Oscar finalmente vince Leonardo Di Caprio, trionfa anche il nostro Ennio Morricone

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Leonardo Di Caprio riesce finalmente a vincere l’ Oscar, lo avevamo previsto, come tanti, la sua interpretazione, vista al rinnovato cinema Armida di Sorrento, di “Revenant” , era fatta su misura per cercare l’ambito riconoscimento, Di Caprio recitava con la forza e l’energia del disperato, recitava con gli occhi, voleva, doveva, vincere . Ennio Morricone ha vinto l’Oscar per la colonna sonora del film di Quentin Tarantino “The Hateful Eight”. Tutti se lo aspettavano, lo annuncia sul palco del Dolby Theatre l’amico Quincy Jones: “The winner is Ennio, il mio fratellino”. Il maestro, 87 anni, è alla sesta nomination e alla prima vittoria di una carriera leggendaria. Ha già vinto un Oscar per il complesso dell’opera anni fa, ma la sua commozione resta grande. Sale sul palco al braccio del figlio Giovanni, tutta la sala lo applaude in piedi. Morricone ringrazia Tarantino, il produttore Harvey Weinstein, il suo principale concorrente in questa gara, “lo stimato John Williams”, e dedica il premio alla moglie Maria, la compagna di una vita.Oscar Accademy Awards, la sfilata sul red carpet “Spotlight”, il film sull’inchiesta dei giornalisti del “Boston Globe” sullo scandalo dei preti pedofili nella chiesa cattolica americana, è il miglior film. Sono in tanti a ritirare il premio, tra produttori, regista e attori. “E’ un riconoscimento che dà voce ai sopravvissuti e questa voce arriverà al Vaticano”, dice il produttore Michael Sugar. Poi l’appello a Papa Francesco: “Ora proteggi i bambini”. Alejandro G. Inarritu si conferma ancora una volta il miglior regista dell’anno: dopo “Birdman” vince l’Oscar per “Revenant”, e nel discorso di ringraziamento coinvolge il suo protagonista DiCaprio e tutto il team di un’opera realizzata in condizioni estreme, ai limiti delle umane possibilità. Ma gli uomini sono capaci di imprese impossibili, spiega, e dunque vale sempre la pena di provarci. E finalmente tocca a lui, a Leonardo DiCaprio, conquistare dopo anni di grandi performance ingiustamente trascurate dall’Academy, l’Oscar come miglior attore protagonista: il suo discorso è un appello vibrante alla tutela della natura e del clima minacciati dalle violenze dell’uomo, il suo “grazie” va ai registi che lo hanno formato, come Scorsese, e soprattutto alla mamma che lo ha accompagnato sul tappeto rosso. Poche sorprese per la migliore attrice. Brie Larson di “Room”, da sempre indicata tra i favoriti di questa edizione, vince facilmente nel ruolo di una donna segregata con il figlio per anni in uno scantinato. Con un autentico colpo di scena nel cuore dello show è salito sul palco il vicepresidente degli Stati Uniti John Biden. Accolto da una standing ovation, ha voluto portare all’Oscar un messaggio contro la violenza sessuale nei college. “Dobbiamo difendere le centinaia di vittime, uomini e donne, che subiscono abusi di ogni tipo”, ha scandito introducendo la performance di Lady Gaga, che al piano ha cantato con grinta e con passione il brano composto per denunciare lo stupro subito anni fa. Il premio all’attrice non protagonista va ad Alicia Vikander per “Danish Girl”: “Ringrazio mia madre che mi ha sempre spronato, convincendomi che avrei potuto farcela”. Mark Rylance è il miglior attore non protagonista del bel film di Spielberg sulla Guerra Fredda, “Il ponte delle spie”. Ha recitato accanto a “un maestro” come Tom Hanks e la cosa lo riempie di orgoglio: “Ora grazie a lui mi riconoscono per strada”. E’ cominciata con un premio a alla sceneggiatura di “Spotlight”, la lunga notte degli Oscar. Il film di Tom McCarthy ha sbaragliato la concorrenza, mentre il riconoscimento per il migliore adattamento (dal libro di Michael Lewis) va a Charles Randolph e Adam McKay per “La grande scommessa”, l’adrenalico racconto di come è nata la crisi finanziaria del 2007. Il conduttore Chris Rock ha aperto la serata, come tutti si aspettavano, ironizzando sull’esclusione degli attori di colore dalle candidature di quest’anno. La polemica sugli Oscar “troppo bianchi” ha tenuito banco nelle ultime settimane e il comico afroamericano ne ha fatto il leit motiv di tutti i suoi interventi. Jenny Beavan vince per i costumi di “Mad Max: Fury Road” e per come è vestita, con un chiodo nero borchiato e sciarpa sbrindellata, sembra appena uscita dal set. Allo stesso film vanno gli altri cinque premi tecnici: per la scenografia si dividono la statuetta Colin Gibson e Lisa Thompson, per il trucco i vincitori sono tre, Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin, per il montaggio sale sul palco del Dolby Theatre Margaret Sixel, mentre per il montaggio sonoro festeggiano Mark Mangini e David White, i più emozionati, e per il miglior sonoro il trio Jenkins-Rudloff-Osmo. Emmanuel Lubezki si aggiudica invece l’Oscar per la fotografia di “Revenant”, i migliori effetti speciali sono del film “Ex machina” di Alex Garland. Scontata la vittoria di “Inside Out”, un capolavoro nel suo genere, tra i lungometraggi d’animazione. Il miglior corto animato è “A bear story”, che porta per la prima volta l’Oscar in Cile. Tra i documentari la spunta “Amy”, il commovente racconto della vita e della tragica fine di Amy Winehouse; il miglior corto del settore è “A girl in the river” sui femminicidi in Pakistan della regista Sharmeen Obaid-Chinoy, che chiede dal palco dell’Academy leggi più giuste a tutela delle donne. Pronostico rispettato per il film straniero: vince “Son of Saul” dell’ungherese Laszlo Nemes. Nell’omaggio ai personaggi del cinema scomparsi quest’anno c’è anche Ettore Scola, sulle immagini ha suonato la chitarra Dave Grohl, il leader dei Foo Fighters. Sul red carpet più famoso del mondo la solita folla delle grandi occasioni. Nell’orgia di pizzi, merletti, lustrini e spacchi inguinali, la più elegante è Charlotte Rampling in lamé d’argento, la più statuaria Charlize Theron in rosso imperiale, la più bizzarra Lady Gaga, con un abito candido rigido come un sipario. Fuori, straordinarie misure di sicurezza: tre i livelli di controllo cui sono stati sottoposti gli invitati allo show. All’evento si sono collegate in diretta 225 televisioni nel mondo, in Italia lo hanno trasmesso Sky Cinema e TV8. La parola d’ordine è stata cambiamento. Novità. Gli ascolti in calo dell’anno scorso (37 milioni di spettatori, record negativo) hanno fatto correre ai ripari i producers della rete Abc: lo spettacolo, lungo di suo più di cinque ore, ha cercato di uscire dall’ordinario tran tran rivoluzionando la scaletta dei premi e i ringraziamenti di rito.

Leonardo Di Caprio riesce finalmente a vincere l' Oscar, lo avevamo previsto, come tanti, la sua interpretazione, vista al rinnovato cinema Armida di Sorrento, di "Revenant" , era fatta su misura per cercare l'ambito riconoscimento, Di Caprio recitava con la forza e l'energia del disperato, recitava con gli occhi, voleva, doveva, vincere . Ennio Morricone ha vinto l'Oscar per la colonna sonora del film di Quentin Tarantino "The Hateful Eight". Tutti se lo aspettavano, lo annuncia sul palco del Dolby Theatre l'amico Quincy Jones: "The winner is Ennio, il mio fratellino". Il maestro, 87 anni, è alla sesta nomination e alla prima vittoria di una carriera leggendaria. Ha già vinto un Oscar per il complesso dell'opera anni fa, ma la sua commozione resta grande. Sale sul palco al braccio del figlio Giovanni, tutta la sala lo applaude in piedi. Morricone ringrazia Tarantino, il produttore Harvey Weinstein, il suo principale concorrente in questa gara, "lo stimato John Williams", e dedica il premio alla moglie Maria, la compagna di una vita.Oscar Accademy Awards, la sfilata sul red carpet "Spotlight", il film sull'inchiesta dei giornalisti del "Boston Globe" sullo scandalo dei preti pedofili nella chiesa cattolica americana, è il miglior film. Sono in tanti a ritirare il premio, tra produttori, regista e attori. "E' un riconoscimento che dà voce ai sopravvissuti e questa voce arriverà al Vaticano", dice il produttore Michael Sugar. Poi l'appello a Papa Francesco: "Ora proteggi i bambini". Alejandro G. Inarritu si conferma ancora una volta il miglior regista dell'anno: dopo "Birdman" vince l'Oscar per "Revenant", e nel discorso di ringraziamento coinvolge il suo protagonista DiCaprio e tutto il team di un'opera realizzata in condizioni estreme, ai limiti delle umane possibilità. Ma gli uomini sono capaci di imprese impossibili, spiega, e dunque vale sempre la pena di provarci. E finalmente tocca a lui, a Leonardo DiCaprio, conquistare dopo anni di grandi performance ingiustamente trascurate dall'Academy, l'Oscar come miglior attore protagonista: il suo discorso è un appello vibrante alla tutela della natura e del clima minacciati dalle violenze dell'uomo, il suo "grazie" va ai registi che lo hanno formato, come Scorsese, e soprattutto alla mamma che lo ha accompagnato sul tappeto rosso. Poche sorprese per la migliore attrice. Brie Larson di "Room", da sempre indicata tra i favoriti di questa edizione, vince facilmente nel ruolo di una donna segregata con il figlio per anni in uno scantinato. Con un autentico colpo di scena nel cuore dello show è salito sul palco il vicepresidente degli Stati Uniti John Biden. Accolto da una standing ovation, ha voluto portare all'Oscar un messaggio contro la violenza sessuale nei college. "Dobbiamo difendere le centinaia di vittime, uomini e donne, che subiscono abusi di ogni tipo", ha scandito introducendo la performance di Lady Gaga, che al piano ha cantato con grinta e con passione il brano composto per denunciare lo stupro subito anni fa. Il premio all'attrice non protagonista va ad Alicia Vikander per "Danish Girl": "Ringrazio mia madre che mi ha sempre spronato, convincendomi che avrei potuto farcela". Mark Rylance è il miglior attore non protagonista del bel film di Spielberg sulla Guerra Fredda, "Il ponte delle spie". Ha recitato accanto a "un maestro" come Tom Hanks e la cosa lo riempie di orgoglio: "Ora grazie a lui mi riconoscono per strada". E' cominciata con un premio a alla sceneggiatura di "Spotlight", la lunga notte degli Oscar. Il film di Tom McCarthy ha sbaragliato la concorrenza, mentre il riconoscimento per il migliore adattamento (dal libro di Michael Lewis) va a Charles Randolph e Adam McKay per "La grande scommessa", l'adrenalico racconto di come è nata la crisi finanziaria del 2007. Il conduttore Chris Rock ha aperto la serata, come tutti si aspettavano, ironizzando sull'esclusione degli attori di colore dalle candidature di quest'anno. La polemica sugli Oscar "troppo bianchi" ha tenuito banco nelle ultime settimane e il comico afroamericano ne ha fatto il leit motiv di tutti i suoi interventi. Jenny Beavan vince per i costumi di "Mad Max: Fury Road" e per come è vestita, con un chiodo nero borchiato e sciarpa sbrindellata, sembra appena uscita dal set. Allo stesso film vanno gli altri cinque premi tecnici: per la scenografia si dividono la statuetta Colin Gibson e Lisa Thompson, per il trucco i vincitori sono tre, Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin, per il montaggio sale sul palco del Dolby Theatre Margaret Sixel, mentre per il montaggio sonoro festeggiano Mark Mangini e David White, i più emozionati, e per il miglior sonoro il trio Jenkins-Rudloff-Osmo. Emmanuel Lubezki si aggiudica invece l'Oscar per la fotografia di "Revenant", i migliori effetti speciali sono del film "Ex machina" di Alex Garland. Scontata la vittoria di "Inside Out", un capolavoro nel suo genere, tra i lungometraggi d'animazione. Il miglior corto animato è "A bear story", che porta per la prima volta l'Oscar in Cile. Tra i documentari la spunta "Amy", il commovente racconto della vita e della tragica fine di Amy Winehouse; il miglior corto del settore è "A girl in the river" sui femminicidi in Pakistan della regista Sharmeen Obaid-Chinoy, che chiede dal palco dell'Academy leggi più giuste a tutela delle donne. Pronostico rispettato per il film straniero: vince "Son of Saul" dell'ungherese Laszlo Nemes. Nell'omaggio ai personaggi del cinema scomparsi quest'anno c'è anche Ettore Scola, sulle immagini ha suonato la chitarra Dave Grohl, il leader dei Foo Fighters. Sul red carpet più famoso del mondo la solita folla delle grandi occasioni. Nell'orgia di pizzi, merletti, lustrini e spacchi inguinali, la più elegante è Charlotte Rampling in lamé d'argento, la più statuaria Charlize Theron in rosso imperiale, la più bizzarra Lady Gaga, con un abito candido rigido come un sipario. Fuori, straordinarie misure di sicurezza: tre i livelli di controllo cui sono stati sottoposti gli invitati allo show. All'evento si sono collegate in diretta 225 televisioni nel mondo, in Italia lo hanno trasmesso Sky Cinema e TV8. La parola d'ordine è stata cambiamento. Novità. Gli ascolti in calo dell'anno scorso (37 milioni di spettatori, record negativo) hanno fatto correre ai ripari i producers della rete Abc: lo spettacolo, lungo di suo più di cinque ore, ha cercato di uscire dall'ordinario tran tran rivoluzionando la scaletta dei premi e i ringraziamenti di rito.