LETTERE DA PIANO DI SORRENTO IL LIBRO DI MIO CUGINO FRANCESCO

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LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
IL LIBRO DI MIO CUGINO FRANCESCO

L’Avv. F.S. Esposito, mio cugino, ha scritto, e recentemente pubblicato, il libro: “Un romanzo lungo tre secoli”. Sulla copertina sono effigiati un uomo e una donna, in abiti antichi, che si baciano: sono mio nonno, dottor Antonio Maresca, e mia nonna, Giovanna Ciampa, figlia del famoso armatore santanellese F.S. Ciampa.
Già dal titolo si sente il rumore del passato, ed infatti potremmo definire l’opera una carrellata storica sulla Penisola Sorrentina, dai primi decenni del Settecento, traverso vicende delle famiglie: Maresca di Mangiagalline, Colucci, Cosenza ed altre ad esse connesse, i Ciampa, i Lauro, etc.
Viene fuori un quadro storiografico veramente laborioso che copre numerose lacune, offerte da altri che si sono avventurati nella rappresentazione del Mezzogiorno d’Italia, ivi inclusa l’area napoletana. Da vero topo di biblioteca, l’autore compie un lavoro diligente, una ricerca minuziosa ed impegnata negli archivi napoletani, in quello storico della Chiesa di San Michele, nei registri parrocchiali ed attingendo anche da libri dell’Avv. De Angelis e del Rev. Amendola. Un lavoro certosino, dunque, che ha portato alla luce notizie misconosciute della nostra Penisola e delle famiglie richiamate, prima fra tutte i Maresca di Mangiagalline. Da indegno discendente, indegno perché affetto da una pigrizia congenita, ho appreso le mie origini e quelle dei miei antenati, origini squisitamente marinare. I Maresca di Mangiagalline sono stati principalmente naviganti, proprietari di navi, e poi, nel tempo, hanno espresso anche liberi professionisti: medici, notai, avvocati. Ho appreso, sempre grazie a mio cugino, l’origine del soprannome, distintivo della mia famiglia, i Mangiagalline, io l’avevo immaginata, come romanticamente la descrive il Rev. Amendola: nei personaggi locali di cultura che si riunivano seguendo una specie di filosofia peripatetica, con scampagnate “mangerecce”, dove il piatto di forza erano i famosi polli arrosto. Associavo, poi, quest’idea al fatto che mio padre, dottor. Michele Maresca era un divoratore di polli ed alla tradizione di famiglia, appassionata di pollame. Erano tantissimi i clienti di mio padre che gli regalavano polli e la fantasia mi portava a ricordare che, già nel Seicento, era prassi che un cliente, quando si recava da un professionista, medico, avvocato, notaio, si accompagnava con una pariglia di polli, da offrire al professionista. Che cosa fa Lorenzo Tramaglino, nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, quando si reca dall’Avv. Azzeccagarbugli? Gli porta una coppia di capponi. Riconosco che questa interpretazione ha un sapore romantico; in effetti, nel libro di Francesco Esposito, si profila, invece, una versione più realistica: il pollame vivo era un approvvigionamento necessario nelle stive delle navi per affrontare i lunghi viaggi e fornire traverso la carne fresca proteine e vitamine all’equipaggio, contro i pericoli dello scorbuto. Leggendo il libro di Francesco è inevitabile il raffronto con quello che tempo fa fu messo in circolazione dall’Amministrazione Ruggiero. Il libro “Un romanzo lungo tre secoli”, per le ricerche e ricostruzioni storiche, travolge quello sul “Piano di Sorrento”, pubblicato a suo tempo dal nostro Comune. Queste brevi note non costituiscono una recensione, ma sono un semplice e sincero compiacimento per un lavoro interessante, su pregevoli fonti di notizie che, nel descrivere le famiglie citate, mette nella giusta luce il Piano di Sorrento, nell’ambientazione storica del tempo. Sono certo che una migliore lettura da parte dei nostri concittadini darà il giusto valore al libro.

(avv. Augusto Maresca)LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
IL LIBRO DI MIO CUGINO FRANCESCO

L’Avv. F.S. Esposito, mio cugino, ha scritto, e recentemente pubblicato, il libro: “Un romanzo lungo tre secoli”. Sulla copertina sono effigiati un uomo e una donna, in abiti antichi, che si baciano: sono mio nonno, dottor Antonio Maresca, e mia nonna, Giovanna Ciampa, figlia del famoso armatore santanellese F.S. Ciampa.
Già dal titolo si sente il rumore del passato, ed infatti potremmo definire l’opera una carrellata storica sulla Penisola Sorrentina, dai primi decenni del Settecento, traverso vicende delle famiglie: Maresca di Mangiagalline, Colucci, Cosenza ed altre ad esse connesse, i Ciampa, i Lauro, etc.
Viene fuori un quadro storiografico veramente laborioso che copre numerose lacune, offerte da altri che si sono avventurati nella rappresentazione del Mezzogiorno d’Italia, ivi inclusa l’area napoletana. Da vero topo di biblioteca, l’autore compie un lavoro diligente, una ricerca minuziosa ed impegnata negli archivi napoletani, in quello storico della Chiesa di San Michele, nei registri parrocchiali ed attingendo anche da libri dell’Avv. De Angelis e del Rev. Amendola. Un lavoro certosino, dunque, che ha portato alla luce notizie misconosciute della nostra Penisola e delle famiglie richiamate, prima fra tutte i Maresca di Mangiagalline. Da indegno discendente, indegno perché affetto da una pigrizia congenita, ho appreso le mie origini e quelle dei miei antenati, origini squisitamente marinare. I Maresca di Mangiagalline sono stati principalmente naviganti, proprietari di navi, e poi, nel tempo, hanno espresso anche liberi professionisti: medici, notai, avvocati. Ho appreso, sempre grazie a mio cugino, l’origine del soprannome, distintivo della mia famiglia, i Mangiagalline, io l’avevo immaginata, come romanticamente la descrive il Rev. Amendola: nei personaggi locali di cultura che si riunivano seguendo una specie di filosofia peripatetica, con scampagnate “mangerecce”, dove il piatto di forza erano i famosi polli arrosto. Associavo, poi, quest’idea al fatto che mio padre, dottor. Michele Maresca era un divoratore di polli ed alla tradizione di famiglia, appassionata di pollame. Erano tantissimi i clienti di mio padre che gli regalavano polli e la fantasia mi portava a ricordare che, già nel Seicento, era prassi che un cliente, quando si recava da un professionista, medico, avvocato, notaio, si accompagnava con una pariglia di polli, da offrire al professionista. Che cosa fa Lorenzo Tramaglino, nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, quando si reca dall’Avv. Azzeccagarbugli? Gli porta una coppia di capponi. Riconosco che questa interpretazione ha un sapore romantico; in effetti, nel libro di Francesco Esposito, si profila, invece, una versione più realistica: il pollame vivo era un approvvigionamento necessario nelle stive delle navi per affrontare i lunghi viaggi e fornire traverso la carne fresca proteine e vitamine all’equipaggio, contro i pericoli dello scorbuto. Leggendo il libro di Francesco è inevitabile il raffronto con quello che tempo fa fu messo in circolazione dall’Amministrazione Ruggiero. Il libro “Un romanzo lungo tre secoli”, per le ricerche e ricostruzioni storiche, travolge quello sul “Piano di Sorrento”, pubblicato a suo tempo dal nostro Comune. Queste brevi note non costituiscono una recensione, ma sono un semplice e sincero compiacimento per un lavoro interessante, su pregevoli fonti di notizie che, nel descrivere le famiglie citate, mette nella giusta luce il Piano di Sorrento, nell’ambientazione storica del tempo. Sono certo che una migliore lettura da parte dei nostri concittadini darà il giusto valore al libro.

(avv. Augusto Maresca)

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