Un altro colpo italiano in Francia: Campari acquista Grand Marnier. Operazione da 684 milioni

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Convincenti, in terra francese, più dei francesi stessi. Campari lancia un’offerta pubblica d’acquisto su Grand Marnier conquistando uno dei simboli della «grandeur» d’Oltralpe. A discapito di altri pretendenti come Lvmh (Moet & Chandon, Ardbeg, Dom Perignon) che, secondo alcune fonti vicine alla trattativa, sarebbe stata interessata ad aggiungere ai suoi marchi «wine e spirits» anche il liquore nato a fine ’800. Grand Marnier ha invece ceduto al corteggiamento del gruppo di Sesto San Giovanni che ha sottoscritto un accordo con la famiglia Marnier Lapostolle, titolare di Spml, per rilevarne subito il 17,19% e completare la scalata a partire dal 2021 attraverso l’esercizio di reciproche opzioni di acquisto e di vendita sul 26,6% che resterà in mano ai discendenti di Louis- Alexandre Marnier Lapostolle, l’inventore del cognac alle essenze di arance selvatiche tropicali. L’Opa sarà lanciata in contanti, a 8.050 euro per azione, con un premio del 60,4% sul prezzo di Borsa dell’azienda francese. Un’operazione del valore di 684 milioni che prevede il delisting del titolo dalla Borsa di Parigi e un accordo in esclusiva per la distribuzione del portafoglio di spirit Grand Marnier a livello mondiale. Per Campari (assistita da Bank of America Merrill Lynch in qualità di financial advisor e Pedersoli & Associati per la parte legale) si tratta della maggiore acquisizione di sempre. Ma è anche l’ultimo scatto di orgoglio di alcune aziende italiane che resistono, crescono e si lanciano alla conquista di mercati e imprese straniere. Recentissimo il colpo messo a segno da Lavazza che lo scorso 10 marzo ha acquistato per 700 milioni la francese Carte Noire. L’anno scorso è stata la volta di Ferrero che si è presa per 156 milioni la fabbrica di cioccolato britannica Thorntons. Salini, a capo del consorzio per l’ampliamento del canale di Panama, ha investito 406 milioni di dollari per il costruttore di autostrade americane Lane. E più indietro nel tempo, gennaio 2014, è stata Luxottica a rilevare dall’americana Wellpoint il sito di e-commerce glasses.com, che detiene anche una tecnologia che da la possibilità di provare virtualmente gli occhiali su internet. Per Campari, che ha una quota dello 0,8% del mercato mondiale degli alcolici, l’acquisizione di Grand Marnier significa iniziare un viaggio che parte da Parigi ma ha destinazione finale gli Usa, principale mercato di sbocco del liquore francese dove, nell’ultimo decennio, le distillerie sono decuplicate. (Corriere della Sera) 

Convincenti, in terra francese, più dei francesi stessi. Campari lancia un’offerta pubblica d’acquisto su Grand Marnier conquistando uno dei simboli della «grandeur» d’Oltralpe. A discapito di altri pretendenti come Lvmh (Moet & Chandon, Ardbeg, Dom Perignon) che, secondo alcune fonti vicine alla trattativa, sarebbe stata interessata ad aggiungere ai suoi marchi «wine e spirits» anche il liquore nato a fine ’800. Grand Marnier ha invece ceduto al corteggiamento del gruppo di Sesto San Giovanni che ha sottoscritto un accordo con la famiglia Marnier Lapostolle, titolare di Spml, per rilevarne subito il 17,19% e completare la scalata a partire dal 2021 attraverso l’esercizio di reciproche opzioni di acquisto e di vendita sul 26,6% che resterà in mano ai discendenti di Louis- Alexandre Marnier Lapostolle, l’inventore del cognac alle essenze di arance selvatiche tropicali. L’Opa sarà lanciata in contanti, a 8.050 euro per azione, con un premio del 60,4% sul prezzo di Borsa dell’azienda francese. Un’operazione del valore di 684 milioni che prevede il delisting del titolo dalla Borsa di Parigi e un accordo in esclusiva per la distribuzione del portafoglio di spirit Grand Marnier a livello mondiale. Per Campari (assistita da Bank of America Merrill Lynch in qualità di financial advisor e Pedersoli & Associati per la parte legale) si tratta della maggiore acquisizione di sempre. Ma è anche l’ultimo scatto di orgoglio di alcune aziende italiane che resistono, crescono e si lanciano alla conquista di mercati e imprese straniere. Recentissimo il colpo messo a segno da Lavazza che lo scorso 10 marzo ha acquistato per 700 milioni la francese Carte Noire. L’anno scorso è stata la volta di Ferrero che si è presa per 156 milioni la fabbrica di cioccolato britannica Thorntons. Salini, a capo del consorzio per l’ampliamento del canale di Panama, ha investito 406 milioni di dollari per il costruttore di autostrade americane Lane. E più indietro nel tempo, gennaio 2014, è stata Luxottica a rilevare dall’americana Wellpoint il sito di e-commerce glasses.com, che detiene anche una tecnologia che da la possibilità di provare virtualmente gli occhiali su internet. Per Campari, che ha una quota dello 0,8% del mercato mondiale degli alcolici, l’acquisizione di Grand Marnier significa iniziare un viaggio che parte da Parigi ma ha destinazione finale gli Usa, principale mercato di sbocco del liquore francese dove, nell’ultimo decennio, le distillerie sono decuplicate. (Corriere della Sera)