Hamsik: «Napoli grande, questa eliminazione è immeritata. Fuori dalla coppa a testa alta, concentriamoci sul campionato»

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«Usciamo a testa alta, abbiamo solo tanta sfortuna in questo periodo». Non era una montagna il Villarreal. E Marek Hamsik ha guidato con coraggio la scalata. «Ci tenevamo, ma non facciamo un dramma anche se questa eliminazione brucia perché è immeritata». Hamsik, e chi sennò? Poteva segnare qualcun altro a questa squadra con le maglie color giallo canarino? No, solo lui. Sempre lui, la bestia nera del Villarreal. Capace in carriera di far 4 gol in sei gare al Sottomarino giallo. Ed è normale, dunque, che sia lo slovacco a rompere l’equilibrio, ma anche il ghiaccio, con uno di quelli che una volta si chiamava «eurogol» e che per vederli dovevi aspettare notte fonda. E spesso quella del giorno dopo. Qui invece il destro rabbioso di Marek lo si ammira in diretta e tutti i ventimila del San Paolo capiscono in anticipo che quella parabola perfetta, sganciata dal limite dell’area, sarebbe finita esattamente a fil di palo. È il gol che restituisce serenità e sicurezza al Napoli che dopo 17 minuti (il numero magico dello slovacco) mette le cose in pari con il Villarreal. Quel gesto al pubblico, poi, è più che una dichiarazione d’amore: allarga le braccia e le muove orizzontalmente. Da buon slovacco ormai napoletano è chiaro il messaggio: «basta, basta». Basta probabilmente con i musi lunghi per qualche sua prova così così e che hanno provocato qualche mormorio di troppo; basta con qualche brusio fuori luogo per qualche suo passaggio non proprio precisissimo. Insomma, il capitano fa pace col suo pubblico, magari ce ne fosse bisogno. E poi lancia un bacio verso la tribuna, in direzione dei suoi amici di Pineta Mare. Un gol inutile, peccato. «In queste ultime settimane abbiamo affrontato grandi squadre, facendo sempre bella figura. Dopo aver preso il gol non siamo riusciti nell’impresa di farne altri due. Noi volevamo andare avanti ma abbiamo dato il massimo. Da adesso in poi c’è solo il campionato», dice ancora il capitano azzurro. La notte si è messa di traverso. E il gol non rende felice una notte che non può esserlo.«Brucia, brucia tanto questo risultato. Anche perché non è un risultato giusto. Noi eravamo certi che a passare il turno saremmo stati noi». Hamisk, già. Chi poteva far gol se non lui, dicevamo:a nessuna squadra non italiana ha fatto gol come al Villarreal. Quando vede il giallo della squadra valenciana, deve ogni volta aggiornare il pallottoliere: il primo il 24 febbraio del 2011, praticamente 5 anni fa, al Madrigal. Una rete che, anche quella volta, illuse il Napoli. E poi andato a segno in entrambi i match di Champions dell’edizione 11/12, compreso nella notte storica in cui vincendo in Spagna per 2-0 gli azzurri festeggiarono lo storico accesso agli ottavi. Dunque, Marek. Non faceva gol dalla sfida con la Sampdoria il 24 gennaio a Marassi e in questa edizione dell’Europa League solo col Bruges, nel 5-0 della prima giornata della fase eliminatoria, era riuscito a segnare. In totale, con 34 presenze in EuroLeague, sono 8 i gol che ha complessivamente segnato. Più tre in Champions. E su 11, ben 4 solo al Villarreal. Marek è un campione gigantesco, soprattutto di completezza: piedi memorabili, visione di gioco panoramica e istantanea, forza fisica spaventosa, eleganza innata, senso della posizione. Qualche volta la mente si offusca: per i tanti impegni uno dietro l’altro, per le pressioni dell’ambiente, per l’idea che il Napoli è in lotta per lo scudetto. Ieri è tornato ai suoi livelli. «Non è giusto andare fuori così, è stata solo sfortuna», ripete ancora. (Pino Taormina – Il Mattino)  

«Usciamo a testa alta, abbiamo solo tanta sfortuna in questo periodo». Non era una montagna il Villarreal. E Marek Hamsik ha guidato con coraggio la scalata. «Ci tenevamo, ma non facciamo un dramma anche se questa eliminazione brucia perché è immeritata». Hamsik, e chi sennò? Poteva segnare qualcun altro a questa squadra con le maglie color giallo canarino? No, solo lui. Sempre lui, la bestia nera del Villarreal. Capace in carriera di far 4 gol in sei gare al Sottomarino giallo. Ed è normale, dunque, che sia lo slovacco a rompere l’equilibrio, ma anche il ghiaccio, con uno di quelli che una volta si chiamava «eurogol» e che per vederli dovevi aspettare notte fonda. E spesso quella del giorno dopo. Qui invece il destro rabbioso di Marek lo si ammira in diretta e tutti i ventimila del San Paolo capiscono in anticipo che quella parabola perfetta, sganciata dal limite dell’area, sarebbe finita esattamente a fil di palo. È il gol che restituisce serenità e sicurezza al Napoli che dopo 17 minuti (il numero magico dello slovacco) mette le cose in pari con il Villarreal. Quel gesto al pubblico, poi, è più che una dichiarazione d’amore: allarga le braccia e le muove orizzontalmente. Da buon slovacco ormai napoletano è chiaro il messaggio: «basta, basta». Basta probabilmente con i musi lunghi per qualche sua prova così così e che hanno provocato qualche mormorio di troppo; basta con qualche brusio fuori luogo per qualche suo passaggio non proprio precisissimo. Insomma, il capitano fa pace col suo pubblico, magari ce ne fosse bisogno. E poi lancia un bacio verso la tribuna, in direzione dei suoi amici di Pineta Mare. Un gol inutile, peccato. «In queste ultime settimane abbiamo affrontato grandi squadre, facendo sempre bella figura. Dopo aver preso il gol non siamo riusciti nell’impresa di farne altri due. Noi volevamo andare avanti ma abbiamo dato il massimo. Da adesso in poi c’è solo il campionato», dice ancora il capitano azzurro. La notte si è messa di traverso. E il gol non rende felice una notte che non può esserlo.«Brucia, brucia tanto questo risultato. Anche perché non è un risultato giusto. Noi eravamo certi che a passare il turno saremmo stati noi». Hamisk, già. Chi poteva far gol se non lui, dicevamo:a nessuna squadra non italiana ha fatto gol come al Villarreal. Quando vede il giallo della squadra valenciana, deve ogni volta aggiornare il pallottoliere: il primo il 24 febbraio del 2011, praticamente 5 anni fa, al Madrigal. Una rete che, anche quella volta, illuse il Napoli. E poi andato a segno in entrambi i match di Champions dell’edizione 11/12, compreso nella notte storica in cui vincendo in Spagna per 2-0 gli azzurri festeggiarono lo storico accesso agli ottavi. Dunque, Marek. Non faceva gol dalla sfida con la Sampdoria il 24 gennaio a Marassi e in questa edizione dell’Europa League solo col Bruges, nel 5-0 della prima giornata della fase eliminatoria, era riuscito a segnare. In totale, con 34 presenze in EuroLeague, sono 8 i gol che ha complessivamente segnato. Più tre in Champions. E su 11, ben 4 solo al Villarreal. Marek è un campione gigantesco, soprattutto di completezza: piedi memorabili, visione di gioco panoramica e istantanea, forza fisica spaventosa, eleganza innata, senso della posizione. Qualche volta la mente si offusca: per i tanti impegni uno dietro l’altro, per le pressioni dell’ambiente, per l’idea che il Napoli è in lotta per lo scudetto. Ieri è tornato ai suoi livelli. «Non è giusto andare fuori così, è stata solo sfortuna», ripete ancora. (Pino Taormina – Il Mattino)  

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