Napoli. Porto, de Magistris scrive al prefetto: «È commissariato da ben tre anni, convochi le parti per una soluzione»

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«Profonda preoccupazione per le criticità strutturali che ha assunto la vicenda del Porto di Napoli». Ha aspettato a lungo prima di scrivere. Ha sperato, il sindaco Luigi de Magistris, che il porto di Napoli uscisse dal limbo in cui è finito da tempo. Ma nulla. Ha creduto che la politica trovasse una soluzione condivisa, anche perché parliamo di una struttura commissariata da tre anni. Invece niente: i progetti sono fermi e il porto attende una svolta. Ecco perché de Magistris ha preso carta e penna per scrivere una nota al prefetto, Gerarda Pantalone, sulla questione porto. Il sindaco ha chiesto formalmente al prefetto «di voler convocare, con cortese urgenza, un incontro in Prefettura, per affrontare con tutte le parti interessate la questione del Porto di Napoli e per valutare quali azioni risolutive intraprendere». Nella sua missiva, il sindaco di Napoli ricorda che «il ritardo dell’iter procedurale relativo a quelle opere necessarie per risollevare le sorti dell’intero scalo – ha scritto – sta producendo un costante allontanamento dei traffici commerciali ed un danno economico crescente, soprattutto, per la nostra Città». Il sindaco ha sottolineato come esattamente ieri siano trascorsi tre anni si è celebrato «il poco invidiabile anniversario del terzo anno consecutivo del commissariamento del porto. Questa incertezza alimenta un inesorabile declino che avrà, inevitabilmente, delle conseguenze drammatiche per il livello occupazionale, aggravando una situazione, sul versante posti di lavoro, già messa a dura prova con il ricorso allo strumento degli ammortizzatori sociali, giunti ormai, per alcune aziende, alla scadenza». Proprio a proposito dei lavoratori a rischio, de Magistris ha sottolineato che «lo scorso 3 marzo si è tenuto, a Palazzo San Giacomo, su richiesta dei sindacati del settore trasporti aderenti a Cgil, Cisl e Uil, un incontro per discutere di tale preoccupante scenario che riguarda il nostro scalo portuale e l’assenza di interventi concreti tesi alla salvaguardia del lavoro. Seguo con la massima attenzione la vicenda e manifesto, ripeto, la mia viva preoccupazione per le gravi implicazioni , anche di ordine pubblico, derivanti dalla permanenza dello stato di crisi del Porto di Napoli, che rappresenta una delle principali economie della nostra città». Sempre sul versante mare, ma stavolta sul fronte di Bagnoli, le cose si sono un po’ fermate: in giornata da Palazzo Chigi potrebbero arrivare notizie sulla data della prossima cabina di regia. Anche se tutto ciò che ruota intorno a Bagnoli è fermo: a Roma attendono che il Tar si pronunci sul ricorso contro il commissariamento dell’area. Il 9 marzo scorso si è tenuta l’udienza che entrata nel merito del ricorso presentato dal sindaco di Napoli contro l’articolo 33 dello «Sblocca Italia», che individua appunto la figura di un commissario di governo per la bonifica e la trasformazione dell’area. Per de Magistris si tratta di «una scelta incostituzionale che svuota il Consiglio comunale dei poteri in materia di urbanistica». Tesi ovviamente ribattuta dal governo e dai soggetti interessati dal ricorso: Invitalia e Regione Campania. Non ci son tempi certi per la sentenza dei giudici amministrativi. Anche se il responso potrebbe arrivare entro Pasqua, quindi entro fine mese. (Paolo Cuozzo – Corriere del Mezzogiorno)

«Profonda preoccupazione per le criticità strutturali che ha assunto la vicenda del Porto di Napoli». Ha aspettato a lungo prima di scrivere. Ha sperato, il sindaco Luigi de Magistris, che il porto di Napoli uscisse dal limbo in cui è finito da tempo. Ma nulla. Ha creduto che la politica trovasse una soluzione condivisa, anche perché parliamo di una struttura commissariata da tre anni. Invece niente: i progetti sono fermi e il porto attende una svolta. Ecco perché de Magistris ha preso carta e penna per scrivere una nota al prefetto, Gerarda Pantalone, sulla questione porto. Il sindaco ha chiesto formalmente al prefetto «di voler convocare, con cortese urgenza, un incontro in Prefettura, per affrontare con tutte le parti interessate la questione del Porto di Napoli e per valutare quali azioni risolutive intraprendere». Nella sua missiva, il sindaco di Napoli ricorda che «il ritardo dell’iter procedurale relativo a quelle opere necessarie per risollevare le sorti dell’intero scalo – ha scritto – sta producendo un costante allontanamento dei traffici commerciali ed un danno economico crescente, soprattutto, per la nostra Città». Il sindaco ha sottolineato come esattamente ieri siano trascorsi tre anni si è celebrato «il poco invidiabile anniversario del terzo anno consecutivo del commissariamento del porto. Questa incertezza alimenta un inesorabile declino che avrà, inevitabilmente, delle conseguenze drammatiche per il livello occupazionale, aggravando una situazione, sul versante posti di lavoro, già messa a dura prova con il ricorso allo strumento degli ammortizzatori sociali, giunti ormai, per alcune aziende, alla scadenza». Proprio a proposito dei lavoratori a rischio, de Magistris ha sottolineato che «lo scorso 3 marzo si è tenuto, a Palazzo San Giacomo, su richiesta dei sindacati del settore trasporti aderenti a Cgil, Cisl e Uil, un incontro per discutere di tale preoccupante scenario che riguarda il nostro scalo portuale e l’assenza di interventi concreti tesi alla salvaguardia del lavoro. Seguo con la massima attenzione la vicenda e manifesto, ripeto, la mia viva preoccupazione per le gravi implicazioni , anche di ordine pubblico, derivanti dalla permanenza dello stato di crisi del Porto di Napoli, che rappresenta una delle principali economie della nostra città». Sempre sul versante mare, ma stavolta sul fronte di Bagnoli, le cose si sono un po’ fermate: in giornata da Palazzo Chigi potrebbero arrivare notizie sulla data della prossima cabina di regia. Anche se tutto ciò che ruota intorno a Bagnoli è fermo: a Roma attendono che il Tar si pronunci sul ricorso contro il commissariamento dell’area. Il 9 marzo scorso si è tenuta l’udienza che entrata nel merito del ricorso presentato dal sindaco di Napoli contro l’articolo 33 dello «Sblocca Italia», che individua appunto la figura di un commissario di governo per la bonifica e la trasformazione dell’area. Per de Magistris si tratta di «una scelta incostituzionale che svuota il Consiglio comunale dei poteri in materia di urbanistica». Tesi ovviamente ribattuta dal governo e dai soggetti interessati dal ricorso: Invitalia e Regione Campania. Non ci son tempi certi per la sentenza dei giudici amministrativi. Anche se il responso potrebbe arrivare entro Pasqua, quindi entro fine mese. (Paolo Cuozzo – Corriere del Mezzogiorno)