Verona-Sampdoria (ore 18) Del Neri-Montella pensano alla salevzza

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Fattore Bentegodi: a qualcosa bisogna pur aggrapparsi. Soprattutto ora che, per il Verona, è arrivato il momento di fare i conti con sé stesso. Saranno almeno ventimila, i tifosi questa sera, a chiedere una vittoria contro la Sampdoria adesso che si avvicina il punto di non ritorno del campionato gialloblù. Steccare nell’anticipo odierno sarebbe come auto-condannarsi alla retrocessione. Un peccato, chiuderla così in anticipo, perché l’Hellas ha gran parte degli scontri diretti da giocare in casa. «Poi abbiamo ritrovato la giusta mentalità», assicura Gigi De Neri alla vigilia. «Sappiamo che ogni partita può considerarsi l’ultima spiaggia per noi». Delicato quanto basta, l’appuntamento di oggi, lo è anche per la Sampdoria. Montella non usa mezzi termini, anche se parla col sorriso sulle labbra: «E’ una partita da vivere o morire…». 
 
REBIC CON TONI. Il Verona, nel ritorno, almeno tra le mura domestiche si è dato una propria fisionomia. Al punto da avere un rendimento da zona Champions: otto punti nelle ultime quattro gare al Bentegodi. Oggi c’è da infilzare a tutti i costi una Samp che fuori casa ha sempre incassato gol. Toccherà farlo senza Pazzini, uno dall’illustre trascorso doriano costretto alla tribuna perché squalificato. «Rebic può avere un’occasione importante», spiega Del Neri svelando di fatto l’unico dubbio della vigilia. «Dobbiamo cercare di lasciarci alle spalle gli episodi negativi della partita. E non farci condizionare: adesso ogni punto pesa tremendamente. Ma la squadra sta migliorando, ora l’attenzione va a un avversario come la Sampdoria che concede poco. La salvezza per noi rimane un’opportunità concreta. La sconfitta di Udine non ci ha in nessun modo tolto certezze». Intanto anche Del Neri ritrova il proprio passato: quella Sampdoria capace di spingersi fino ai preliminari di Champions League nel 2010, per poi retrocedere in B l’anno dopo. Lo stesso rischio che ora i blucerchiati vogliono scongiurare, dopo essere tornati alla vittoria – un inedito nel girone di ritorno – con il Frosinone domenica scorsa. 
 
TABU’ TRASFERTA. Se l’Hellas in casa si è nettamente ripreso, la Sampdoria deve fare i conti con il problema opposto: la sua versione da viaggio è bruttina, spesso disordinata e poco efficace: l’ultima vittoria esterna risale allo scorso maggio, escludendo il derby – per le statistiche giocato in casa del Genoa – alla vigilia dell’Epifania. «Non possiamo sbagliare atteggiamento: davanti abbiamo una squadra che, per qualità, non rispecchia l’ultimo posto», dice Montella, che andrà alla carica con Cassano e Alvarez, insieme a Quagliarella. «Ho le idee chiare sulla formazione, vista la squalifica di Correa: ci sono uomini con caratteristiche diverse. E dobbiamo trarre il massimo, altrimenti sarò molto critico con la squadra». Molte soluzioni, comunque, per l’Aeroplanino e non solo nel tridente. A centrocampo resta l’abbondanza, anche se non ci sarà Jacopo Sala, ex Verona, passato giusto un mese fa alla corte doriana. 

fonte:corrieredellosport

Fattore Bentegodi: a qualcosa bisogna pur aggrapparsi. Soprattutto ora che, per il Verona, è arrivato il momento di fare i conti con sé stesso. Saranno almeno ventimila, i tifosi questa sera, a chiedere una vittoria contro la Sampdoria adesso che si avvicina il punto di non ritorno del campionato gialloblù. Steccare nell'anticipo odierno sarebbe come auto-condannarsi alla retrocessione. Un peccato, chiuderla così in anticipo, perché l'Hellas ha gran parte degli scontri diretti da giocare in casa. «Poi abbiamo ritrovato la giusta mentalità», assicura Gigi De Neri alla vigilia. «Sappiamo che ogni partita può considerarsi l'ultima spiaggia per noi». Delicato quanto basta, l'appuntamento di oggi, lo è anche per la Sampdoria. Montella non usa mezzi termini, anche se parla col sorriso sulle labbra: «E' una partita da vivere o morire…». 
 
REBIC CON TONI. Il Verona, nel ritorno, almeno tra le mura domestiche si è dato una propria fisionomia. Al punto da avere un rendimento da zona Champions: otto punti nelle ultime quattro gare al Bentegodi. Oggi c'è da infilzare a tutti i costi una Samp che fuori casa ha sempre incassato gol. Toccherà farlo senza Pazzini, uno dall'illustre trascorso doriano costretto alla tribuna perché squalificato. «Rebic può avere un'occasione importante», spiega Del Neri svelando di fatto l'unico dubbio della vigilia. «Dobbiamo cercare di lasciarci alle spalle gli episodi negativi della partita. E non farci condizionare: adesso ogni punto pesa tremendamente. Ma la squadra sta migliorando, ora l'attenzione va a un avversario come la Sampdoria che concede poco. La salvezza per noi rimane un'opportunità concreta. La sconfitta di Udine non ci ha in nessun modo tolto certezze». Intanto anche Del Neri ritrova il proprio passato: quella Sampdoria capace di spingersi fino ai preliminari di Champions League nel 2010, per poi retrocedere in B l'anno dopo. Lo stesso rischio che ora i blucerchiati vogliono scongiurare, dopo essere tornati alla vittoria – un inedito nel girone di ritorno – con il Frosinone domenica scorsa. 
 
TABU' TRASFERTA. Se l'Hellas in casa si è nettamente ripreso, la Sampdoria deve fare i conti con il problema opposto: la sua versione da viaggio è bruttina, spesso disordinata e poco efficace: l'ultima vittoria esterna risale allo scorso maggio, escludendo il derby – per le statistiche giocato in casa del Genoa – alla vigilia dell'Epifania. «Non possiamo sbagliare atteggiamento: davanti abbiamo una squadra che, per qualità, non rispecchia l'ultimo posto», dice Montella, che andrà alla carica con Cassano e Alvarez, insieme a Quagliarella. «Ho le idee chiare sulla formazione, vista la squalifica di Correa: ci sono uomini con caratteristiche diverse. E dobbiamo trarre il massimo, altrimenti sarò molto critico con la squadra». Molte soluzioni, comunque, per l'Aeroplanino e non solo nel tridente. A centrocampo resta l'abbondanza, anche se non ci sarà Jacopo Sala, ex Verona, passato giusto un mese fa alla corte doriana. 

fonte:corrieredellosport