La Racca e alcuni Politici, ostacolano la Fascia C in Parafarmacia mentre nasce la moda dei Bar nelle Farmacie

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Ufficio Stampa Libere Parafarmacie Italiane
18/02/2016

In merito alle nuove Frontiere di sviluppo del retail, e cioè della nuova moda di inserire i Bar nelle Farmacie, (Link:http://retailwatch.it/Retail/Scenari/Febbraio-2016/Le-nuove-frontiere-di-sviluppo-del-retail-farmacia.aspx),
Ruggiero Presidente delle Libere Parafarmacie Italiane, rilascia un suo comunicato:

Non ci vedo niente di “etico” nel dare un servizio ai clienti come quello di vendere Brioche e Cappuccini, anzi provo solo tanta “tristezza” nel scorgere ancora manovre atte a distruggere il ruolo fondamentale della “farmacia” e cioè quello di dispensare “salute”.

La Racca e alcuni politici, stanno ostacolando da 10 (DIECI) anni a questa parte l’ingresso dei farmaci di Fascia C nelle parafarmacie, giustificandosi che le Parafarmacie non sono un luogo sicuro per il Cittadino, dimenticandosi o facendo finta di dimenticare che nelle Parafarmacie vige la presenza di un Laureato in Farmacia e poi siamo costretti a vedere questo “scempio” della categoria, autorizzato in primis dalla stessa Racca.

Per anni siamo stati costretti a digerire commenti sterili come quelli del ministro Lorenzin che hanno sempre messo in discussione la presenza dei farmaci nei supermercati, che affiancano la frutta e la verdura e poi ci accorgiamo che probabilmente le farmacie, vogliono magari portare i supermercati nelle loro attività. Ora con il Bar, ma abbiamo anche visto casi di vendita di Gelati, birre speciali ecc. ecc.
Anche se fossero ambienti separati e mi auguro che lo siano, come quello indicato nel Link, e come avviene d’altronte nei supermercati (dove i farmaci sono separati da altri ambienti), è una scelta senza gusto, brutta, che non mi sarei mai sognato di realizzare.

Invito, termina così il suo comunicato Ruggiero, Tutti i politici, in queste ultime fasi decisive del Ddl concorrenza di fare le proprie scelte valorizzando il professionista e non il luogo, in quanto, con l’ingresso dei capitali, con i casi di abusivismo professionale e adesso con le ultime frontiere del retail, abbiamo capito Tutti che il Luogo non è indice di sicurezza, solo il Farmacista è garante della salute pubblica del cittadino.
La Fascia C, ricordo non è un costo per lo stato, inserirla nelle Parafarmacie può significare Tanti posti di Lavoro, valorizzare la figura del farmacista e far risparmiare il Cittadino, cliente finale. Tutto rispettando le condizioni di sicurezza.
Non facciamoci del male costruendoci la concorrenza sul “cappuccino”, o magari sulle “politiche Commerciali”, la concorrenza deve essere “sana”, “etica” e cioè sulla dispensazione dei “consigli”, della “salute”, dove ogni farmacista e non il luogo, può concorrere con la propria professionalità.

Il Presidente L.P.I.
Ivan G. RuggieroUfficio Stampa Libere Parafarmacie Italiane
18/02/2016

In merito alle nuove Frontiere di sviluppo del retail, e cioè della nuova moda di inserire i Bar nelle Farmacie, (Link:http://retailwatch.it/Retail/Scenari/Febbraio-2016/Le-nuove-frontiere-di-sviluppo-del-retail-farmacia.aspx),
Ruggiero Presidente delle Libere Parafarmacie Italiane, rilascia un suo comunicato:

Non ci vedo niente di “etico” nel dare un servizio ai clienti come quello di vendere Brioche e Cappuccini, anzi provo solo tanta “tristezza” nel scorgere ancora manovre atte a distruggere il ruolo fondamentale della “farmacia” e cioè quello di dispensare “salute”.

La Racca e alcuni politici, stanno ostacolando da 10 (DIECI) anni a questa parte l’ingresso dei farmaci di Fascia C nelle parafarmacie, giustificandosi che le Parafarmacie non sono un luogo sicuro per il Cittadino, dimenticandosi o facendo finta di dimenticare che nelle Parafarmacie vige la presenza di un Laureato in Farmacia e poi siamo costretti a vedere questo “scempio” della categoria, autorizzato in primis dalla stessa Racca.

Per anni siamo stati costretti a digerire commenti sterili come quelli del ministro Lorenzin che hanno sempre messo in discussione la presenza dei farmaci nei supermercati, che affiancano la frutta e la verdura e poi ci accorgiamo che probabilmente le farmacie, vogliono magari portare i supermercati nelle loro attività. Ora con il Bar, ma abbiamo anche visto casi di vendita di Gelati, birre speciali ecc. ecc.
Anche se fossero ambienti separati e mi auguro che lo siano, come quello indicato nel Link, e come avviene d’altronte nei supermercati (dove i farmaci sono separati da altri ambienti), è una scelta senza gusto, brutta, che non mi sarei mai sognato di realizzare.

Invito, termina così il suo comunicato Ruggiero, Tutti i politici, in queste ultime fasi decisive del Ddl concorrenza di fare le proprie scelte valorizzando il professionista e non il luogo, in quanto, con l’ingresso dei capitali, con i casi di abusivismo professionale e adesso con le ultime frontiere del retail, abbiamo capito Tutti che il Luogo non è indice di sicurezza, solo il Farmacista è garante della salute pubblica del cittadino.
La Fascia C, ricordo non è un costo per lo stato, inserirla nelle Parafarmacie può significare Tanti posti di Lavoro, valorizzare la figura del farmacista e far risparmiare il Cittadino, cliente finale. Tutto rispettando le condizioni di sicurezza.
Non facciamoci del male costruendoci la concorrenza sul “cappuccino”, o magari sulle “politiche Commerciali”, la concorrenza deve essere “sana”, “etica” e cioè sulla dispensazione dei “consigli”, della “salute”, dove ogni farmacista e non il luogo, può concorrere con la propria professionalità.

Il Presidente L.P.I.
Ivan G. Ruggiero

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