Amalfi il culto del Cristo Morto

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Amalfi capoluogo della Costiera amalfitana  vanta una tradizione antica, quella del culto del Cristo Morto nel giorno del Venerdì Santo, che chiude la settimana di Passione e fa da preludio alla Pasqua. La processione è allestita dall’Ariconfraternita della SS. Addolorata, fondata da circa 250 anni, stando allo storico Matteo Camera (priore per due volte nella prima metà dell’800), il quale in uno scritto indirizzato ad un confratello confermava i risalenti natali della Congrega. Eppure alle soglie di un quarto di millennio, spiegare a parole la processione del Venerdì Santo è impresa difficile. Arduo è il ricreare a parole la spiritualità, il trascendente che il corteo evoca nella penombra di un’Amalfi che piange il Cristo Morto, sulle meste noti del “Sento l’Amaro pianto della dolente Madre che gira tra le squadre in cerca del suo Ben! ” Nel crepuscolo della sera, si fa notte fonda, rivive misticamente il culto dei defunti proprio come quando la vita s’abbandona alla morte, sotto un cielo stellato di un paesaggio, a luci spente, che ti appare plumbeo, partecipe, a sì tal dolore per la morte dell’amato Figlio “Che dice: O Madre addio più fier del dolor mio il tuo mi passa il sen”. La vitalità delle voci del coro che segue la bara, improvvisamente squarcia il silenzio dei presenti, compiti nel seguire il lungo stuolo di incappucciati, il Cristo Morto che avanza e la Vergine Addolorata che segue. E’ l’attimo che fugge, quell’ultima ora in cui il canto, attribuito all’illustre musicologo Tirabassi, materializza la commozione generale, ed una sensazione nel profondo, di forte pervasione mistica. La processione, non è solo un evento del programma delle manifestazioni turistiche, né una cerimonia a se stante, ma rappresenta per gli amalfitani legati a questa terra, il pio sentimento della fragilità umana, della sofferenza e del pentimento, fosse anche nell’ultima ora; occasione di forte suggestione emotiva e spirituale. Il corteo processionale s’avvia all’imbrunire partendo dalla Chiesa dell’Addolorata di Amalfi sede dell’Arciconfraternita, per il Duomo Cattedrale e si snoda per le vie del paese, fino alla Chiesa dell’Annunziata, in Piazza Municipio, dove sarà allestito, per l’adorazione, il sepolcro del Cristo Morto. Da qui mentre i fedeli si apprestano all’adorazione del figlio dell’uomo morto per la redenzione dei peccati, la Vergine Madre Addolorata, fa ritorno nella Chiesa a Lei dedicata. fonte: www.parrocchiaamalfi.com

Amalfi capoluogo della Costiera amalfitana  vanta una tradizione antica, quella del culto del Cristo Morto nel giorno del Venerdì Santo, che chiude la settimana di Passione e fa da preludio alla Pasqua. La processione è allestita dall'Ariconfraternita della SS. Addolorata, fondata da circa 250 anni, stando allo storico Matteo Camera (priore per due volte nella prima metà dell'800), il quale in uno scritto indirizzato ad un confratello confermava i risalenti natali della Congrega. Eppure alle soglie di un quarto di millennio, spiegare a parole la processione del Venerdì Santo è impresa difficile. Arduo è il ricreare a parole la spiritualità, il trascendente che il corteo evoca nella penombra di un'Amalfi che piange il Cristo Morto, sulle meste noti del "Sento l'Amaro pianto della dolente Madre che gira tra le squadre in cerca del suo Ben! " Nel crepuscolo della sera, si fa notte fonda, rivive misticamente il culto dei defunti proprio come quando la vita s'abbandona alla morte, sotto un cielo stellato di un paesaggio, a luci spente, che ti appare plumbeo, partecipe, a sì tal dolore per la morte dell'amato Figlio "Che dice: O Madre addio più fier del dolor mio il tuo mi passa il sen". La vitalità delle voci del coro che segue la bara, improvvisamente squarcia il silenzio dei presenti, compiti nel seguire il lungo stuolo di incappucciati, il Cristo Morto che avanza e la Vergine Addolorata che segue. E' l'attimo che fugge, quell'ultima ora in cui il canto, attribuito all'illustre musicologo Tirabassi, materializza la commozione generale, ed una sensazione nel profondo, di forte pervasione mistica. La processione, non è solo un evento del programma delle manifestazioni turistiche, né una cerimonia a se stante, ma rappresenta per gli amalfitani legati a questa terra, il pio sentimento della fragilità umana, della sofferenza e del pentimento, fosse anche nell'ultima ora; occasione di forte suggestione emotiva e spirituale. Il corteo processionale s'avvia all'imbrunire partendo dalla Chiesa dell'Addolorata di Amalfi sede dell'Arciconfraternita, per il Duomo Cattedrale e si snoda per le vie del paese, fino alla Chiesa dell'Annunziata, in Piazza Municipio, dove sarà allestito, per l'adorazione, il sepolcro del Cristo Morto. Da qui mentre i fedeli si apprestano all'adorazione del figlio dell'uomo morto per la redenzione dei peccati, la Vergine Madre Addolorata, fa ritorno nella Chiesa a Lei dedicata. fonte: www.parrocchiaamalfi.com