Juve -Inter ALLEGRI «Torniamo a vincere»

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Pensiero soltanto allo scudetto e agli altri traguardi della stagione, non al futuro. Massimiliano Allegri mette da parte i discorsi sul domani, non regala certezze o novità ma resta focalizzato esclusivamente sul presente della Juventus e sugli obiettivi da raggiungere. E chiude l’argomento con una battuta: «Sono alla Juve, non ho capito perché mi volete mandare via…».  
Prima aveva inquadrato la questione così: «Si è detto tanto sul Chelsea ma alla fine quello che ho in testa io non lo sa nessuno: decide Allegri dove andare, come ho sempre fatto. Sono contento di essere alla Juve, stiamo lavorando per dare un futuro a questa squadra, per vincere il quinto scudetto consecutivo, che ci farebbe rimanere nella storia, per andare in finale di coppa Italia per il secondo anno consecutivo e per prenderci la qualificazione ai quarti di Champions League».  
Nei giorni scorsi l’ad bianconero Marotta si era portato avanti assicurando che al tecnico bianconero verrò proposto il prolungamento del contratto che scade nel 2017. «Sono parole che mi fanno assolutamente piacere – riconosce -, perché ho sempre detto che qui sto bene ma ho anche detto che non era il periodo per parlare di queste cose. Arriverà il momento per parlare e delineare il futuro, con la società non ci sono mai stati problemi. La Juve è una delle squadre più importanti d’Europa». E ancora: «In questo momento in testa non ho assolutamente niente. Non ho pensato al futuro perché è troppo importante finire la stagione nel migliore dei modi. La Nazionale? Ci sono allenatori che hanno più esperienza di me per fare il Commissario tecnico e poi c’è Conte fino all’Europeo, poi vedremo». 

TRE OBIETTIVI. Max si concentra, dunque, sul presente. «Abbiamo tre obiettivi in una settimana – spiega -: vincere contro l’Inter per tornare al successo dopo due pareggi con Bologna e Bayern Monaco. Rimanere in testa al campionato e, terzo, guadagnare la finale di coppa Italia per la seconda volta consecutiva. Non abbiamo tempo quindi per pensare alla Champions League». Contro i nerazzurri di Mancini «sarà una partita difficile perché sono una squadra molto fisica, che ha fatto un ottimo inizio di stagione. Non mi aspettavo la frenata, gli sono mancati un po’ i risultati, ma non ha perso le qualità ed è ancora in corsa per il terzo posto, non è tagliata fuori. E’ il derby d’Italia, la classifica non conta». Allegri allarga l’orizzonte: «In generale, il campionato è ancora molto aperto, non è solo questione tra Juve e Napoli; Roma e Fiorentina sono vicine, ci sono dodici partite da giocare quindi non si può dire che sia un campionato chiuso. E non parliamo di Napoli e Higuain in crisi, sono a un punto da noi». 
 
COPPA. Con l’Inter ci saranno due incroci in quattro giorni: «All’andata avrebbe potuto affossarci ma i ragazzi hanno avuto una reazione importante, hanno giocato una partita da grande squadra in un momento di difficoltà. Ecco perché c’erano tutte le prerogative perché la squadra ritornasse a fare bene; nessuno si sarebbe immaginato 15 vittorie consecutive però le qualità per tornare a lottare per lo scudetto c’erano per forza». 
 
CHAMPIONS. Ora testa al campionato, solo a tempo debito si penserà al ritorno con il Bayern: «L’altra sera ero arrabbiato per il primo tempo. Per giocare in Europa a certi livelli bisogna migliorare la tecnica e la velocità di passaggio, non si puo’ pensare di giocare solo partite fisiche. Soprattutto incontrando squadre di altissimo livello Bayern, Barcellona e Real Madrid la palla viaggia a 130 all’ora. Martedì è stato un test importante per una squadra che ha cambiato dieci giocatori per vedere a che punto eravamo. Visti i margini che abbiamo dobbiamo lavorare su questo».  

fonte:corrieredellosport

 
Pensiero soltanto allo scudetto e agli altri traguardi della stagione, non al futuro. Massimiliano Allegri mette da parte i discorsi sul domani, non regala certezze o novità ma resta focalizzato esclusivamente sul presente della Juventus e sugli obiettivi da raggiungere. E chiude l'argomento con una battuta: «Sono alla Juve, non ho capito perché mi volete mandare via…».  
Prima aveva inquadrato la questione così: «Si è detto tanto sul Chelsea ma alla fine quello che ho in testa io non lo sa nessuno: decide Allegri dove andare, come ho sempre fatto. Sono contento di essere alla Juve, stiamo lavorando per dare un futuro a questa squadra, per vincere il quinto scudetto consecutivo, che ci farebbe rimanere nella storia, per andare in finale di coppa Italia per il secondo anno consecutivo e per prenderci la qualificazione ai quarti di Champions League».  
Nei giorni scorsi l'ad bianconero Marotta si era portato avanti assicurando che al tecnico bianconero verrò proposto il prolungamento del contratto che scade nel 2017. «Sono parole che mi fanno assolutamente piacere – riconosce -, perché ho sempre detto che qui sto bene ma ho anche detto che non era il periodo per parlare di queste cose. Arriverà il momento per parlare e delineare il futuro, con la società non ci sono mai stati problemi. La Juve è una delle squadre più importanti d'Europa». E ancora: «In questo momento in testa non ho assolutamente niente. Non ho pensato al futuro perché è troppo importante finire la stagione nel migliore dei modi. La Nazionale? Ci sono allenatori che hanno più esperienza di me per fare il Commissario tecnico e poi c'è Conte fino all'Europeo, poi vedremo». 

TRE OBIETTIVI. Max si concentra, dunque, sul presente. «Abbiamo tre obiettivi in una settimana – spiega -: vincere contro l'Inter per tornare al successo dopo due pareggi con Bologna e Bayern Monaco. Rimanere in testa al campionato e, terzo, guadagnare la finale di coppa Italia per la seconda volta consecutiva. Non abbiamo tempo quindi per pensare alla Champions League». Contro i nerazzurri di Mancini «sarà una partita difficile perché sono una squadra molto fisica, che ha fatto un ottimo inizio di stagione. Non mi aspettavo la frenata, gli sono mancati un po' i risultati, ma non ha perso le qualità ed è ancora in corsa per il terzo posto, non è tagliata fuori. E' il derby d'Italia, la classifica non conta». Allegri allarga l'orizzonte: «In generale, il campionato è ancora molto aperto, non è solo questione tra Juve e Napoli; Roma e Fiorentina sono vicine, ci sono dodici partite da giocare quindi non si può dire che sia un campionato chiuso. E non parliamo di Napoli e Higuain in crisi, sono a un punto da noi». 
 
COPPA. Con l'Inter ci saranno due incroci in quattro giorni: «All'andata avrebbe potuto affossarci ma i ragazzi hanno avuto una reazione importante, hanno giocato una partita da grande squadra in un momento di difficoltà. Ecco perché c'erano tutte le prerogative perché la squadra ritornasse a fare bene; nessuno si sarebbe immaginato 15 vittorie consecutive però le qualità per tornare a lottare per lo scudetto c'erano per forza». 
 
CHAMPIONS. Ora testa al campionato, solo a tempo debito si penserà al ritorno con il Bayern: «L'altra sera ero arrabbiato per il primo tempo. Per giocare in Europa a certi livelli bisogna migliorare la tecnica e la velocità di passaggio, non si puo' pensare di giocare solo partite fisiche. Soprattutto incontrando squadre di altissimo livello Bayern, Barcellona e Real Madrid la palla viaggia a 130 all'ora. Martedì è stato un test importante per una squadra che ha cambiato dieci giocatori per vedere a che punto eravamo. Visti i margini che abbiamo dobbiamo lavorare su questo».  

fonte:corrieredellosport