Ravello degustazione della Scippata di Apicella di Tramonti, il miglior rosso della Costiera amalfitana

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Ravello degustazione della Scippata di Apicella di Tramonti,  il miglior rosso della Costiera amalfitana . Secondo il nostro parere la terra vocata per i vini in Costa d’ Amalfi è Tramonti, la cantina accorsata storica Apicella ha prodotto un vino che è una nostra vecchia conoscenza e per il 3 aprile vi sarà una straordinaria degustazione in verticale . Da non perdere. Ecco come descrivono questo straordinario vino

Potevamo chiamare la nostra riserva in tanti modi, più o meno evocativi, invece abbiamo deciso di chiamarla semplicemente con il nome della vigna da cui produciamo le uve. Questo perché la nostra famiglia è molto legata a questo fondo che sin da quando fu impiantata nel 1933 viene chiamato dialettalmente a’ Scippata. Da buoni viticoltori passando tra le 18 piazzole che modellano il profilo della collina e  costituiscono il fondo, notiamo le rughe dei ceppi franchi di piede che da settanta anni resistono al tempo. Solo operazioni colturali effettuate manualmente, vista l’impervia natura del luogo. La potatura, la legatura dei tralci, il cambio dei tutori, seguono il ritmo ancestrale  e immutato dei nostri avi. La lotta alle crittogame si effettua in base a modelli di lotta integrata, l’inerbimento permanente del terreno per evitare gli effetti dell’erosione, è controllato con l’ausilio di sfalciature periodiche. Fondamentale la data della raccolta, soprattutto per un uva assai delicata come il Tintore. Indicativamente primi di novembre. L’aspetto principe di questa riserva è la selezione effettuata in vigneto. La raccolta avviene manualmente ed in piccole cassette. Facciamo tre passaggi per raccogliere solo le uve migliori. Da un ettaro e più di vigneto non ricaviamo che 40 quintali di uva. In cantina la filosofia che ci guida è il massimo rispetto della materia uva. Una premitura delicata, e poi una lunga fermentazione a contatto con le bucce.

Nel nostro piccolo siamo orgogliosi di poter dire di aver compiuto tutte le scelte ed gli accorgimenti possibili per ottenere un grande vino.

La storia…

Il fondo denominato a’ Scippata nasce nel 1931- 1933, da un’idea di Giuseppe Apicella.

 Peppiniello e’ Catarina, uomo intraprendente, seppe investire bene tutti i risparmi di una vita di lavoro, acquistando un bosco detto Selva Vecchia per 20.000 lire. Per far fronte alla spesa Giuseppe arrivò a vendere in quell’anno 100 barili di vino da cui ricavò 9.000 lire.

Vide nella “Selva Vecchia” un’ottima esposizione a mezzogiorno e una natura forte del terreno, così decise di costruire la sua vigna di 10.000 mq, che a quell’epoca significava un grande investimento.

Comunicò la sua decisione ai suoi figli e i suoi fratelli e con alcuni operai iniziarono a scassare la selva, creando così le piazzole dove sarebbero cresciute le viti.    

Fu un lavoro di altri tempi, perché non avevano a disposizione attrezzi meccanici, infatti dovettero lavorare con strumenti manuali: zappe, zapponi,  asce da taglio . Si lavorava con costanza e allegria, grazie alla bella atmosfera che veniva creata dalla famiglia e’Peppiniello, che alleviava il lavoro con abbondanza di vino e gustose merende preparate ogni giorno dalla nonna Filomena.

Peppiniello da buon vignaiolo pose molta attenzione nella scelta delle varietà da piantare. Girò tutta Tramonti alla ricerca delle piante di Tintore e Piedirosso migliori, da cui prelevare le talee. Mise a dimora 6.000 maglioli di vite (i maglioli sono i tralci della vite che venivano posti nel terreno a radicare). Piantò secondo la consuetudine dell’epoca: dispose le viti in quadro ad una distanza di tre metri per tre metri, ogni posta prevedeva 5 talee piantate insieme.

Costruirono circa 18 piazzole larghe ognuna circa 7 metri, in modo che potesse contenere 3 file di viti. La vite veniva allevata a pergola, usufruendo della tradizionale impalcatura di pali di castagno. 

Sin da quel momento la vigna prese il nome di Scippata, questo per indicare che era stata ricavata e costruita dalla collina.  

Peppiniello riuscì a vedere solo i primi grappolini della sua fatica, poiché morì dopo pochi anni.

Ciò che ha fatto però si è tramandato nel tempo, e la sorte volle che settanta anni dopo, di nuovo un Giuseppe Apicella, suo pronipote proseguisse l’opera del predecessore.

Le uve oggi vengono vinificate in azienda, ma la vigna viene ancora coltivata tenendo conto della particolarità dei vigneti e del territorio .

 

La famiglia Apicella

Ravello degustazione della Scippata di Apicella di Tramonti,  il miglior rosso della Costiera amalfitana . Secondo il nostro parere la terra vocata per i vini in Costa d' Amalfi è Tramonti, la cantina accorsata storica Apicella ha prodotto un vino che è una nostra vecchia conoscenza e per il 3 aprile vi sarà una straordinaria degustazione in verticale . Da non perdere. Ecco come descrivono questo straordinario vino

Potevamo chiamare la nostra riserva in tanti modi, più o meno evocativi, invece abbiamo deciso di chiamarla semplicemente con il nome della vigna da cui produciamo le uve. Questo perché la nostra famiglia è molto legata a questo fondo che sin da quando fu impiantata nel 1933 viene chiamato dialettalmente a' Scippata. Da buoni viticoltori passando tra le 18 piazzole che modellano il profilo della collina e  costituiscono il fondo, notiamo le rughe dei ceppi franchi di piede che da settanta anni resistono al tempo. Solo operazioni colturali effettuate manualmente, vista l'impervia natura del luogo. La potatura, la legatura dei tralci, il cambio dei tutori, seguono il ritmo ancestrale  e immutato dei nostri avi. La lotta alle crittogame si effettua in base a modelli di lotta integrata, l'inerbimento permanente del terreno per evitare gli effetti dell'erosione, è controllato con l'ausilio di sfalciature periodiche. Fondamentale la data della raccolta, soprattutto per un uva assai delicata come il Tintore. Indicativamente primi di novembre. L'aspetto principe di questa riserva è la selezione effettuata in vigneto. La raccolta avviene manualmente ed in piccole cassette. Facciamo tre passaggi per raccogliere solo le uve migliori. Da un ettaro e più di vigneto non ricaviamo che 40 quintali di uva. In cantina la filosofia che ci guida è il massimo rispetto della materia uva. Una premitura delicata, e poi una lunga fermentazione a contatto con le bucce.

Nel nostro piccolo siamo orgogliosi di poter dire di aver compiuto tutte le scelte ed gli accorgimenti possibili per ottenere un grande vino.

La storia…

Il fondo denominato a' Scippata nasce nel 1931- 1933, da un'idea di Giuseppe Apicella.

 Peppiniello e' Catarina, uomo intraprendente, seppe investire bene tutti i risparmi di una vita di lavoro, acquistando un bosco detto Selva Vecchia per 20.000 lire. Per far fronte alla spesa Giuseppe arrivò a vendere in quell'anno 100 barili di vino da cui ricavò 9.000 lire.

Vide nella "Selva Vecchia" un'ottima esposizione a mezzogiorno e una natura forte del terreno, così decise di costruire la sua vigna di 10.000 mq, che a quell'epoca significava un grande investimento.

Comunicò la sua decisione ai suoi figli e i suoi fratelli e con alcuni operai iniziarono a scassare la selva, creando così le piazzole dove sarebbero cresciute le viti.    

Fu un lavoro di altri tempi, perché non avevano a disposizione attrezzi meccanici, infatti dovettero lavorare con strumenti manuali: zappe, zapponi,  asce da taglio . Si lavorava con costanza e allegria, grazie alla bella atmosfera che veniva creata dalla famiglia e'Peppiniello, che alleviava il lavoro con abbondanza di vino e gustose merende preparate ogni giorno dalla nonna Filomena.

Peppiniello da buon vignaiolo pose molta attenzione nella scelta delle varietà da piantare. Girò tutta Tramonti alla ricerca delle piante di Tintore e Piedirosso migliori, da cui prelevare le talee. Mise a dimora 6.000 maglioli di vite (i maglioli sono i tralci della vite che venivano posti nel terreno a radicare). Piantò secondo la consuetudine dell'epoca: dispose le viti in quadro ad una distanza di tre metri per tre metri, ogni posta prevedeva 5 talee piantate insieme.

Costruirono circa 18 piazzole larghe ognuna circa 7 metri, in modo che potesse contenere 3 file di viti. La vite veniva allevata a pergola, usufruendo della tradizionale impalcatura di pali di castagno. 

Sin da quel momento la vigna prese il nome di Scippata, questo per indicare che era stata ricavata e costruita dalla collina.  

Peppiniello riuscì a vedere solo i primi grappolini della sua fatica, poiché morì dopo pochi anni.

Ciò che ha fatto però si è tramandato nel tempo, e la sorte volle che settanta anni dopo, di nuovo un Giuseppe Apicella, suo pronipote proseguisse l'opera del predecessore.

Le uve oggi vengono vinificate in azienda, ma la vigna viene ancora coltivata tenendo conto della particolarità dei vigneti e del territorio .

 

La famiglia Apicella