Parole dure quelle della signora che, abbandonata da tutti, è stata preavvertita che nella giornata del 5 ottobre verrà cacciata di casa, anche con l’ausilio di personale medico, ovemai dovesse occorrere. Eppure la nonnina chiedeva solo tre mesi per poter traslocare nella nuova sistemazione trovata a pochi passi dall’alloggio della discordia di Via San Cosma: “Pensavo potesse bastare il mio impegno a trasferirmi nella nuova casa – chiosa amaramente Giuseppina – ma sembra che neanche questo atto di carità voglia essermi concesso dal proprietario e dal suo avvocato.”
Della vicenda è stato anche investito il gruppo di opposizione della Città della Musica che ha rivolto un’interrogazione al Sindaco per capire se e quali sviluppi avesse avuto la vicenda. 
La lettera di Giuseppina e Pina si chiude con una richiesta di aiuto che riportiamo integralmente: “Ho già richiesto l’aiuto del Sindaco e dei Servizi Sociali, oggi chiedo l’aiuto delle persone di buon cuore, mi appello alla carità cristiana. Aiutatemi a continuare a vivere serenamente”.