Cilento SERRE-PERSANO. Slitta ancora l’apertura del campo di golf in costruzione sui 137 ettari di terreno di Persano

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SERRE-PERSANO. Slitta ancora l’apertura del campo di golf in costruzione sui 137 ettari di terreno di Persano, di proprietà del comune di Serre. Dopo la cerimonia di presentazione del 13 febbraio scorso, alla presenza dell’allora presidente regionale Bassolino, il momento in cui si vedrà una pallina andare in una delle buche è sempre più lontano. L’ultima grana è di tipo legale. L’ha fatta scoppiare l’Igd, Italian Golf Development, proprietaria al 75% del “Persano Royal Golf”, la società consortile concessionaria dell’intero progetto. L’architetto Fulvio Ricciuti, presidente di entrambe, ha citato in tribunale, a Padova, con l’udienza già fissata per il 20 gennaio 2011, per 15 milioni di euro di danni, l’appaltante dei lavori, l’Acufon spa. I nomi sono di assoluto rilevo nel panorama imprenditoriale italiano: Acufon è di proprietà del gruppo “Serenissima” quello dell’autostrada Bs –Pd, che l’utilizza proprio per curare il verde nelle aree autostradali. Ed è proprio per questa specializzazione che convince gli altri tre soci, Mattioli (costruzioni edili), Sofer e l’americana Buena Vista Hospitality group, a delegare ad Acufon la realizzazione pratica dei campi dei tre campi da golf originariamente previsti. I ritardi, quantificati in oltre quattro anni e mezzo, “l’incompletezza o vizio realizzativo delle parti apparentemente concluse”, com’è scritto nell’atto di citazione, hanno spinto la capofila Igd ad adire le vie legali. Acufon è anch’essa socia, al 33%, dell’Igd. Nessun addebito viene rivolto alla Regione che ha regolarmente pagato per sei milioni di euro. Anzi, si adombra il rischio che i soldi incassati possano essere revocati. Il presidente di Igd affida poi alle carte bollate altre considerazioni amare: «La data di apertura non è prevedibile. L’impianto delle acque non funziona. I laghetti interni sono tracciati male. Unicredit ci ha revocato linee di credito per 7 milioni di euro». Diversi paradossi costellano questa vicenda, con il promotore dell’azione legale che è anche il direttore dei lavori dell’opera e società compartecipanti che sembrano chiedere i danni a se stesse.

Oresta Mottola Il Mattino