Roma show doppietta del Faraone

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E sono sei di fila. La sesta vittoria, che Spalletti ha conquistato a casa sua, vale la Champions almeno per due notti. Fiorentina scavalcata, Napoli a 4 punti, Juventus a 5. Lunedì sera, comunque vada, non sarà questa la classifica, ma certo la Roma ha dato un annuncio forte e chiaro a tutto il campionato. Non è stato facile vincere a Empoli perché, come aveva detto l’ex empolese Spalletti, la Roma ha incontrato una squadra che non smette mai di giocare. E infatti prima del 3-1 finale di El Shaarawy, ne ha sofferto il palleggio dal centrocampo fino al limite della sua area. Ma quando stava rischiando di prendere il gol del 2-2, per la forte pressione dell’Empoli, la Roma ha piazzato il colpo definitivo in contropiede. Non è stato facile perché se a Giampaolo mancavano mezza difesa e Saponara, a Spalletti sono saltati all’ultimo minuto Manolas, Dzeko e Florenzi, in panchina per disturbi di vario tipo. E’ stato più facile, alla fine, perché Stephan El Shaarawy, l’acquisto di gennaio, ha trasformato la partita in una sua conquista personale, prima doppietta con la nuova maglia, al quarto gol in cinque partite da titolare. Spalletti ha cambiato la Roma e la Roma potrebbe cambiare il campionato di tutti. Vincere partite così, spezzate e decise da un contropiede ben fatto, giocando con spirito e senza presunzione, è un segnale chiaro. 
 
SCHIERAMENTI UGUALI. I due allenatori avevano deciso di giocarsela con lo stesso schema di gioco. Rombo per l’Empoli, rombo per la Roma. Con una differenza: Perotti, il trequartista, aveva molto spazio ai fianchi per la posizione larga di Salah ed El Shaarawy, quello spazio e quella posizione che l’ex genoano ha sfruttato in occasione del primo gol. Perotti ha accolto la palla che arrivava da dietro in piena libertà, fra le due linee, per l’assenza di Paredes. E’ stato semplice trovare El Shaarawy a 30 metri dalla porta e l’ex monegasco ha fatto partire il suo primo siluro, con Cosic lento a chiudere e con Skorupski fuori porta. 
IL GIOCO DELL’EMPOLI. Erano passati appena 5 minuti, la squadra di Giampaolo ha preso subito l’iniziativa, anche se faticava a far nascere il gioco con Paredes, forse emozionato contro la sua ex, di sicuro più titubante del solito. La Roma aveva un lato più debole, quello di destra occupato da Maicon e poco più avanti da Pjanic e lì si infilavano, come al solito, Mario Rui, Croce e Maccarone. Il pareggio è arrivato con un cross teso di Mario Rui respinto morbido da Szczesny sulla faccia di Zukanovic. Maicon aveva sbagliato a ritardare la chiusura sul terzino empolese. Non era stata fortunata in quell’occasione, ma un altro episodio ha riportato la Roma in vantaggio. Episodio consueto, si può dire, visto che la rete del 2-1 è arrivata con una punizione di Pjanic ribattuta dalla barriera e rispedita in rete dallo stesso bosniaco.  
 
SOFFERENZA E VITTORIA. Per metà ripresa, la Roma ha sofferto l’Empoli sul piano della corsa e della manovra. Stava cedendo Maicon sulla destra, stava mollando Pjanic, l’ingresso di Buchel (con lo spostamento di Croce nel ruolo di trequartista) al posto di Krunic ha alzato il livello della qualità, ma all’Empoli serviva una maggiore presenza in area di rigore. E’ stato il momento decisivo della partita e la Roma lo ha capito. Adesso c’erano spazi per far partire il contropiede con due scattisti come El Shaarawy e Salah che, fino a quel momento, si era visto solo nel filmatino mostrato il giorno prima da Spalletti. El Shaarawy ha dato il via all’azione, Salah l’ha conclusa non tanto bene, Skorupski ha respinto ancora peggio, sui piedi dell’ex attaccante del Monaco, tocco, gol, vittoria e sorpasso sulla Fiorentina. Sul 2-1, nel momento migliore dell’Empoli, Giampaolo aveva già messo Livaja e poi Mchedlidze, ma preso il terzo gol la sua squadra si è fermata. Non tutti però perché Mario Rui è andato a calpestare Rüdiger beccando il secondo giallo al 4′ di recupero. Come si dice da queste parti, una bischerata. 

 

E sono sei di fila. La sesta vittoria, che Spalletti ha conquistato a casa sua, vale la Champions almeno per due notti. Fiorentina scavalcata, Napoli a 4 punti, Juventus a 5. Lunedì sera, comunque vada, non sarà questa la classifica, ma certo la Roma ha dato un annuncio forte e chiaro a tutto il campionato. Non è stato facile vincere a Empoli perché, come aveva detto l’ex empolese Spalletti, la Roma ha incontrato una squadra che non smette mai di giocare. E infatti prima del 3-1 finale di El Shaarawy, ne ha sofferto il palleggio dal centrocampo fino al limite della sua area. Ma quando stava rischiando di prendere il gol del 2-2, per la forte pressione dell’Empoli, la Roma ha piazzato il colpo definitivo in contropiede. Non è stato facile perché se a Giampaolo mancavano mezza difesa e Saponara, a Spalletti sono saltati all’ultimo minuto Manolas, Dzeko e Florenzi, in panchina per disturbi di vario tipo. E’ stato più facile, alla fine, perché Stephan El Shaarawy, l’acquisto di gennaio, ha trasformato la partita in una sua conquista personale, prima doppietta con la nuova maglia, al quarto gol in cinque partite da titolare. Spalletti ha cambiato la Roma e la Roma potrebbe cambiare il campionato di tutti. Vincere partite così, spezzate e decise da un contropiede ben fatto, giocando con spirito e senza presunzione, è un segnale chiaro. 
 
SCHIERAMENTI UGUALI. I due allenatori avevano deciso di giocarsela con lo stesso schema di gioco. Rombo per l’Empoli, rombo per la Roma. Con una differenza: Perotti, il trequartista, aveva molto spazio ai fianchi per la posizione larga di Salah ed El Shaarawy, quello spazio e quella posizione che l’ex genoano ha sfruttato in occasione del primo gol. Perotti ha accolto la palla che arrivava da dietro in piena libertà, fra le due linee, per l’assenza di Paredes. E’ stato semplice trovare El Shaarawy a 30 metri dalla porta e l’ex monegasco ha fatto partire il suo primo siluro, con Cosic lento a chiudere e con Skorupski fuori porta. 
IL GIOCO DELL’EMPOLI. Erano passati appena 5 minuti, la squadra di Giampaolo ha preso subito l’iniziativa, anche se faticava a far nascere il gioco con Paredes, forse emozionato contro la sua ex, di sicuro più titubante del solito. La Roma aveva un lato più debole, quello di destra occupato da Maicon e poco più avanti da Pjanic e lì si infilavano, come al solito, Mario Rui, Croce e Maccarone. Il pareggio è arrivato con un cross teso di Mario Rui respinto morbido da Szczesny sulla faccia di Zukanovic. Maicon aveva sbagliato a ritardare la chiusura sul terzino empolese. Non era stata fortunata in quell’occasione, ma un altro episodio ha riportato la Roma in vantaggio. Episodio consueto, si può dire, visto che la rete del 2-1 è arrivata con una punizione di Pjanic ribattuta dalla barriera e rispedita in rete dallo stesso bosniaco.  
 
SOFFERENZA E VITTORIA. Per metà ripresa, la Roma ha sofferto l’Empoli sul piano della corsa e della manovra. Stava cedendo Maicon sulla destra, stava mollando Pjanic, l’ingresso di Buchel (con lo spostamento di Croce nel ruolo di trequartista) al posto di Krunic ha alzato il livello della qualità, ma all’Empoli serviva una maggiore presenza in area di rigore. E’ stato il momento decisivo della partita e la Roma lo ha capito. Adesso c’erano spazi per far partire il contropiede con due scattisti come El Shaarawy e Salah che, fino a quel momento, si era visto solo nel filmatino mostrato il giorno prima da Spalletti. El Shaarawy ha dato il via all’azione, Salah l’ha conclusa non tanto bene, Skorupski ha respinto ancora peggio, sui piedi dell’ex attaccante del Monaco, tocco, gol, vittoria e sorpasso sulla Fiorentina. Sul 2-1, nel momento migliore dell’Empoli, Giampaolo aveva già messo Livaja e poi Mchedlidze, ma preso il terzo gol la sua squadra si è fermata. Non tutti però perché Mario Rui è andato a calpestare Rüdiger beccando il secondo giallo al 4' di recupero. Come si dice da queste parti, una bischerata. 

 

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