Ecoreati, Gigi D’Alessio relatore al Palazzo di Giustizia di Napoli. Protestano gli avvocati: «È indagato»

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La presenza di Gigi D’Alessio al tavolo di un convegno al Palazzo di Giustizia di Napoli, seduto tra i massimi esponenti degli uffici giudiziari cittadini ed esperti di reati ambientali, ha scatenato polemiche e frizioni tra gli avvocati. Tanto che il convegno è cominciato con ritardo e il presidente dell’Unione giovani penalisti, Gennaro Demetrio Paipais, tra gli organizzatori dell’evento assieme all’associazione degli studenti di Giurisprudenza, non ha potuto evitare di dare qualche spiegazione: «Alcune istituzioni forensi non hanno gradito la presenza di Gigi D’Alessio perché a loro dire è indagato e hanno cercato, per questo, di far saltare il convegno». «Dimenticano il principio di presunzione di innocenza – ha aggiunto – Volete sapere perché D’Alessio è indagato? Per aver strattonato un fotografo in casa sua» e ha concluso definendo «strumentali» le contestazioni di una parte della classe forense. La sala Auditorium del Tribunale era gremita. D’Alessio non è intervenuto sulle polemiche, limitandosi al racconto della propria esperienza di impegno per la Terra dei Fuochi e ostacoli incontrati. «Ho fatto da testimonial, organizzato concerti e spettacoli per raccogliere fondi – ha spiegato – Dopo il concerto alla Reggia di Caserta abbiamo raccolto più di 500mila euro eppure il giorno dopo ci hanno detto che avevamo inquinato con le bottiglie di plastica. Abbiamo acquistato un’ambulanza per l’emergenza neonatale donata all’ospedale di Caserta, la più attrezzata d’Europa, e scopro che ora, dopo il gossip sul mio nome cancellato, è inutilizzata e non se ne capisce il motivo, e spero tanto che nessun bambino ne abbia mai bisogno» e ha aggiunto amareggiato: «Fatto sta che dopo quel gossip dalle aziende con cui avevo iniziato a fare un discorso di impegno per il territorio e per le bonifiche ho ricevuto solo rifiuti». Di minacce invece ha parlato il procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, capo del pool di magistrati che indaga su reati ambientali. «In otto anni in Dda non mi era mai capitato. Le minacce e la scorta le ho avute da quando ho iniziato a trattare le demolizioni» ha ammesso. «Siamo arrivati a 120 demolizioni all’anno, il triplo rispetto a qualche anno fa – ha precisato – e quasi tutte a costo zero». La vera sfida è contrastare l’illegalità di chi, soprattutto tra le piccole e medie imprese, «lavora in nero e di conseguenza sversa in nero» ha spiegato Fragliasso auspicando una «rivoluzione culturale» come soluzione al problema più della nuova legge, che da maggio ha introdotto il reato di disastro ambientale, perché è «una normativa con luci e ombre e non è la panacea di tutti i mali come sembra». La Procura di Giovanni Colangelo e la Procura generale di Luigi Riello lavorano in sinergia con le altre procure del distretto per attuare un coordinamento e dare priorità agli ecoreati. Nell’ottica del protocollo di intesa siglato con la città metropolitana di Napoli e di un tavolo con la Prefettura si punta molto sulla formazione di magistrati e investigatori sempre più specializzati, i nuovi detective ambientali. (Viviana Lanza – Il Mattino)

La presenza di Gigi D’Alessio al tavolo di un convegno al Palazzo di Giustizia di Napoli, seduto tra i massimi esponenti degli uffici giudiziari cittadini ed esperti di reati ambientali, ha scatenato polemiche e frizioni tra gli avvocati. Tanto che il convegno è cominciato con ritardo e il presidente dell’Unione giovani penalisti, Gennaro Demetrio Paipais, tra gli organizzatori dell’evento assieme all’associazione degli studenti di Giurisprudenza, non ha potuto evitare di dare qualche spiegazione: «Alcune istituzioni forensi non hanno gradito la presenza di Gigi D’Alessio perché a loro dire è indagato e hanno cercato, per questo, di far saltare il convegno». «Dimenticano il principio di presunzione di innocenza – ha aggiunto – Volete sapere perché D’Alessio è indagato? Per aver strattonato un fotografo in casa sua» e ha concluso definendo «strumentali» le contestazioni di una parte della classe forense. La sala Auditorium del Tribunale era gremita. D’Alessio non è intervenuto sulle polemiche, limitandosi al racconto della propria esperienza di impegno per la Terra dei Fuochi e ostacoli incontrati. «Ho fatto da testimonial, organizzato concerti e spettacoli per raccogliere fondi – ha spiegato – Dopo il concerto alla Reggia di Caserta abbiamo raccolto più di 500mila euro eppure il giorno dopo ci hanno detto che avevamo inquinato con le bottiglie di plastica. Abbiamo acquistato un’ambulanza per l’emergenza neonatale donata all’ospedale di Caserta, la più attrezzata d’Europa, e scopro che ora, dopo il gossip sul mio nome cancellato, è inutilizzata e non se ne capisce il motivo, e spero tanto che nessun bambino ne abbia mai bisogno» e ha aggiunto amareggiato: «Fatto sta che dopo quel gossip dalle aziende con cui avevo iniziato a fare un discorso di impegno per il territorio e per le bonifiche ho ricevuto solo rifiuti». Di minacce invece ha parlato il procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, capo del pool di magistrati che indaga su reati ambientali. «In otto anni in Dda non mi era mai capitato. Le minacce e la scorta le ho avute da quando ho iniziato a trattare le demolizioni» ha ammesso. «Siamo arrivati a 120 demolizioni all’anno, il triplo rispetto a qualche anno fa – ha precisato – e quasi tutte a costo zero». La vera sfida è contrastare l’illegalità di chi, soprattutto tra le piccole e medie imprese, «lavora in nero e di conseguenza sversa in nero» ha spiegato Fragliasso auspicando una «rivoluzione culturale» come soluzione al problema più della nuova legge, che da maggio ha introdotto il reato di disastro ambientale, perché è «una normativa con luci e ombre e non è la panacea di tutti i mali come sembra». La Procura di Giovanni Colangelo e la Procura generale di Luigi Riello lavorano in sinergia con le altre procure del distretto per attuare un coordinamento e dare priorità agli ecoreati. Nell’ottica del protocollo di intesa siglato con la città metropolitana di Napoli e di un tavolo con la Prefettura si punta molto sulla formazione di magistrati e investigatori sempre più specializzati, i nuovi detective ambientali. (Viviana Lanza – Il Mattino)