Sorrento inquinamento a mare i problemi della penisola sorrentina

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Sorrento – Il degrado in cui versano i valloni, l’insufficienza del depuratore di Marina Grande e i ritardi nell’attivazione dell’impianto di punta Gradelle, l’inadeguatezza della rete fognaria e la commistione tra la rete delle acque nere e quella delle acque bianche: queste le principali cause dell’inquinamento marino in penisola sorrentina. Il fenomeno è esploso la scorsa estate, quando l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpac) ha rilevato livelli esorbitanti di batteri fecali nelle acque della Costiera: un’emergenza che ha costretto i sindaci di quattro Comuni a vietare la balneazione in alcune delle spiagge più frequentate di Sorrento e dintorni. A Meta, la baia del Purgatorio è rimasta off-limits per quasi tutta la stagione. Stesso discorso per il golfo del Pecoriello a Sant’Agnello e per la spiaggia sorrentina di Marina Grande. A metà agosto, infine, l’Arpac e il Comune hanno certificato «lo sversamento in mare di materiale fecale» a Marina Piccola. Risultato? Bagni vietati nel tratto compreso tra il molo e la Villa Pompeiana, proprio dove si trovano i più gettonati stabilimenti balneari di Sorrento (incluso quello gestito da Francesco Leonelli). Lo stesso provvedimento, infine, è scattato per una parte della baia di Puolo, a Massa Lubrense. Revocate solo a fine agosto, le ordinanze hanno riacceso i riflettori sul disastro ambientale denunciato dai vertici locali del Wwf alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata già nel 2014. Sollecitati anche dalla Grande Onda, il movimento nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dell’inquinamento marino, i Comuni sono scesi in campo contro il mare sporco. A Sorrento sono stati di recente avviati i lavori di separazione della fogna bianca da quella nera in via Correale e in via Rota. Negli ultimi mesi, inoltre, vigili urbani e tecnici della Gori hanno individuato e sanzionato decine di privati che convogliavano impropriamente le acque di scarico nella rete fognaria pubblica. La società che gestisce le risorse idriche, infine, si è impegnata a ripulire tutti i valloni della costiera, a cominciare da quello di Lavinola. Obiettivo: evitare che la pioggia trascini a mare i rifiuti illegalmente sversati nei canyon di Sorrento. (Fonte: c.m.v. da Il Mattino)

Sorrento – Il degrado in cui versano i valloni, l'insufficienza del depuratore di Marina Grande e i ritardi nell'attivazione dell'impianto di punta Gradelle, l'inadeguatezza della rete fognaria e la commistione tra la rete delle acque nere e quella delle acque bianche: queste le principali cause dell'inquinamento marino in penisola sorrentina. Il fenomeno è esploso la scorsa estate, quando l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpac) ha rilevato livelli esorbitanti di batteri fecali nelle acque della Costiera: un'emergenza che ha costretto i sindaci di quattro Comuni a vietare la balneazione in alcune delle spiagge più frequentate di Sorrento e dintorni. A Meta, la baia del Purgatorio è rimasta off-limits per quasi tutta la stagione. Stesso discorso per il golfo del Pecoriello a Sant'Agnello e per la spiaggia sorrentina di Marina Grande. A metà agosto, infine, l'Arpac e il Comune hanno certificato «lo sversamento in mare di materiale fecale» a Marina Piccola. Risultato? Bagni vietati nel tratto compreso tra il molo e la Villa Pompeiana, proprio dove si trovano i più gettonati stabilimenti balneari di Sorrento (incluso quello gestito da Francesco Leonelli). Lo stesso provvedimento, infine, è scattato per una parte della baia di Puolo, a Massa Lubrense. Revocate solo a fine agosto, le ordinanze hanno riacceso i riflettori sul disastro ambientale denunciato dai vertici locali del Wwf alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata già nel 2014. Sollecitati anche dalla Grande Onda, il movimento nato per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema dell'inquinamento marino, i Comuni sono scesi in campo contro il mare sporco. A Sorrento sono stati di recente avviati i lavori di separazione della fogna bianca da quella nera in via Correale e in via Rota. Negli ultimi mesi, inoltre, vigili urbani e tecnici della Gori hanno individuato e sanzionato decine di privati che convogliavano impropriamente le acque di scarico nella rete fognaria pubblica. La società che gestisce le risorse idriche, infine, si è impegnata a ripulire tutti i valloni della costiera, a cominciare da quello di Lavinola. Obiettivo: evitare che la pioggia trascini a mare i rifiuti illegalmente sversati nei canyon di Sorrento. (Fonte: c.m.v. da Il Mattino)