Torre del Greco. All’ospedale Maresca via oncologia: scatta la protesta. I pazienti dovranno recarsi a Gragnano

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Torre del Greco. L’ospedale Maresca perde un altro pezzo. E subito scatta la protesta. Dal nosocomio di via Montedoro va via il servizio di Oncologia: «Da oggi – fa sapere una paziente, quasi in lacrime – per ricevere le cure relative al mio caso dovrò recarmi a Gragnano, con gravi problemi di spostamenti e un ulteriore aggravio di natura economica». E come la donna, ieri mattina a protestare prima alla struttura ospedaliera e poi al presidio Bottazzi, dove si trova la sede della Napoli 3 Sud dopo il trasferimento da Castellammare, ci sono decine di altri pazienti. Del resto i numeri, messi nero su bianco dalla dirigente responsabile del servizio Concetta Romano, parlano chiaro: lo scorso anno i pazienti ricoverati in regime di day hospital sono stati 206 e agli stessi sono state praticate 1.986 chemioterapie. Le visite effettuate con impegnativa dell’azienda sanitaria sono state complessivamente 1.443, alle quali si aggiungono i 151 controlli eco-mammari. «Dati importanti e significativi – sostiene Cira, anche lei malata oncologica e tra le attiviste di un’associazione nata a difesa del Maresca – dei quali però la direzione centrale non ha voluto tenere conto. Da un giorno all’altro è stato deciso di chiudere il servizio di Oncologia, in barba all’attenzione che invece a parole si ritiene di dover dare all’ospedale di Torre del Greco, che serve un’utenza superiore ai 250mila abitanti, abbracciando anche Ercolano, Portici, San Giorgio e San Sebastiano». La protesta degli attivisti è giunta ieri anche nell’area di parcheggio di via Marconi, di fronte al presidio Bottazzi, dove era in corso la cerimonia di inaugurazione della «Casa dell’acqua». Circondati gli amministratori, i manifestanti hanno chiesto che sia anche la politica locale ad occuparsi di questo problema. Primo impegno, immediata convocazione della conferenza dei sindaci della Napoli 3 Sud, con l’obiettivo di procedere alla sostituzione, all’interno del comitato di rappresentanza dei primi cittadini, dei due componenti nel frattempo decaduti. «Una necessità – spiegano da palazzo Baronale – visto che solo il comitato può avanzare proposte concrete all’Asl e alla Regione in materia di Sanità nell’intero comprensorio interessato». Resta il senso della protesta, arrivata fino al cuore della città e a cui hanno assistito anche i bambini della scuola elementare Mazza-Colamarino: «Chiediamo – dicono sempre gli attivisti – un coinvolgimento di tutti, anche dei genitori di questi bambini. La battaglia in difesa dell’ospedale Maresca in città non deve conoscere frontiere». Prova a minimizzare il commissario straordinario Antonietta Costantini: «Si tratta – spiega – di una più complessa e grande attività che riguarda l’intera Asl e che, purtroppo, deve fare i conti con note questioni finanziarie, strutturali e di organico. Il nostro compito è quello di assicurare ai pazienti e alle loro famiglie un servizio adeguato pur disponendo di risorse limitate. Chiediamo, pertanto, a tutti gli attori coinvolti di evitare allarmismi nella popolazione in assenza di precise indicazioni, soprattutto in un momento in cui si sta lavorando per dare contenuti ad un servizio finora trascurato». Il possibile trasferimento del servizio oncologico a Gragnano aveva scatenato polemiche anche in penisola sorrentina. Contro la decisione dell’Asl si erano schierati i sindaci e il Tribunale per i diritti del malato che, per bocca del presidente Giuseppe Staiano, ha chiesto che il servizio rimanga nell’ospedale di Sorrento. (Teresa Iacomino – Il Mattino)  

Torre del Greco. L’ospedale Maresca perde un altro pezzo. E subito scatta la protesta. Dal nosocomio di via Montedoro va via il servizio di Oncologia: «Da oggi – fa sapere una paziente, quasi in lacrime – per ricevere le cure relative al mio caso dovrò recarmi a Gragnano, con gravi problemi di spostamenti e un ulteriore aggravio di natura economica». E come la donna, ieri mattina a protestare prima alla struttura ospedaliera e poi al presidio Bottazzi, dove si trova la sede della Napoli 3 Sud dopo il trasferimento da Castellammare, ci sono decine di altri pazienti. Del resto i numeri, messi nero su bianco dalla dirigente responsabile del servizio Concetta Romano, parlano chiaro: lo scorso anno i pazienti ricoverati in regime di day hospital sono stati 206 e agli stessi sono state praticate 1.986 chemioterapie. Le visite effettuate con impegnativa dell’azienda sanitaria sono state complessivamente 1.443, alle quali si aggiungono i 151 controlli eco-mammari. «Dati importanti e significativi – sostiene Cira, anche lei malata oncologica e tra le attiviste di un’associazione nata a difesa del Maresca – dei quali però la direzione centrale non ha voluto tenere conto. Da un giorno all’altro è stato deciso di chiudere il servizio di Oncologia, in barba all’attenzione che invece a parole si ritiene di dover dare all’ospedale di Torre del Greco, che serve un’utenza superiore ai 250mila abitanti, abbracciando anche Ercolano, Portici, San Giorgio e San Sebastiano». La protesta degli attivisti è giunta ieri anche nell’area di parcheggio di via Marconi, di fronte al presidio Bottazzi, dove era in corso la cerimonia di inaugurazione della «Casa dell’acqua». Circondati gli amministratori, i manifestanti hanno chiesto che sia anche la politica locale ad occuparsi di questo problema. Primo impegno, immediata convocazione della conferenza dei sindaci della Napoli 3 Sud, con l’obiettivo di procedere alla sostituzione, all’interno del comitato di rappresentanza dei primi cittadini, dei due componenti nel frattempo decaduti. «Una necessità – spiegano da palazzo Baronale – visto che solo il comitato può avanzare proposte concrete all’Asl e alla Regione in materia di Sanità nell’intero comprensorio interessato». Resta il senso della protesta, arrivata fino al cuore della città e a cui hanno assistito anche i bambini della scuola elementare Mazza-Colamarino: «Chiediamo – dicono sempre gli attivisti – un coinvolgimento di tutti, anche dei genitori di questi bambini. La battaglia in difesa dell’ospedale Maresca in città non deve conoscere frontiere». Prova a minimizzare il commissario straordinario Antonietta Costantini: «Si tratta – spiega – di una più complessa e grande attività che riguarda l’intera Asl e che, purtroppo, deve fare i conti con note questioni finanziarie, strutturali e di organico. Il nostro compito è quello di assicurare ai pazienti e alle loro famiglie un servizio adeguato pur disponendo di risorse limitate. Chiediamo, pertanto, a tutti gli attori coinvolti di evitare allarmismi nella popolazione in assenza di precise indicazioni, soprattutto in un momento in cui si sta lavorando per dare contenuti ad un servizio finora trascurato». Il possibile trasferimento del servizio oncologico a Gragnano aveva scatenato polemiche anche in penisola sorrentina. Contro la decisione dell’Asl si erano schierati i sindaci e il Tribunale per i diritti del malato che, per bocca del presidente Giuseppe Staiano, ha chiesto che il servizio rimanga nell’ospedale di Sorrento. (Teresa Iacomino – Il Mattino)