Pollena Trocchia (NA). Comunità Ecclesia. Atterra “L’Angelo Ribelle” di Carlo Cottone.

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Nota di Luciana Mascia – Su “L’Angelo Ribelle” di Carlo Cottone.

Il 28 marzo 2016, nel giorno di Pasquetta, l’artista Carlo Cottone ha installato una sua scultura in legno, “L’Angelo ribelle “,  nella Cappella Musci  presso  il Centro di Spiritualità e Accoglienza di Pollena Trocchia, dove è attiva l’Associazione Comunità Ecclesia.
La Cappella è immersa nel verde  di un contesto agricolo, in cui sorge la struttura gestita dai volontari dell’associazione e dove si prepara il pane, si raccolgono le noci, si fa il vino, si preparano cibi genuini e ci si occupa degli animali, le caprette e un’asina.
La domenica alle 11,30 viene celebrata la messa, e periodicamente si organizzano i cosiddetti “momenti solidali” per la promozione dei prodotti realizzati da cooperative sociali.
Qui i volontari della Comunità Ecclesia, coordinati da Franco Di Costanzo, il 28 marzo hanno preparato il pranzo di Pasquetta, per circa cinquanta ospiti, che, dopo la preghiera di ringraziamento,  sono stati invitati anche a dialogare per incontrarsi intorno al desco comune, perché dopo la Resurrezione di Cristo ognuno, dall’incontro  con l’altro,  può risorgere a una nuova vita e a un nuovo credo.
Dopo il delizioso pranzo l’artista ha voluto  donare, per sorteggio a una delle signore, anche un bijoux di sua creazione; poi, nella  Cappella, ha illustrato  la sua opera, scolpita per l’esposizione di “Angeli a Cantalupo del Sannio” nel Molise per la mostra ideata dall’artista Maria Pia Daidone e curata dal critico Maurizio Vitiello.
L’Angelo Ribelle, ha spiegato Carlo Cottone, ha tre facce, una di profilo,  che guarda da una parte disinteressandosi di quanto accade intorno e delimita l’indifferenza; l’altra centrale, colorata di rosso, è il male sempre in agguato a tentare l’uomo, e l’altra di prospetto, azzurra e con le ali dorate e argentee, è il bene, che per condurci sulla via della salvezza deve agganciarci con forza ogni volta che rischiamo di perderci irretiti dalle allettanti vacuità che ci circondano.
La lotta tra le tre forze che ogni uomo ha dentro di sé  è sostanziata, appunto,  da una sorta di inquietante gancio con cui termina la scultura.  
L’artista  è stato molto applaudito anche per l’appassionata  presentazione,  che ha svelato la vena teatrale, che lo contraddistingue.
Moderato da Franco, poi, l’interessante dibattito ha rivelato il pieno coinvolgimento e tutta l’emozione suscitata nei presenti con  piena soddisfazione dell’artista e del suo ospite.
L’augurio che ci sentiamo di fare è che grazie alla parola del caro Franco di Costanzo continui ancora a parlare a tutti coloro che frequenteranno il luogo di pace, sereno e un po’ fuori dal mondo,per scuotere i cuori dall’indifferenza, che è, forse,  il male peggiore dei nostri tempi, perché, certamente, è il più diffuso.

Luciana Mascia

Nota di Luciana Mascia – Su “L’Angelo Ribelle” di Carlo Cottone.

Il 28 marzo 2016, nel giorno di Pasquetta, l’artista Carlo Cottone ha installato una sua scultura in legno, “L’Angelo ribelle “,  nella Cappella Musci  presso  il Centro di Spiritualità e Accoglienza di Pollena Trocchia, dove è attiva l’Associazione Comunità Ecclesia.
La Cappella è immersa nel verde  di un contesto agricolo, in cui sorge la struttura gestita dai volontari dell’associazione e dove si prepara il pane, si raccolgono le noci, si fa il vino, si preparano cibi genuini e ci si occupa degli animali, le caprette e un’asina.
La domenica alle 11,30 viene celebrata la messa, e periodicamente si organizzano i cosiddetti “momenti solidali” per la promozione dei prodotti realizzati da cooperative sociali.
Qui i volontari della Comunità Ecclesia, coordinati da Franco Di Costanzo, il 28 marzo hanno preparato il pranzo di Pasquetta, per circa cinquanta ospiti, che, dopo la preghiera di ringraziamento,  sono stati invitati anche a dialogare per incontrarsi intorno al desco comune, perché dopo la Resurrezione di Cristo ognuno, dall’incontro  con l’altro,  può risorgere a una nuova vita e a un nuovo credo.
Dopo il delizioso pranzo l’artista ha voluto  donare, per sorteggio a una delle signore, anche un bijoux di sua creazione; poi, nella  Cappella, ha illustrato  la sua opera, scolpita per l’esposizione di “Angeli a Cantalupo del Sannio” nel Molise per la mostra ideata dall’artista Maria Pia Daidone e curata dal critico Maurizio Vitiello.
L’Angelo Ribelle, ha spiegato Carlo Cottone, ha tre facce, una di profilo,  che guarda da una parte disinteressandosi di quanto accade intorno e delimita l’indifferenza; l’altra centrale, colorata di rosso, è il male sempre in agguato a tentare l’uomo, e l’altra di prospetto, azzurra e con le ali dorate e argentee, è il bene, che per condurci sulla via della salvezza deve agganciarci con forza ogni volta che rischiamo di perderci irretiti dalle allettanti vacuità che ci circondano.
La lotta tra le tre forze che ogni uomo ha dentro di sé  è sostanziata, appunto,  da una sorta di inquietante gancio con cui termina la scultura.  
L’artista  è stato molto applaudito anche per l’appassionata  presentazione,  che ha svelato la vena teatrale, che lo contraddistingue.
Moderato da Franco, poi, l’interessante dibattito ha rivelato il pieno coinvolgimento e tutta l’emozione suscitata nei presenti con  piena soddisfazione dell’artista e del suo ospite.
L’augurio che ci sentiamo di fare è che grazie alla parola del caro Franco di Costanzo continui ancora a parlare a tutti coloro che frequenteranno il luogo di pace, sereno e un po’ fuori dal mondo,per scuotere i cuori dall’indifferenza, che è, forse,  il male peggiore dei nostri tempi, perché, certamente, è il più diffuso.

Luciana Mascia