Lotta contro le slot machine è guerra fra Capri e Anacapri

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Capri – «Limitare solo le slot e in maniera così drastica non risolve il problema del gioco patologico, perché oggi ci sono tante possibilità di giocare, magari restando a casa e puntando online. Insomma in questo modo il problema viene solo spostato e nascosto». Questo il pensiero del sindaco di Capri, Giovanni De Martino, che commenta ad Agipronews il provvedimento del suo “vicino di casa”, primo cittadino di Anacapri, Francesco Cerrotta, che da inizio anno ha, di fatto, vietato l’installazione di slot sul territorio. Un’isola “no-slot” soltanto a metà, dunque, con due amministrazioni che si spartiscono un territorio che conta poco più di 14 mila abitanti e che mostrano posizioni distanti. Da una parte il regolamento comunale anti-slot di Anacapri, sottoposto a referendum popolare, che include il divieto di installazione di apparecchi a distanza di 150 metri da luoghi sensibili e in vigore dal 1 gennaio scorso. Dall’altra una posizione decisamente più cauta. «Il sindaco di Anacapri ci ha invitato a seguire il loro esempio, ma noi non abbiamo preso ancora alcuna decisione – ha spiegato De Martino – Stiamo valutando le varie possibilità e dobbiamo avere un riscontro dal territorio. Bisogna trovare soluzioni che portino vantaggi e benefici e per questo stiamo considerando le ipotesi all’interno dell’amministrazione. Nelle prossime settimane – ha concluso il primo cittadino di Capri – avvieremo delle verifiche sul territorio per comprendere quante realtà so no coinvolte». Il divieto totale, dunque, secondo De Martino non serve: «Al momento non abbiamo risconti sul fatto che i giocatori si siano spostati per venire a giocare a Capri. Non credo sia così perché per giocare basta restare a casa e collegarsi con un pc. Stiamo facendo valutazioni sul territorio, – ha concluso – ma abbiamo perplessità che un provvedimento così restrittivo possa essere efficace». Negli ultimi mesi anche la regione Campania ha seguito l’esempio di altre realtà locali, dotandosi di leggi e regolamenti per “limitare” il gioco sul territorio. Proprio pochi giorni fa, infine, ha dato il proprio consenso per aderire al “Manifesto delle Regioni per la lotta alla ludopatia”, promosso dalla Regione Lombardia. Il Roma

Capri – «Limitare solo le slot e in maniera così drastica non risolve il problema del gioco patologico, perché oggi ci sono tante possibilità di giocare, magari restando a casa e puntando online. Insomma in questo modo il problema viene solo spostato e nascosto». Questo il pensiero del sindaco di Capri, Giovanni De Martino, che commenta ad Agipronews il provvedimento del suo "vicino di casa", primo cittadino di Anacapri, Francesco Cerrotta, che da inizio anno ha, di fatto, vietato l'installazione di slot sul territorio. Un'isola "no-slot" soltanto a metà, dunque, con due amministrazioni che si spartiscono un territorio che conta poco più di 14 mila abitanti e che mostrano posizioni distanti. Da una parte il regolamento comunale anti-slot di Anacapri, sottoposto a referendum popolare, che include il divieto di installazione di apparecchi a distanza di 150 metri da luoghi sensibili e in vigore dal 1 gennaio scorso. Dall'altra una posizione decisamente più cauta. «Il sindaco di Anacapri ci ha invitato a seguire il loro esempio, ma noi non abbiamo preso ancora alcuna decisione – ha spiegato De Martino – Stiamo valutando le varie possibilità e dobbiamo avere un riscontro dal territorio. Bisogna trovare soluzioni che portino vantaggi e benefici e per questo stiamo considerando le ipotesi all'interno dell'amministrazione. Nelle prossime settimane – ha concluso il primo cittadino di Capri – avvieremo delle verifiche sul territorio per comprendere quante realtà so no coinvolte». Il divieto totale, dunque, secondo De Martino non serve: «Al momento non abbiamo risconti sul fatto che i giocatori si siano spostati per venire a giocare a Capri. Non credo sia così perché per giocare basta restare a casa e collegarsi con un pc. Stiamo facendo valutazioni sul territorio, – ha concluso – ma abbiamo perplessità che un provvedimento così restrittivo possa essere efficace». Negli ultimi mesi anche la regione Campania ha seguito l'esempio di altre realtà locali, dotandosi di leggi e regolamenti per "limitare" il gioco sul territorio. Proprio pochi giorni fa, infine, ha dato il proprio consenso per aderire al "Manifesto delle Regioni per la lotta alla ludopatia", promosso dalla Regione Lombardia. Il Roma