Primarie PD Napoli in Campania guerra di ricorsi fra Bassolino e la Valente

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Primarie PD in Campania guerra di ricorsi fra Bassolino e la Valente Le primarie di Napoli diventano sempre più un caso nazionale. Ieri Guerini si è precipitato nel capoluogo campano e si è trovato davanti ad una guerra di ricorsi e ha dichiarato che non ci sarà una lista civica di Antonio Bassolino. Valeria Valente ha presentato un esposto contro i consiglieri ripresi mentre distribuivano denaro all’esterno dei seggi e chiede il video integrale. L’ex sindaco e presidente della Regione punta invece all’annullamento totale del voto e presenta un ricorso bis: «C’è stata una grave commistione tra l’organo di partito e quello di garanzia». Ma il dibattito politico tra i democratici è stato animato anche dalle dichiarazioni rilasciate da Massimo D’Alema: «Il Pd è finito in mano a un gruppetto di persone arroganti e autoreferenziali», ha accusato l’ex premier evocando lo spettro di una nuova scissione: «Sta crescendo un enorme malessere alla sinistra del Pd che si traduce in astensionismo, disaffezione, nuove liste, nuovi gruppi. Nessuno può escludere che alla fine qualcuno riesca a trasformare questo malessere in un nuovo partito» L’occasione per attaccare il Nazareno è offerta da un’intervista al Corriere della Sera che serve all’ex premier per criticare ogni passo del governo Renzi ma anche e soprattutto per contestare la gestione del partito. Il clima è quello della resa dei conti e D’Alema va giù duro: «Renzi ha reciso una parte fondamentale delle radici del Pd. Ha soffocato lo spirito dell’Ulivo. Anche la sua riforma elettorale si ispira a quella di Berlusconi». E ancora: «Dei fondatori non sanno che farsene. Ai capi del Pd non è passato per l’anticamera del cervello di consultarci una volta, in un momento così difficile. Io cosa dovrei fare? Cospargermi il capo di cenere e presentarmi al Nazareno in ginocchio a chiedere udienza a Guerini?». L’atto di accusa riguarda anche la minoranza del Pd, che farebbe troppo poco per correggere la rotta impressa da Renzi al partito. «Mi fanno ridere quelli che lanciano l’allarme sul partito della Nazione. Il partito della Nazione è già accaduto. Lo schema mi pare evidente: approfittare della crisi di Berlusconi per prenderne il posto. Ma è un’illusione». Il caos alle primarie di Napoli e Roma offre lo spunto per gettare benzina sul fuoco. E l’ex premier, che non punta su Giachetti ma su Massimo Bray, critica subito la scelta del presidente Pd Matteo Orfini e del vicesgretario Lorenzo Guerini di liquidare i presunti brogli e il ricorso su Napoli di Bassolino: «Hanno detto che il ricorso è respinto perché in ritardo? Siamo oltre l’arroganza. Siamo alla stupidità». Critiche e accuse che il gruppo dirigente del Pd rispedisce al mittente. Matteo Orfini ironizza sull’arroganza dell’ex premier: «Leggo che D’Alema mi disconosce perché sarei arrogante. Il che francamente non torna…». A prendere le distanze da una possibile scissione sono gli esponenti della minoranza dem che ieri hanno dato il via alla convention che si concluderà domani a San Martino in Campo. Roberto Speranza, che si candiderà alla segreteria Pd, è netto: «La nostra sfida è dentro il Pd, senza ambiguità». Sarcastico è il commento di Pier Luigi Bersani: «Ho letto su un retroscena che alla prossima direzione del Pd o c’è lealtà o le strade si divideranno. Oh, hai visto mai che Renzi voglia uscire dal Pd…»

Primarie PD in Campania guerra di ricorsi fra Bassolino e la Valente Le primarie di Napoli diventano sempre più un caso nazionale. Ieri Guerini si è precipitato nel capoluogo campano e si è trovato davanti ad una guerra di ricorsi e ha dichiarato che non ci sarà una lista civica di Antonio Bassolino. Valeria Valente ha presentato un esposto contro i consiglieri ripresi mentre distribuivano denaro all’esterno dei seggi e chiede il video integrale. L’ex sindaco e presidente della Regione punta invece all’annullamento totale del voto e presenta un ricorso bis: «C’è stata una grave commistione tra l’organo di partito e quello di garanzia». Ma il dibattito politico tra i democratici è stato animato anche dalle dichiarazioni rilasciate da Massimo D’Alema: «Il Pd è finito in mano a un gruppetto di persone arroganti e autoreferenziali», ha accusato l’ex premier evocando lo spettro di una nuova scissione: «Sta crescendo un enorme malessere alla sinistra del Pd che si traduce in astensionismo, disaffezione, nuove liste, nuovi gruppi. Nessuno può escludere che alla fine qualcuno riesca a trasformare questo malessere in un nuovo partito» L’occasione per attaccare il Nazareno è offerta da un’intervista al Corriere della Sera che serve all’ex premier per criticare ogni passo del governo Renzi ma anche e soprattutto per contestare la gestione del partito. Il clima è quello della resa dei conti e D’Alema va giù duro: «Renzi ha reciso una parte fondamentale delle radici del Pd. Ha soffocato lo spirito dell’Ulivo. Anche la sua riforma elettorale si ispira a quella di Berlusconi». E ancora: «Dei fondatori non sanno che farsene. Ai capi del Pd non è passato per l’anticamera del cervello di consultarci una volta, in un momento così difficile. Io cosa dovrei fare? Cospargermi il capo di cenere e presentarmi al Nazareno in ginocchio a chiedere udienza a Guerini?». L’atto di accusa riguarda anche la minoranza del Pd, che farebbe troppo poco per correggere la rotta impressa da Renzi al partito. «Mi fanno ridere quelli che lanciano l’allarme sul partito della Nazione. Il partito della Nazione è già accaduto. Lo schema mi pare evidente: approfittare della crisi di Berlusconi per prenderne il posto. Ma è un’illusione». Il caos alle primarie di Napoli e Roma offre lo spunto per gettare benzina sul fuoco. E l’ex premier, che non punta su Giachetti ma su Massimo Bray, critica subito la scelta del presidente Pd Matteo Orfini e del vicesgretario Lorenzo Guerini di liquidare i presunti brogli e il ricorso su Napoli di Bassolino: «Hanno detto che il ricorso è respinto perché in ritardo? Siamo oltre l'arroganza. Siamo alla stupidità». Critiche e accuse che il gruppo dirigente del Pd rispedisce al mittente. Matteo Orfini ironizza sull’arroganza dell’ex premier: «Leggo che D’Alema mi disconosce perché sarei arrogante. Il che francamente non torna…». A prendere le distanze da una possibile scissione sono gli esponenti della minoranza dem che ieri hanno dato il via alla convention che si concluderà domani a San Martino in Campo. Roberto Speranza, che si candiderà alla segreteria Pd, è netto: «La nostra sfida è dentro il Pd, senza ambiguità». Sarcastico è il commento di Pier Luigi Bersani: «Ho letto su un retroscena che alla prossima direzione del Pd o c’è lealtà o le strade si divideranno. Oh, hai visto mai che Renzi voglia uscire dal Pd…»