Salerno Movimento Cinque Stelle sfiduciato Oreste Agosto

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di Mattia A. Carpinelli La Città SALERNO È finita con urla, pianti, una mozione di sfiducia e più di un accenno a rissa, tra attivisti e attivisti e parlamentari ed attivisti, l’assemblea che il Movimento 5 Stelle ha tenuto ieri sera al centro sociale di Pastena, convocata in maniera irrituale ed autonoma dal parlamentare Girolamo Pisano senza comunicarlo agli altri colleghi, come invece è sempre avvenuto, attraverso una mail. Prima dell’appuntamento nella struttura di via Cantarella, c’era stato un incontro tra i 33 candidati, il candidato sindaco Oreste Agosto e di rappresentanti dei tre meetup cittadini (Michele Maffei, Luca Possanza, Luca Di Giuseppe, Catello Lambiase e Pasquale Cimino) per esaminare la lista dei candidati alla luce delle defezioni e dei passi indietro che si erano registrati nelle scorse settimane. E di questo, in origine, si sarebbe dovuto discutere ieri sera. Ma le cose sono andate diversamente. Ad innescare la miccia di un dibattito più che acceso è stata la mozione di sfiducia presentata da almeno sei candidati e letta in assemblea da Roberto Lombardi nella quale, in sostanza, è stato disconosciuto il ruolo dell’avvocato anti-Crescent che già prima dell’election day del 7 febbraio al cinema San Demetrio avrebbe cercato di far saltare il voto, tentando in ogni modo di arrivare ad una designazione che lo favorisse. «Ha violato i doveri di legalità e trasparenza»: questa la dura accusa lanciata da una parte di candidati e di attivisti con cui è stata motivata la richiesta di fare un passo indietro dando così la possibilità di ricercare un nuovo candidato sindaco, anche al di fuori del M5S. «Non ho mai minacciato nessuno – è stata la difesa di Agosto – state giocando con la mia dignità e il mio lavoro. In questi giorni sono stato letteralmente massacrato. Se io non sono legittimato – ha attaccato – allora non lo sono neanche tutti gli altri candidati». Parole durissime che hanno generato la reazione di Nicola Vernieri, che ha annunciato di ritirare la sua candidatura, facendo lievitare così il numero dei fuoriusciti, che adesso salgono a sette. Ma a lanciare accuse contro lui sono stati anche i parlamentari Angelo Tofalo e Silvia Giordano. Il primo, che ha apertamente contestato la scelta di Pisano di convocare l’assemblea, bollando il tutto come un “blitz” antidemocratico, sarebbe anche l’autore di un sms, indirizzato e letto in assemblea da Agosto, nel quale si comunicava seccamente che non era più il candidato sindaco dei grillini. All’indirizzo di Pisano sono state rivolte anche le parole di Nicola Provenza. «Chi in questi mesi ha operato in maniera scomposta deve assumersi le responsabilità di questa frattura. Non tollero che qualcuno getti ombre su di me». Mentre la Giordano, in un intervento lungo, accorato e commosso, ha raccontato di come Agosto, a urne ancora aperte, non solo avesse chiamato a raccolta gli elettori ma avrebbe anche sostenuto che se non fosse stato lui il candidato sindaco, sarebbe stato il primo nemico dell’altro competitor, Nicola Provenza. «Spero – ha detto la parlamentare grillina – di non sentire mai più queste parole. A questo punto – ha aggiunto – è meglio se ci ritiriamo». Un pensiero condiviso anche dal senatore Andrea Cioffi. «Abbiamo buttato al vento questi mesi. A questo punto andiamocene a casa se non siamo in grado di affrontare questa sfida. Se non siamo umili – ha proseguito – non andiamo da nessuna parte». Dopo otto mesi di percorso adesso il rischio di non vedere la lista del Movimento 5 Stelle ai nastri di partenza delle imminenti elezioni amministrative a questo punto può diventare una realtà concreta

di Mattia A. Carpinelli La Città SALERNO È finita con urla, pianti, una mozione di sfiducia e più di un accenno a rissa, tra attivisti e attivisti e parlamentari ed attivisti, l’assemblea che il Movimento 5 Stelle ha tenuto ieri sera al centro sociale di Pastena, convocata in maniera irrituale ed autonoma dal parlamentare Girolamo Pisano senza comunicarlo agli altri colleghi, come invece è sempre avvenuto, attraverso una mail. Prima dell’appuntamento nella struttura di via Cantarella, c’era stato un incontro tra i 33 candidati, il candidato sindaco Oreste Agosto e di rappresentanti dei tre meetup cittadini (Michele Maffei, Luca Possanza, Luca Di Giuseppe, Catello Lambiase e Pasquale Cimino) per esaminare la lista dei candidati alla luce delle defezioni e dei passi indietro che si erano registrati nelle scorse settimane. E di questo, in origine, si sarebbe dovuto discutere ieri sera. Ma le cose sono andate diversamente. Ad innescare la miccia di un dibattito più che acceso è stata la mozione di sfiducia presentata da almeno sei candidati e letta in assemblea da Roberto Lombardi nella quale, in sostanza, è stato disconosciuto il ruolo dell’avvocato anti-Crescent che già prima dell’election day del 7 febbraio al cinema San Demetrio avrebbe cercato di far saltare il voto, tentando in ogni modo di arrivare ad una designazione che lo favorisse. «Ha violato i doveri di legalità e trasparenza»: questa la dura accusa lanciata da una parte di candidati e di attivisti con cui è stata motivata la richiesta di fare un passo indietro dando così la possibilità di ricercare un nuovo candidato sindaco, anche al di fuori del M5S. «Non ho mai minacciato nessuno – è stata la difesa di Agosto – state giocando con la mia dignità e il mio lavoro. In questi giorni sono stato letteralmente massacrato. Se io non sono legittimato – ha attaccato – allora non lo sono neanche tutti gli altri candidati». Parole durissime che hanno generato la reazione di Nicola Vernieri, che ha annunciato di ritirare la sua candidatura, facendo lievitare così il numero dei fuoriusciti, che adesso salgono a sette. Ma a lanciare accuse contro lui sono stati anche i parlamentari Angelo Tofalo e Silvia Giordano. Il primo, che ha apertamente contestato la scelta di Pisano di convocare l’assemblea, bollando il tutto come un “blitz” antidemocratico, sarebbe anche l’autore di un sms, indirizzato e letto in assemblea da Agosto, nel quale si comunicava seccamente che non era più il candidato sindaco dei grillini. All’indirizzo di Pisano sono state rivolte anche le parole di Nicola Provenza. «Chi in questi mesi ha operato in maniera scomposta deve assumersi le responsabilità di questa frattura. Non tollero che qualcuno getti ombre su di me». Mentre la Giordano, in un intervento lungo, accorato e commosso, ha raccontato di come Agosto, a urne ancora aperte, non solo avesse chiamato a raccolta gli elettori ma avrebbe anche sostenuto che se non fosse stato lui il candidato sindaco, sarebbe stato il primo nemico dell’altro competitor, Nicola Provenza. «Spero – ha detto la parlamentare grillina – di non sentire mai più queste parole. A questo punto – ha aggiunto – è meglio se ci ritiriamo». Un pensiero condiviso anche dal senatore Andrea Cioffi. «Abbiamo buttato al vento questi mesi. A questo punto andiamocene a casa se non siamo in grado di affrontare questa sfida. Se non siamo umili – ha proseguito – non andiamo da nessuna parte». Dopo otto mesi di percorso adesso il rischio di non vedere la lista del Movimento 5 Stelle ai nastri di partenza delle imminenti elezioni amministrative a questo punto può diventare una realtà concreta