«A Napoli cercate i soci del promoter, ecco come ci ha truffati»

0

«Nel 2009 avrei staccato un assegno di 100mila euro, lo capisce che significa centomila euro in una sola volta? Poi, se leggo bene, in altre occasioni avrei prelevato nove o dieci mila euro, mentre qualche anno fa mi sarei ridotto a chiedere un prestito di 30mila euro, per risarcire il quale avrei pagato ogni mese – per dieci anni – 1357 euro al mese. Tutto ciò, e altro ancora, sarebbe avvenuto con i miei risparmi, quelli affidati a un promoter nel lontano 2005, il giorno in cui andai in pensione…». Antonio Galasso, ex bancario, è un fiume in piena: è uno dei 14 risparmiatori che si dicono truffati da un promoter napoletano fino a dicembre legato a Euro Mobiliare (quella di via Nazario Sauro) e alla Credem, sede del Centro direzionale. Al Mattino chiede di raccontare la sua storia (dopo una lunga verbalizzazione dinanzi ai finanzieri), alla luce di conti correnti e documenti legati a un conto corrente intestato a suo nome, di cui – dice – ignorava anche l’esistenza. Difeso dal penalista napoletano Mario D’Alessandro, Antonio Galasso parte da un dato su tutti: hanno falsificato la mia firma, qualcuno mi ha usato per spostare i miei risparmi su un conto corrente creato ad hoc e fittiziamente intestato a me. È in questo modo, questo qualcuno ha dilapidato circa 200mila euro di risparmi affidati più di dieci anni fa all’ex promoter licenziato alla fine dello scorso dicembre». Stesso discorso, stessa denuncia da parte di altri risparmiatori, nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolto l’ex promoter di riferimento del gruppo Euro Mobiliare, un professionista che aveva sede e ufficio nella casa madre della Credem, al Centro direzionale. Inchiesta del nucleo di polizia tributaria della Finanza, agli ordini del colonnello Giovanni Salerno, spuntano anomalie tutte da approfondire, a sentire i risparmiatori. Spiega Antonio Galasso: «Lavoravo in banca, ero capufficio del promoter denunciato, quando andai in pensione nel 2004, rimasi in contatto con lui. Gli ho affidato i miei risparmi, come hanno fatto altri amici in comune, le cose sono andate bene per almeno un anno». Poi che è successo? «Quello che so – dice l’ex bancario – l’ho appreso in questi mesi di rabbia e ansia, dopo aver appreso che i nostri risparmi erano spariti. Mi hanno consegnato gli estratti conto e i documenti di un conto corrente che sarebbe stato aperto a nome mio, cosa che ho sempre ignorato. In più mi restano tutti i modelli a firma del promoter, quelli mensili, in cui si attestavano gli avvenuti investimenti: erano documenti falsi, purtroppo l’ho capito solo ora». Ma torniamo al conto corrente. Spiega Galasso: «Si tratta di un falso, avallato da omissioni e complicità, come ho spiegato alla Finanza». Vicenda controversa – nella quale Euro Mobiliare e Credem potrebbero risultare parte offesa -, proviamo a ripercorrere la denuncia del risparmiatore. «Stando al conto corrente – spiega Galasso – avrei chiesto un presito di 30mila euro che risale al 12 gennaio del 2005; poi, per risarcire il direttore della Banca, avrei versato una rata mensile di 1357 per diversi anni. Che interesse avevo io a creare tutto ciò? È evidente che dietro la creazione di questo conto corrente, qualcuno ha attinto a piene mani dai risparmi miei e di qualche altro malcapitato».Ma veniamo ai prelievi: «Avrei staccato un assegno di 100mila euro, poi in un’altra occasione avrei chiesto di prelevare decine di migliaia di euro. Ma dove sono finite le norme sulla tracciabilità? Come è stato possibile che uno sportellista o un direttore di filiale abbiano autorizzato questi movimenti senza chiedere un documento di riconoscimento?». Domande che Galasso ha girato alla Finanza, in uno scenario che ora attende risposte investigative. Un caso aperto dalla fine dello scorso dicembre, da quando il promoter viene licenziato, si apre una guerra legale tra il sedicente professionista e le due banche, mentre almeno 14 risparmiatori scoprono di non possedere un soldo a distanza di dieci anni dal primo investimento.

di Leandro Del Gaudio IL MATTINO

«Nel 2009 avrei staccato un assegno di 100mila euro, lo capisce che significa centomila euro in una sola volta? Poi, se leggo bene, in altre occasioni avrei prelevato nove o dieci mila euro, mentre qualche anno fa mi sarei ridotto a chiedere un prestito di 30mila euro, per risarcire il quale avrei pagato ogni mese – per dieci anni – 1357 euro al mese. Tutto ciò, e altro ancora, sarebbe avvenuto con i miei risparmi, quelli affidati a un promoter nel lontano 2005, il giorno in cui andai in pensione…». Antonio Galasso, ex bancario, è un fiume in piena: è uno dei 14 risparmiatori che si dicono truffati da un promoter napoletano fino a dicembre legato a Euro Mobiliare (quella di via Nazario Sauro) e alla Credem, sede del Centro direzionale. Al Mattino chiede di raccontare la sua storia (dopo una lunga verbalizzazione dinanzi ai finanzieri), alla luce di conti correnti e documenti legati a un conto corrente intestato a suo nome, di cui – dice – ignorava anche l'esistenza. Difeso dal penalista napoletano Mario D'Alessandro, Antonio Galasso parte da un dato su tutti: hanno falsificato la mia firma, qualcuno mi ha usato per spostare i miei risparmi su un conto corrente creato ad hoc e fittiziamente intestato a me. È in questo modo, questo qualcuno ha dilapidato circa 200mila euro di risparmi affidati più di dieci anni fa all'ex promoter licenziato alla fine dello scorso dicembre». Stesso discorso, stessa denuncia da parte di altri risparmiatori, nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolto l'ex promoter di riferimento del gruppo Euro Mobiliare, un professionista che aveva sede e ufficio nella casa madre della Credem, al Centro direzionale. Inchiesta del nucleo di polizia tributaria della Finanza, agli ordini del colonnello Giovanni Salerno, spuntano anomalie tutte da approfondire, a sentire i risparmiatori. Spiega Antonio Galasso: «Lavoravo in banca, ero capufficio del promoter denunciato, quando andai in pensione nel 2004, rimasi in contatto con lui. Gli ho affidato i miei risparmi, come hanno fatto altri amici in comune, le cose sono andate bene per almeno un anno». Poi che è successo? «Quello che so – dice l'ex bancario – l'ho appreso in questi mesi di rabbia e ansia, dopo aver appreso che i nostri risparmi erano spariti. Mi hanno consegnato gli estratti conto e i documenti di un conto corrente che sarebbe stato aperto a nome mio, cosa che ho sempre ignorato. In più mi restano tutti i modelli a firma del promoter, quelli mensili, in cui si attestavano gli avvenuti investimenti: erano documenti falsi, purtroppo l'ho capito solo ora». Ma torniamo al conto corrente. Spiega Galasso: «Si tratta di un falso, avallato da omissioni e complicità, come ho spiegato alla Finanza». Vicenda controversa – nella quale Euro Mobiliare e Credem potrebbero risultare parte offesa -, proviamo a ripercorrere la denuncia del risparmiatore. «Stando al conto corrente – spiega Galasso – avrei chiesto un presito di 30mila euro che risale al 12 gennaio del 2005; poi, per risarcire il direttore della Banca, avrei versato una rata mensile di 1357 per diversi anni. Che interesse avevo io a creare tutto ciò? È evidente che dietro la creazione di questo conto corrente, qualcuno ha attinto a piene mani dai risparmi miei e di qualche altro malcapitato».Ma veniamo ai prelievi: «Avrei staccato un assegno di 100mila euro, poi in un'altra occasione avrei chiesto di prelevare decine di migliaia di euro. Ma dove sono finite le norme sulla tracciabilità? Come è stato possibile che uno sportellista o un direttore di filiale abbiano autorizzato questi movimenti senza chiedere un documento di riconoscimento?». Domande che Galasso ha girato alla Finanza, in uno scenario che ora attende risposte investigative. Un caso aperto dalla fine dello scorso dicembre, da quando il promoter viene licenziato, si apre una guerra legale tra il sedicente professionista e le due banche, mentre almeno 14 risparmiatori scoprono di non possedere un soldo a distanza di dieci anni dal primo investimento.

di Leandro Del Gaudio IL MATTINO