A Parigi tornano ad esibirsi gli Eagles of Death Metal, la band del Bataclan

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Tre mesi dopo gli attentati a Parigi e la strage al Bataclan, gli Eagles of Death Metal ieri sera sono tornati nella capitale per «concludere» il concerto che fu allora tragicamente interrotto. L’esibizione si è tenuta all’Olympia. in un’atmosfera carica di emozione ma anche di forte tensione: trecento i poliziotti che hanno tenuto sotto stretto controllo il teatro. Il chitarrista e cantante del gruppo Jesse Hughes si è esibito tenendo accanto a sé sul palco l’amico Josh Homme. «Sarà una terapia per me. Voglio vedere tutti sorridere», ha detto Hughes in mattinata, aggiungendo una frase che ha fatto discutere: «Fino a quando nessuno avrà più armi, tutti dovrebbero averle. Perché non ho mai visto nessuno con un’arma che sia morto e quindi voglio che tutti possano averla». Al concerto hanno assistito molti dei sopravvissuti alla strage con i loro parenti e alcuni psicologi: «Se non vado l’avranno avuta vinta i terroristi», dice Thierry, 51 anni, che in quel venerdì 13 novembre rimase nascosto per ore dietro ad un palchetto prima dell’irruzione delle forze speciali. (Il Mattino) 

Tre mesi dopo gli attentati a Parigi e la strage al Bataclan, gli Eagles of Death Metal ieri sera sono tornati nella capitale per «concludere» il concerto che fu allora tragicamente interrotto. L’esibizione si è tenuta all’Olympia. in un’atmosfera carica di emozione ma anche di forte tensione: trecento i poliziotti che hanno tenuto sotto stretto controllo il teatro. Il chitarrista e cantante del gruppo Jesse Hughes si è esibito tenendo accanto a sé sul palco l’amico Josh Homme. «Sarà una terapia per me. Voglio vedere tutti sorridere», ha detto Hughes in mattinata, aggiungendo una frase che ha fatto discutere: «Fino a quando nessuno avrà più armi, tutti dovrebbero averle. Perché non ho mai visto nessuno con un’arma che sia morto e quindi voglio che tutti possano averla». Al concerto hanno assistito molti dei sopravvissuti alla strage con i loro parenti e alcuni psicologi: «Se non vado l’avranno avuta vinta i terroristi», dice Thierry, 51 anni, che in quel venerdì 13 novembre rimase nascosto per ore dietro ad un palchetto prima dell’irruzione delle forze speciali. (Il Mattino)