Lettere da Piano di Sorrento. Quando il referendum fallisce in partenza

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Il 17 aprile p.v. si svolgerà il referendum “sulle trivelle”, lo ha stabilito il Governo e il Presidente della Repubblica. Quanti ne sono a conoscenza ed a quanti interessa? Un altro referendum destinato al fallimento, perché sarà difficile raggiungere il quorum per la sua riuscita. Se vincesse il “sì” si potrebbero fermare le trivelle dopo la scadenza delle concessioni. Degli 8 quesiti referendari proposti inizialmente è scampato solo questo, perché gli altri temi sarebbero rimasti assorbiti dalla Legge di Stabilità, varata dal Governo. Si è ottenuto, con questo strumento popolare, soltanto un contentino di fronte all’ennesimo attentato all’eco-sistema: scavare negli abissi marini, perché “l’oro nero” possa continuare ad arricchire società petrolifere e multinazionali. Ed il popolo, beneficiario del diritto ad esprimersi liberamente, una volta tanto senza condizionamenti né pressioni da parte degli aspiranti alle poltrone, resta fuori dai giochi. Ma che ne volete? È il Paese di diritto dei “dritti”, delle leggi ad personam, delle leggi accomodate in Parlamento per favorire gli amici e per frodare il popolo. E dire che, nel prossimo mese di maggio, si svolgono le elezioni amministrative e si sarebbero potute accorpare al referendum, rappresentando una maggiore possibilità di successo per il quesito referendario; infatti la gente che va a votare per un parente o per un amico nella competizione per la poltrona di Sindaco si trovava facendo e poteva esprimersi anche per il referendum. Tutto questo non può avvenire perché vi è un decreto del 2011 che vieta l’accorpamento. Così i referendari restano legalmente fregati e con loro tutti noi. Poco importa tutelare l’Ambiente, avanzano i mostri dell’economia, le multinazionali cui fa gola “l’oro nero”, anche a scapito della salute. Esistono già 106 piattaforme petrolifere nel nostro mare e chi potrà fermarle? Anni fa il referendum sulla caccia e sui pesticidi fu boicottato dai cacciatori e oggi è stato scoperto un pesticida altamente cancerogeno in alcune marche di birra e chissà in quante altre sostanze alimentari. Questo è il nostro Belpaese che faremmo meglio a chiamare “Malpaese”. (avv. Augusto Maresca)

Il 17 aprile p.v. si svolgerà il referendum “sulle trivelle”, lo ha stabilito il Governo e il Presidente della Repubblica. Quanti ne sono a conoscenza ed a quanti interessa? Un altro referendum destinato al fallimento, perché sarà difficile raggiungere il quorum per la sua riuscita. Se vincesse il “sì” si potrebbero fermare le trivelle dopo la scadenza delle concessioni. Degli 8 quesiti referendari proposti inizialmente è scampato solo questo, perché gli altri temi sarebbero rimasti assorbiti dalla Legge di Stabilità, varata dal Governo. Si è ottenuto, con questo strumento popolare, soltanto un contentino di fronte all’ennesimo attentato all’eco-sistema: scavare negli abissi marini, perché “l’oro nero” possa continuare ad arricchire società petrolifere e multinazionali. Ed il popolo, beneficiario del diritto ad esprimersi liberamente, una volta tanto senza condizionamenti né pressioni da parte degli aspiranti alle poltrone, resta fuori dai giochi. Ma che ne volete? È il Paese di diritto dei “dritti”, delle leggi ad personam, delle leggi accomodate in Parlamento per favorire gli amici e per frodare il popolo. E dire che, nel prossimo mese di maggio, si svolgono le elezioni amministrative e si sarebbero potute accorpare al referendum, rappresentando una maggiore possibilità di successo per il quesito referendario; infatti la gente che va a votare per un parente o per un amico nella competizione per la poltrona di Sindaco si trovava facendo e poteva esprimersi anche per il referendum. Tutto questo non può avvenire perché vi è un decreto del 2011 che vieta l’accorpamento. Così i referendari restano legalmente fregati e con loro tutti noi. Poco importa tutelare l’Ambiente, avanzano i mostri dell’economia, le multinazionali cui fa gola “l’oro nero”, anche a scapito della salute. Esistono già 106 piattaforme petrolifere nel nostro mare e chi potrà fermarle? Anni fa il referendum sulla caccia e sui pesticidi fu boicottato dai cacciatori e oggi è stato scoperto un pesticida altamente cancerogeno in alcune marche di birra e chissà in quante altre sostanze alimentari. Questo è il nostro Belpaese che faremmo meglio a chiamare “Malpaese”. (avv. Augusto Maresca)