Commissariare il Pd ad Ariccia, l’auspicio di Luisa Sallustio

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La candidata a sindaco: “ I vertici del Pd abbiano il coraggio di fare questo passo, oppure si dimettano i segretari regionale Melilli e provinciale Maugliani”
Arriva stamane il commento di Luisa Sallustio sullo stato di salute del centrosinistra dell’area dei Castelli romani. L’ex Presidente del Consiglio comunale di Ariccia, uscita dalle file del Partito democratico a seguito del mancato svolgimento delle primarie e attualmente candidata sindaco sotto l’egida dell’Italia dei Diritti, analizza senza mezzi termini la condizione del Pd castellano. Per farlo, si rivolge direttamente al Segretario nazionale Matteo Renzi, a cui presenta la sua misurazione del termometro democratico che, da tempo, segna la presenza di un virus in grado di ledere il tessuto interno del suo stesso partito.
Decise arrivano le sue parole che riportano direttamente ai casi di Ariccia e di Marino: “Mi spiace doverle descrivere in questi termini il partito in cui per anni ho militato – ha esordito l’ora candidata dell’Italia dei Diritti – ma sento il dovere di mettere al corrente gli organi centrali della deriva verticistica che il Pd dei Castelli sta attraversando. I casi di Ariccia e di Marino sono l’emblema di una pervasiva condizione di interferenza delle Segreterie nelle scelte della base, relegata a mero strumento numerico e privata del naturale diritto alla consultazione. Decisioni troppo spesso calate dall’alto hanno prodotto fratture interne che non hanno tardato a presentare un conto politico salato.Segreterie autoreferenziali, ormai avvezze ai colpi di mano, hanno provocato divisioni interne e dipartite di importanti esponenti locali che non si riconoscono più nel Pd delle origini, senza parlare della diffusa disaffezione che si tocca con mano sul territorio. Le centoventi iscrizioni all’albo delle primarie di Marino la dicono lunga sul desiderio di partecipazione civica alla vita di sezione del Pd locale. Non per farne vanto ma, in occasione della mia campagna pro primarie, consegnai io sola, al segretario, quasi cento ulteriori iscrizioni all’albo del mio Comune. Ad Ariccia – ha poi ripreso – lo stato dell’arte non è sicuramente migliore di quello di Marino, se pensiamo a quanto avvenuto a discapito della democrazia diretta, spudoratamente dribblata dal segretario cittadino con il benestare di livelli superiori”. Questi ultimi diventano oggetto della successiva disamina di Luisa Sallustio: “Caro Renzi, dovrebbe venire in visita dalle nostre parti. Troverebbe sezioni messe a soqquadro da lotte intestine, fuga di iscritti, circoli esistenti solo sulla carta. Il tutto, sotto l’occhio vigile e direi benevolo dei segretari provinciale e regionale che, noncuranti dei pesanti malumori della base, rischiano seriamente di rendersi complici di sensibili ripercussioni elettorali. Laddove, invece, non è intervenuta la longa manus dei potenti ed hanno spirato venti di democrazia, i risultati delle primarie hanno decretato la vittoria di candidature che sono la VERA espressione degli iscritti e non dell’apparato. Era questo il Pd che avrei voluto. Quello del successo della Sciamplicotti a Rocca di Papa e non quello delle decisioni prese nelle segrete stanze di Ariccia o Marino. Alla luce di questo quadro generale – conclude – in qualità di candidata a sindaco del centrosinistra che pienamente si riconosce nei suoi valori portanti, oramai solo pallido ricordo nel mio ex partito, auspico che i vertici del Pd abbiano il coraggio di commissariare il partito ariccino, sulla scia di quanto sembra sia avvenuto con la segreteria marinese. Altrimenti, farebbero bene a dimettersi i segretari regionale Fabio Melilli e provinciale Rocco Maugliani”.La candidata a sindaco: “ I vertici del Pd abbiano il coraggio di fare questo passo, oppure si dimettano i segretari regionale Melilli e provinciale Maugliani”
Arriva stamane il commento di Luisa Sallustio sullo stato di salute del centrosinistra dell’area dei Castelli romani. L’ex Presidente del Consiglio comunale di Ariccia, uscita dalle file del Partito democratico a seguito del mancato svolgimento delle primarie e attualmente candidata sindaco sotto l’egida dell’Italia dei Diritti, analizza senza mezzi termini la condizione del Pd castellano. Per farlo, si rivolge direttamente al Segretario nazionale Matteo Renzi, a cui presenta la sua misurazione del termometro democratico che, da tempo, segna la presenza di un virus in grado di ledere il tessuto interno del suo stesso partito.
Decise arrivano le sue parole che riportano direttamente ai casi di Ariccia e di Marino: “Mi spiace doverle descrivere in questi termini il partito in cui per anni ho militato – ha esordito l’ora candidata dell’Italia dei Diritti – ma sento il dovere di mettere al corrente gli organi centrali della deriva verticistica che il Pd dei Castelli sta attraversando. I casi di Ariccia e di Marino sono l’emblema di una pervasiva condizione di interferenza delle Segreterie nelle scelte della base, relegata a mero strumento numerico e privata del naturale diritto alla consultazione. Decisioni troppo spesso calate dall’alto hanno prodotto fratture interne che non hanno tardato a presentare un conto politico salato.Segreterie autoreferenziali, ormai avvezze ai colpi di mano, hanno provocato divisioni interne e dipartite di importanti esponenti locali che non si riconoscono più nel Pd delle origini, senza parlare della diffusa disaffezione che si tocca con mano sul territorio. Le centoventi iscrizioni all’albo delle primarie di Marino la dicono lunga sul desiderio di partecipazione civica alla vita di sezione del Pd locale. Non per farne vanto ma, in occasione della mia campagna pro primarie, consegnai io sola, al segretario, quasi cento ulteriori iscrizioni all’albo del mio Comune. Ad Ariccia – ha poi ripreso – lo stato dell’arte non è sicuramente migliore di quello di Marino, se pensiamo a quanto avvenuto a discapito della democrazia diretta, spudoratamente dribblata dal segretario cittadino con il benestare di livelli superiori”. Questi ultimi diventano oggetto della successiva disamina di Luisa Sallustio: “Caro Renzi, dovrebbe venire in visita dalle nostre parti. Troverebbe sezioni messe a soqquadro da lotte intestine, fuga di iscritti, circoli esistenti solo sulla carta. Il tutto, sotto l’occhio vigile e direi benevolo dei segretari provinciale e regionale che, noncuranti dei pesanti malumori della base, rischiano seriamente di rendersi complici di sensibili ripercussioni elettorali. Laddove, invece, non è intervenuta la longa manus dei potenti ed hanno spirato venti di democrazia, i risultati delle primarie hanno decretato la vittoria di candidature che sono la VERA espressione degli iscritti e non dell’apparato. Era questo il Pd che avrei voluto. Quello del successo della Sciamplicotti a Rocca di Papa e non quello delle decisioni prese nelle segrete stanze di Ariccia o Marino. Alla luce di questo quadro generale – conclude – in qualità di candidata a sindaco del centrosinistra che pienamente si riconosce nei suoi valori portanti, oramai solo pallido ricordo nel mio ex partito, auspico che i vertici del Pd abbiano il coraggio di commissariare il partito ariccino, sulla scia di quanto sembra sia avvenuto con la segreteria marinese. Altrimenti, farebbero bene a dimettersi i segretari regionale Fabio Melilli e provinciale Rocco Maugliani”.