Positano il nostro Alessandro Cecchi Paone condurrà il TG4 , AUGURI DA POSITANONEWS

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Positano, Costiera amalfitana . Il nostro concittadino e presidente onorario del San Vito Positano condurrà il TG 4 . Riportiamo l’intervista che ha rilasciato a Sorrisi Dal 4 aprile Alessandro Cecchi Paone condurrà il nuovo Tg4 delle 19, che durerà un’ora. Il giornalista, nonché divulgatore scientifico, opinionista, è prima di tutto un uomo curioso che non ha paura delle sfide. E neppure di cimentarsi di nuovo con quelle già vissute. Sta infatti per tornare alla conduzione di un telegiornale. Con un obiettivo dichiarato: creare col suo pubblico un rapporto di totale fiducia. Alessandro, è felice? «Molto. È un ritorno al passato, ma con uno spirito e soprattutto con un format nuovo. Una conduzione in piedi e in movimento che avevo già provato in una versione sperimentale di Studio Aperto. E in questo nuovo Tg4 non darò solo le notizie: soprattutto le “spiegherò”. Avrò una serie di grandi schermi per mostrare dove avvengono i fatti e, con l’ausilio di colleghi ed esperti, parlerò in modo chiaro al pubblico a casa». Com’è cambiato il mondo dell’informazione dall’ultima volta che si è seduto dietro una scrivania? «Ho lavorato a lungo a Canale 5 News, al Tg2 e a Studio Aperto. Il mondo da raccontare è diventato più complesso e ritrovo un sistema dell’informazione molto più articolato. Prima c’erano pochi telegiornali perché erano poche le reti. Oggi invece ce ne sono tantissimi: è una grande sfida. Basti pensare che sono nati tre canali “All news” 24 ore su 24». Il Tg4 è ancora associato da molti al volto di Emilio Fede. Quanto è importante collegare un tg a un volto popolare? «Dopo Fede la direzione di Giovanni Toti prima e di Mario Giordano dopo hanno completamente rinnovato lo stile e il linguaggio del Tg4. Era forse rimasto il bisogno, come succede nei grandi canali americani, di identificare la testata con una personalità conosciuta e rispettata, e l’editore ha voluto che fossi io. Sono molto contento di lavorare con il direttore Mario Giordano, di cui sarò il vice». Lei al Tg4 è la risposta a Enrico Mentana su La7? «Sul modello sì. In America, alcuni notiziari sono legati all’affidabilità e alla riconoscibilità di chi li conduce. In Italia questo meccanismo forse vale solo per Mentana, ma anche il Tg4 vuole tornare al modello anglosassone. Per i primi tempi condurrò sette giorni su sette proprio per dare un segnale di cambiamento e per conquistare la fiducia del pubblico». Qual è la notizia che sogna di dare in apertura di una delle edizioni del Tg4? «È legata alla mia storia: la definitiva scoperta su come sconfiggere il cancro». In carriera ha condotto anche programmi di successo in prima serata: qualcuno dirà che questo ritorno al tg è un passo indietro… «Ma no, perché quelli che ho condotto in prima serata sono sempre stati programmi giornalistici, di divulgazione scientifica, culturale e storica. La maggior parte del pubblico ricorda bene quello che ho fatto. Ancora oggi mi fermano per strada e mi chiedono quando condurrò di nuovo “La macchina del tempo”, che è il programma che preferisco tra quelli della mia carriera: lo associo a un momento magico della mia vita. Restando sul tema della nostalgia, non posso non pensare al Tg dei Ragazzi su Raiuno che ho condotto a 15 anni. Da lì è partito tutto…». Continueremo a vederla nelle vesti di opinionista nelle trasmissioni tv? «Volentieri, se avrò tempo». Nel 2004 ha dichiarato pubblicamente la sua omosessualità. Ci sono state ripercussioni sul fronte professionale e umano? «Sul fronte professionale non ho più condotto programmi e ho fatto l’opinionista. Ma è stato anche perché mi sono concentrato sulla mia battaglia per i diritti civili. Devo ringraziare Mediaset che mi ha dato quotidianamente spazio in tutto questo tempo. Ho scoperto che il mio pubblico non è cambiato. Le persone che, per cultura e formazione, non condividevano la mia battaglia, hanno riconosciuto la mia onestà e il mio coraggio. La difficoltà è stata, invece, quella di gestire il dispiacere della fine di un grande matrimonio d’amore con la mia ex moglie. Ora siamo legatissimi, siamo l’uno il migliore amico dell’altra». Tornando indietro, rifarebbe quell’annuncio? «Certo. Noi giornalisti siamo apprezzati se siamo sinceri. Non possiamo mentire…». Se le chiedessi di togliersi un sassolino dalla scarpa? «Forse contro un paio di dirigenti Rai: un uomo e una donna che non hanno avuto il coraggio di dirmi che non mi facevano lavorare per la mia battaglia per i diritti civili». Aristide Malnati, concorrente dell’«Isola» è già stato ribattezzato il “nuovo Cecchi Paone”. La lusinga? «Lo conosco perché è un bravissimo papirologo. È simpatico. Prima dell’“Isola” lo vedevo un po’ troppo “topo di biblioteca”. Nella componente “Indiana Jones” gli manca il lato avventuroso. Dopo il programma sarà più sciolto…».

Positano, Costiera amalfitana . Il nostro concittadino e presidente onorario del San Vito Positano condurrà il TG 4 . Riportiamo l'intervista che ha rilasciato a Sorrisi Dal 4 aprile Alessandro Cecchi Paone condurrà il nuovo Tg4 delle 19, che durerà un'ora. Il giornalista, nonché divulgatore scientifico, opinionista, è prima di tutto un uomo curioso che non ha paura delle sfide. E neppure di cimentarsi di nuovo con quelle già vissute. Sta infatti per tornare alla conduzione di un telegiornale. Con un obiettivo dichiarato: creare col suo pubblico un rapporto di totale fiducia. Alessandro, è felice? «Molto. È un ritorno al passato, ma con uno spirito e soprattutto con un format nuovo. Una conduzione in piedi e in movimento che avevo già provato in una versione sperimentale di Studio Aperto. E in questo nuovo Tg4 non darò solo le notizie: soprattutto le “spiegherò”. Avrò una serie di grandi schermi per mostrare dove avvengono i fatti e, con l’ausilio di colleghi ed esperti, parlerò in modo chiaro al pubblico a casa». Com’è cambiato il mondo dell’informazione dall’ultima volta che si è seduto dietro una scrivania? «Ho lavorato a lungo a Canale 5 News, al Tg2 e a Studio Aperto. Il mondo da raccontare è diventato più complesso e ritrovo un sistema dell’informazione molto più articolato. Prima c’erano pochi telegiornali perché erano poche le reti. Oggi invece ce ne sono tantissimi: è una grande sfida. Basti pensare che sono nati tre canali “All news” 24 ore su 24». Il Tg4 è ancora associato da molti al volto di Emilio Fede. Quanto è importante collegare un tg a un volto popolare? «Dopo Fede la direzione di Giovanni Toti prima e di Mario Giordano dopo hanno completamente rinnovato lo stile e il linguaggio del Tg4. Era forse rimasto il bisogno, come succede nei grandi canali americani, di identificare la testata con una personalità conosciuta e rispettata, e l’editore ha voluto che fossi io. Sono molto contento di lavorare con il direttore Mario Giordano, di cui sarò il vice». Lei al Tg4 è la risposta a Enrico Mentana su La7? «Sul modello sì. In America, alcuni notiziari sono legati all’affidabilità e alla riconoscibilità di chi li conduce. In Italia questo meccanismo forse vale solo per Mentana, ma anche il Tg4 vuole tornare al modello anglosassone. Per i primi tempi condurrò sette giorni su sette proprio per dare un segnale di cambiamento e per conquistare la fiducia del pubblico». Qual è la notizia che sogna di dare in apertura di una delle edizioni del Tg4? «È legata alla mia storia: la definitiva scoperta su come sconfiggere il cancro». In carriera ha condotto anche programmi di successo in prima serata: qualcuno dirà che questo ritorno al tg è un passo indietro… «Ma no, perché quelli che ho condotto in prima serata sono sempre stati programmi giornalistici, di divulgazione scientifica, culturale e storica. La maggior parte del pubblico ricorda bene quello che ho fatto. Ancora oggi mi fermano per strada e mi chiedono quando condurrò di nuovo “La macchina del tempo”, che è il programma che preferisco tra quelli della mia carriera: lo associo a un momento magico della mia vita. Restando sul tema della nostalgia, non posso non pensare al Tg dei Ragazzi su Raiuno che ho condotto a 15 anni. Da lì è partito tutto…». Continueremo a vederla nelle vesti di opinionista nelle trasmissioni tv? «Volentieri, se avrò tempo». Nel 2004 ha dichiarato pubblicamente la sua omosessualità. Ci sono state ripercussioni sul fronte professionale e umano? «Sul fronte professionale non ho più condotto programmi e ho fatto l’opinionista. Ma è stato anche perché mi sono concentrato sulla mia battaglia per i diritti civili. Devo ringraziare Mediaset che mi ha dato quotidianamente spazio in tutto questo tempo. Ho scoperto che il mio pubblico non è cambiato. Le persone che, per cultura e formazione, non condividevano la mia battaglia, hanno riconosciuto la mia onestà e il mio coraggio. La difficoltà è stata, invece, quella di gestire il dispiacere della fine di un grande matrimonio d’amore con la mia ex moglie. Ora siamo legatissimi, siamo l’uno il migliore amico dell’altra». Tornando indietro, rifarebbe quell’annuncio? «Certo. Noi giornalisti siamo apprezzati se siamo sinceri. Non possiamo mentire…». Se le chiedessi di togliersi un sassolino dalla scarpa? «Forse contro un paio di dirigenti Rai: un uomo e una donna che non hanno avuto il coraggio di dirmi che non mi facevano lavorare per la mia battaglia per i diritti civili». Aristide Malnati, concorrente dell’«Isola» è già stato ribattezzato il “nuovo Cecchi Paone”. La lusinga? «Lo conosco perché è un bravissimo papirologo. È simpatico. Prima dell’“Isola” lo vedevo un po’ troppo “topo di biblioteca”. Nella componente “Indiana Jones” gli manca il lato avventuroso. Dopo il programma sarà più sciolto…».