Napoli. Esame per avvocato, bufera sui temi copiati. La denuncia: identico il 20% degli scritti

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L’accusa è pesante: la più antica dell’arte italica – e in questo caso soprattutto partenopea – quella dell’arrangiarsi, avrebbe contaminato anche gli avvocati. Presenti e futuri, esaminandi ed esaminatori: giacché il sospetto che gli ultimi esami scritti svolti alcune settimane fa a Napoli per superare l’esame di Stato che consente di indossare la toga forense sarebbero stati taroccati. Da chi? Mistero. Si apre un vero e proprio giallo su quanto una fonte anonima ha denunciato al «Corriere del Mezzogiorno». Copia copiella: il 20 per cento degli elaborati finora scrutinati – questa è la notizia – risulterebbe copiato. Tutto in copia conforme, insomma. Apriti cielo. Insorge il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, che oggi ha convocato in Tribunale una conferenza stampa per dire la sua. Prendono le distanze alcuni esaminatori, i quali affermano che non si possono tirare somme affrettate prima ancora di avere un quadro complessivo delle cose. Al centro restano loro: gli aspiranti avvocati, neolaureati e attempati dottori che comunque hanno coltivato il sogno di realizzarsi professionalmente seguendo una missione sulle orme dei «maestri» Orefice, Pansini, Siniscalchi, Leone, Botti, eccetera eccetera. Napoli vanta da sempre una tradizione di eccellenze forensi. Un vanto che – e questo va detto – nemmeno recenti scandali riconducibili a una gestione del passato recente legata a una gestione allegra degli esami è mai riuscita a scalfire. Cautela: ecco la parola d’ordine. A seguirla è anche il presidente del Tribunale di Napoli, Ettore Ferrara, che dice: «Non ho alcuna comunicazione ufficiale al riguardo. A me, insomma, non risulta niente». Usare il condizionale, insomma, di fronte a una vicenda tanto delicata che mette in gioco non solo il rigore e la professionalità di chi è chiamato a far rispettare le regole ma anche l’onestà intellettuale della stragrande maggioranza di chi si sottopone a una prova d’esame di Stato, resta obbligatorio. Ma ricapitoliamo. A far scoppiare il caso è la notizia che alla quarta settimana di correzione degli elaborati dei candidati di Napoli alla professione di avvocato, il 20 per cento di essi risulterebbe copiato. Il concorso potrebbe insomma finire in Procura (anche se al momento non ci sono conferme di esposti) fino – nell’ipotesi peggiore – ad essere annullato. Accade tutto a Milano, sede di corte d’Appello, che quest’anno esamina gli elaborati dei candidati di Napoli alla professione di avvocato. Alla quarta settimana di correzione il 20 per cento degli elaborati risulta copiato». Il ministero dell’Interno è stato avvisato; i compiti fino a oggi risultati sospetti sarebbero stati addirittura già annullati. L’Ordine degli avvocati di Napoli conta oltre 14mila iscritti, con una media di circa un migliaio di nuovi iscritti ogni anno, anche se da quando è stata resa obbligatoria anche l’iscrizione alla cassa ci sono state diverse cancellazioni. Un problema che pone la categoria è quello dell’accesso alla professione per via del fatto che si moltiplicano le offerte formative con università telematiche e che la facoltà non è a numero chiuso, magari si potrebbe specializzare i corsi di studio in modo da dividere già durante il percorso di studi chi vuol fare l’avvocato da chi vuole lavorare nella pubblica amministrazione o diventare notaio o magistrato. Esiste una legge – la 247 del 2012 – che ha disciplinato la professione prevedendo modifiche anche per l’esame di stato ma un decreto «mille proroghe» ne ha rimandato l’entrata in vigore al 2017. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino) 

L’accusa è pesante: la più antica dell’arte italica – e in questo caso soprattutto partenopea – quella dell’arrangiarsi, avrebbe contaminato anche gli avvocati. Presenti e futuri, esaminandi ed esaminatori: giacché il sospetto che gli ultimi esami scritti svolti alcune settimane fa a Napoli per superare l’esame di Stato che consente di indossare la toga forense sarebbero stati taroccati. Da chi? Mistero. Si apre un vero e proprio giallo su quanto una fonte anonima ha denunciato al «Corriere del Mezzogiorno». Copia copiella: il 20 per cento degli elaborati finora scrutinati – questa è la notizia – risulterebbe copiato. Tutto in copia conforme, insomma. Apriti cielo. Insorge il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, che oggi ha convocato in Tribunale una conferenza stampa per dire la sua. Prendono le distanze alcuni esaminatori, i quali affermano che non si possono tirare somme affrettate prima ancora di avere un quadro complessivo delle cose. Al centro restano loro: gli aspiranti avvocati, neolaureati e attempati dottori che comunque hanno coltivato il sogno di realizzarsi professionalmente seguendo una missione sulle orme dei «maestri» Orefice, Pansini, Siniscalchi, Leone, Botti, eccetera eccetera. Napoli vanta da sempre una tradizione di eccellenze forensi. Un vanto che – e questo va detto – nemmeno recenti scandali riconducibili a una gestione del passato recente legata a una gestione allegra degli esami è mai riuscita a scalfire. Cautela: ecco la parola d’ordine. A seguirla è anche il presidente del Tribunale di Napoli, Ettore Ferrara, che dice: «Non ho alcuna comunicazione ufficiale al riguardo. A me, insomma, non risulta niente». Usare il condizionale, insomma, di fronte a una vicenda tanto delicata che mette in gioco non solo il rigore e la professionalità di chi è chiamato a far rispettare le regole ma anche l’onestà intellettuale della stragrande maggioranza di chi si sottopone a una prova d’esame di Stato, resta obbligatorio. Ma ricapitoliamo. A far scoppiare il caso è la notizia che alla quarta settimana di correzione degli elaborati dei candidati di Napoli alla professione di avvocato, il 20 per cento di essi risulterebbe copiato. Il concorso potrebbe insomma finire in Procura (anche se al momento non ci sono conferme di esposti) fino – nell’ipotesi peggiore – ad essere annullato. Accade tutto a Milano, sede di corte d’Appello, che quest’anno esamina gli elaborati dei candidati di Napoli alla professione di avvocato. Alla quarta settimana di correzione il 20 per cento degli elaborati risulta copiato». Il ministero dell’Interno è stato avvisato; i compiti fino a oggi risultati sospetti sarebbero stati addirittura già annullati. L’Ordine degli avvocati di Napoli conta oltre 14mila iscritti, con una media di circa un migliaio di nuovi iscritti ogni anno, anche se da quando è stata resa obbligatoria anche l’iscrizione alla cassa ci sono state diverse cancellazioni. Un problema che pone la categoria è quello dell’accesso alla professione per via del fatto che si moltiplicano le offerte formative con università telematiche e che la facoltà non è a numero chiuso, magari si potrebbe specializzare i corsi di studio in modo da dividere già durante il percorso di studi chi vuol fare l’avvocato da chi vuole lavorare nella pubblica amministrazione o diventare notaio o magistrato. Esiste una legge – la 247 del 2012 – che ha disciplinato la professione prevedendo modifiche anche per l’esame di stato ma un decreto «mille proroghe» ne ha rimandato l’entrata in vigore al 2017. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)