Bruxelles. Perquisizioni a tappeto, i sospettati beffano la polizia. In appartamento a Forest trovata bandiera islamica

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Bruxelles. Due altri uccel di bosco dell’Isis, per ora senza volto e senza nome, che si aggiungono all’introvabile ricercato numero 1 Salah Abdeslam e al numero 2 Mohamed Abrini. Gli uomini implicati nella strage al Bataclan. È di nuovo caccia aperta a Bruxelles ai fuggiaschi. Gli inquirenti si trovano ora davanti a un poker d’assi di terroristi legati agli attacchi di Parigi letteralmente sfuggito di mano. Le due persone fermate durante le operazioni notturne dopo la sparatoria di Forest sono infatti state rilasciate, mentre restano «attivamente ricercate» le altre due scappate dall’appartamento della rue du Dries dove, tra munizioni e una bandiera dell’Isis, è stato freddato dai tiratori scelti un algerino ignoto all’intelligence. Molti ancora i punti confusi nella dinamica dei fatti e molti anche i dubbi su chi sia esattamente ricercato dalle forze dell’ordine. Intanto le operazioni continuano, ha assicurato il premier belga Charles Michel. E, nonostante gli ultimi fatti di Forest, gli arresti in Francia e l’apertura di un altro vertice Ue a Bruxelles a cui partecipa anche la Turchia, Paese ugualmente nel mirino del terrorismo, il livello di allerta terroristica in Belgio resta invariato a 3 su una scala di 4. Il solo dato certo è che la squadra di polizia congiunta belgo-francese ha messo le mani sull’indirizzo giusto, quasi senza saperlo. Al civico 60 della rue du Dries doveva essere un controllo di routine legato alle false identità utilizzate dai jihadisti per preparare gli attenti di Parigi. E si pensava si trattasse di un vecchio covo ormai vuoto, dove raccogliere solo elementi. Quando hanno suonato alla porta in risposta è partita invece una raffica di kalashnikov: dalle foto mostrate dalla Procura dei giubbotti antiproiettile dei poliziotti crivellati di colpi, sarebbe potuta essere una carneficina. Nell’appartamento sono stati ritrovati 11 caricatori e innumerevoli munizioni. Qui però iniziano i punti interrogativi. L’unico terrorista ucciso dai tiratori scelti è un algerino irregolare di 35 anni, Mohamed Belkaid, morto imbracciando il kalashnikov con a fianco un libro sul salafismo e una bandiera dell’Isis. Ha commesso un furto minore nel 2014, ma è sconosciuto all’intelligence. Due le persone in fuga, ma di cui la Procura ha detto di ignorare l’identità. E forse anche l’aspetto: sui media è circolato l’identikit di una sola persona, un giovane nordafricano sui 25-28 anni con occhiali e cappellino bianco, che però non è stato diffuso pubblicamente né confermato dalla Procura. Il bilocale era affittato a nome di Mohamed Bakkali, uno dei dodici sospetti arrestati in Belgio dopo gli attentati di Parigi. In casa della compagna di Bakkali era stato trovato un video che riprendeva gli spostamenti di un alto responsabile del nucleare belga. «Sanno di essere nel mirino della polizia eppure non si fermano mai», spiegano i belgi. Ed hanno, soprattutto, una rete di protezione non indifferente dal momento che riescono sempre a farla franca. Dalle sei perquisizioni condotte in diverse zone limitrofe a Forest, nessun risultato, a parte aver ritrovato un kalashnikov, due caricatori e un vestito nero abbandonati in prossimità dell’appartamento. Gli unici due fermati, un uomo piantonato in ospedale con una gamba rotta e un altro preso durante le perquisizioni notturne, sono stati rilasciati. I media locali avevano inizialmente ipotizzato che i due fuggitivi fossero i fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, già noti alle forze dell’ordine, a nome di cui sembrava essere stato affittato l’appartamento della sparatoria. La Procura, però, non ha confermato. «Restiamo pienamente mobilitati», ha detto il premier belga Charles Michel: i militari continueranno a restare nelle strade per garantire la sicurezza. (Lucia Sali – Il Mattino)

Bruxelles. Due altri uccel di bosco dell’Isis, per ora senza volto e senza nome, che si aggiungono all’introvabile ricercato numero 1 Salah Abdeslam e al numero 2 Mohamed Abrini. Gli uomini implicati nella strage al Bataclan. È di nuovo caccia aperta a Bruxelles ai fuggiaschi. Gli inquirenti si trovano ora davanti a un poker d’assi di terroristi legati agli attacchi di Parigi letteralmente sfuggito di mano. Le due persone fermate durante le operazioni notturne dopo la sparatoria di Forest sono infatti state rilasciate, mentre restano «attivamente ricercate» le altre due scappate dall’appartamento della rue du Dries dove, tra munizioni e una bandiera dell’Isis, è stato freddato dai tiratori scelti un algerino ignoto all’intelligence. Molti ancora i punti confusi nella dinamica dei fatti e molti anche i dubbi su chi sia esattamente ricercato dalle forze dell’ordine. Intanto le operazioni continuano, ha assicurato il premier belga Charles Michel. E, nonostante gli ultimi fatti di Forest, gli arresti in Francia e l’apertura di un altro vertice Ue a Bruxelles a cui partecipa anche la Turchia, Paese ugualmente nel mirino del terrorismo, il livello di allerta terroristica in Belgio resta invariato a 3 su una scala di 4. Il solo dato certo è che la squadra di polizia congiunta belgo-francese ha messo le mani sull’indirizzo giusto, quasi senza saperlo. Al civico 60 della rue du Dries doveva essere un controllo di routine legato alle false identità utilizzate dai jihadisti per preparare gli attenti di Parigi. E si pensava si trattasse di un vecchio covo ormai vuoto, dove raccogliere solo elementi. Quando hanno suonato alla porta in risposta è partita invece una raffica di kalashnikov: dalle foto mostrate dalla Procura dei giubbotti antiproiettile dei poliziotti crivellati di colpi, sarebbe potuta essere una carneficina. Nell’appartamento sono stati ritrovati 11 caricatori e innumerevoli munizioni. Qui però iniziano i punti interrogativi. L’unico terrorista ucciso dai tiratori scelti è un algerino irregolare di 35 anni, Mohamed Belkaid, morto imbracciando il kalashnikov con a fianco un libro sul salafismo e una bandiera dell’Isis. Ha commesso un furto minore nel 2014, ma è sconosciuto all’intelligence. Due le persone in fuga, ma di cui la Procura ha detto di ignorare l’identità. E forse anche l’aspetto: sui media è circolato l’identikit di una sola persona, un giovane nordafricano sui 25-28 anni con occhiali e cappellino bianco, che però non è stato diffuso pubblicamente né confermato dalla Procura. Il bilocale era affittato a nome di Mohamed Bakkali, uno dei dodici sospetti arrestati in Belgio dopo gli attentati di Parigi. In casa della compagna di Bakkali era stato trovato un video che riprendeva gli spostamenti di un alto responsabile del nucleare belga. «Sanno di essere nel mirino della polizia eppure non si fermano mai», spiegano i belgi. Ed hanno, soprattutto, una rete di protezione non indifferente dal momento che riescono sempre a farla franca. Dalle sei perquisizioni condotte in diverse zone limitrofe a Forest, nessun risultato, a parte aver ritrovato un kalashnikov, due caricatori e un vestito nero abbandonati in prossimità dell’appartamento. Gli unici due fermati, un uomo piantonato in ospedale con una gamba rotta e un altro preso durante le perquisizioni notturne, sono stati rilasciati. I media locali avevano inizialmente ipotizzato che i due fuggitivi fossero i fratelli Khalid e Ibrahim El Bakraoui, già noti alle forze dell’ordine, a nome di cui sembrava essere stato affittato l’appartamento della sparatoria. La Procura, però, non ha confermato. «Restiamo pienamente mobilitati», ha detto il premier belga Charles Michel: i militari continueranno a restare nelle strade per garantire la sicurezza. (Lucia Sali – Il Mattino)