Ravello , Di Palma e Di Martino “No alle cittadinanze onorarie a pioggia”

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Ravello, Costiera amalfitana. Consiglio comunale infuocato oggi in vista delle elezioni della prossima primavera nella città della Musica con un duro intervento di Salvatore Di Martino e Ulisse Di Palma, che si è ufficialmente staccato da Ravello nel Cuore in aula “La cittadinanza onoraria rappresenta un attestato di stima che l’Istituzione locale  conferisce, in nome  e per conto di un’intera città, ad una  personalità che si è distinta in determinati ambiti.

 E’, quindi, una scelta che andrebbe condivisa, concordata e costruita con l’intero consiglio comunale quale espressione di tutta la comunità cittadina.

Orbene, senza nulla togliere alle personalità imprenditoriali individuate, Giuseppe Avino (proprietario di Palazzo Avino), Maurizio Saccani e Simon Sherwood (Belmond Hotel Caruso),  riteniamo che la mancanza di un consenso unitario dovrebbe  indurre  l’Amministrazione ad una opportuna pausa di riflessione e ad un doveroso ripensamento !

Non ci convince il metodo legato ad un conferimento a pioggia, che finisce con lo svilire anche le singole individualità; ancor meno ci convincono le motivazioni del tutto recondite sottese alle scelte e la tempistica, che disancorata com’è da un evento o da una ricorrenza meritevole di memoria, rende ancor più inopportuna ed improvvida la proposta oggi affacciata. 

I MOTIVI DEL NO!

E’ pur vero che Palazzo Avino e l’Hotel Caruso sono delle strutture d’eccellenza turistiche a livello mondiale, ma è soprattutto vero che queste hanno beneficiato di una politica territoriale ispirata ad una economia turistica di qualità.

Ne hanno dato pubblica contezza in epoca non sospetta esattamente i titolari delle due strutture, rimarcando a più riprese i contributi disinteressati che i Sindaci di questa Città hanno profuso per consentire l’apertura delle strutture.

D’altra parte, la scelta di imprenditori esterni alla realtà locale che hanno inteso seguire la traccia di albergatori ed operatori turistici locali , che pure nel corso degli anni hanno privilegiato e coltivato l’idea di un  “Turismo” di qualità, si è resa possibile grazie a scelte di amministratori lungimiranti che con interventi infrastrutturali  (liberazione del traffico dal Centro storico, alla proclamazione di “Ravello Città della Musica”  con tutto ciò che ne è scaturito – “Fondazione Ravello”-, ad una puntuale attenzione riservata all’intero territorio) e scelte di governo ispirate a fermezza e  coraggio hanno evitato una deriva dalla vocazione naturale del Paese.

A tal proposito basta ricordare la vicenda che negli anni ’90 interessò l’attuale Palazzo Avino – allora Albergo Palumbo – !

Chi vi parla, unitamente ad altri amici, scongiurò, con una netta presa di posizione   dai banchi di opposizione prima   e da Sindaco dopo, la trasformazione della struttura in “casa per vacanza“ chiesta dai proprietari.

Diversamente sarebbe stato un disastro…. si sarebbe snaturata l’identità turistica di Ravello …. e assai probabile che si sarebbe creato un effetto a catena e magari anche….. la struttura dell’Albergo Caruso oggi avrebbe una destinazione diversa dall’attuale ! 

Sorge quindi spontanea la domanda se i managers attraverso le proprie attività  hanno dato lustro a Ravello o Ravello ha dato lustro alle loro strutture? 

Più che ad una cittadinanza onoraria, che dovrebbe essere conferita per scopi ben più nobili e filantropici, si poteva pensare di assegnare un “Marchio di Qualità”.

Un’iniziativa che andava a premiare tutte le realtà turistiche ed alberghiere che hanno reso, nel corso della storia Ravellese, grande l’economia turistica del territorio attraverso criteri di accoglienza, di servizi attivi anche in bassa stagione, di potenzialità e qualità della struttura.

Sarebbe stata un’opportunità storica per valorizzare in maniera neutra e lungimirante la grande tradizione alberghiera, nata sulla straordinaria esperienza del Grand Tour, che agli inizi del secolo scorso ha avuto la fortuna di inaugurare  un fortunato modello di ospitalità, resa unica ed accattivante, grazie alla rara bellezza del luogo.

 E’ così che le più note personalità del mondo della cultura internazionale hanno privilegiato  Ravello lasciandosi ispirare dalla magia del luogo, tra questi Richard Wagner, Tennesee Williams, Truman Capote, Gore Vidal proprietario per molti anni di Villa La Rondinaia, Greta Garbo, che qui visse la sua fuga d’amore con Leopold Stokowski e molti altri. Pensare che David Herbert Lawrence, tra il 1926 e 1927, si dedicò alla scrittura di “L’amante di Lady Chatterley” proprio a Ravello!

Sarebbe stata anche l’occasione  per creare un progetto più ampio che coinvolgesse il  Consorzio di Operatori del Settore come Ravello Sense, il cui silenzio sulla questione all’ordine del giorno appare oltremodo  ingiustificato  !

Ricordiamo che in passato, a Ravello, la Cittadinanza Onoraria è stata conferita all’unanimità a personalità quali Jacqueline Kennedy, Gore Vidal, Hillary Clinton, SusannaAgnelli, Roman Vlad !

Il conferimento della cittadinanza onoraria, per avere la sua dovuta valenza, deve essere condiviso e non motivo di divisione del paese.

Tale scelta, effettuata da una sola parte politica del Paese, non rappresenta di certo un buon esempio di democrazia e partecipazione, facendo intravedere le solite logiche opportunistiche di un’Amministrazione senza idee e contenuti che in maniera autarchica prende decisioni sostituendosi al giudizio della volontà popolare !”

 

 

 

 

 

Ravello, Costiera amalfitana. Consiglio comunale infuocato oggi in vista delle elezioni della prossima primavera nella città della Musica con un duro intervento di Salvatore Di Martino e Ulisse Di Palma, che si è ufficialmente staccato da Ravello nel Cuore in aula "La cittadinanza onoraria rappresenta un attestato di stima che l'Istituzione locale  conferisce, in nome  e per conto di un’intera città, ad una  personalità che si è distinta in determinati ambiti.

 E’, quindi, una scelta che andrebbe condivisa, concordata e costruita con l’intero consiglio comunale quale espressione di tutta la comunità cittadina.

Orbene, senza nulla togliere alle personalità imprenditoriali individuate, Giuseppe Avino (proprietario di Palazzo Avino), Maurizio Saccani e Simon Sherwood (Belmond Hotel Caruso),  riteniamo che la mancanza di un consenso unitario dovrebbe  indurre  l’Amministrazione ad una opportuna pausa di riflessione e ad un doveroso ripensamento !

Non ci convince il metodo legato ad un conferimento a pioggia, che finisce con lo svilire anche le singole individualità; ancor meno ci convincono le motivazioni del tutto recondite sottese alle scelte e la tempistica, che disancorata com’è da un evento o da una ricorrenza meritevole di memoria, rende ancor più inopportuna ed improvvida la proposta oggi affacciata. 

I MOTIVI DEL NO!

E’ pur vero che Palazzo Avino e l’Hotel Caruso sono delle strutture d’eccellenza turistiche a livello mondiale, ma è soprattutto vero che queste hanno beneficiato di una politica territoriale ispirata ad una economia turistica di qualità.

Ne hanno dato pubblica contezza in epoca non sospetta esattamente i titolari delle due strutture, rimarcando a più riprese i contributi disinteressati che i Sindaci di questa Città hanno profuso per consentire l’apertura delle strutture.

D’altra parte, la scelta di imprenditori esterni alla realtà locale che hanno inteso seguire la traccia di albergatori ed operatori turistici locali , che pure nel corso degli anni hanno privilegiato e coltivato l’idea di un  “Turismo” di qualità, si è resa possibile grazie a scelte di amministratori lungimiranti che con interventi infrastrutturali  (liberazione del traffico dal Centro storico, alla proclamazione di “Ravello Città della Musica”  con tutto ciò che ne è scaturito – “Fondazione Ravello”-, ad una puntuale attenzione riservata all'intero territorio) e scelte di governo ispirate a fermezza e  coraggio hanno evitato una deriva dalla vocazione naturale del Paese.

A tal proposito basta ricordare la vicenda che negli anni ’90 interessò l'attuale Palazzo Avino – allora Albergo Palumbo – !

Chi vi parla, unitamente ad altri amici, scongiurò, con una netta presa di posizione   dai banchi di opposizione prima   e da Sindaco dopo, la trasformazione della struttura in “casa per vacanza“ chiesta dai proprietari.

Diversamente sarebbe stato un disastro…. si sarebbe snaturata l'identità turistica di Ravello …. e assai probabile che si sarebbe creato un effetto a catena e magari anche….. la struttura dell'Albergo Caruso oggi avrebbe una destinazione diversa dall'attuale ! 

Sorge quindi spontanea la domanda se i managers attraverso le proprie attività  hanno dato lustro a Ravello o Ravello ha dato lustro alle loro strutture? 

Più che ad una cittadinanza onoraria, che dovrebbe essere conferita per scopi ben più nobili e filantropici, si poteva pensare di assegnare un “Marchio di Qualità”.

Un’iniziativa che andava a premiare tutte le realtà turistiche ed alberghiere che hanno reso, nel corso della storia Ravellese, grande l’economia turistica del territorio attraverso criteri di accoglienza, di servizi attivi anche in bassa stagione, di potenzialità e qualità della struttura.

Sarebbe stata un’opportunità storica per valorizzare in maniera neutra e lungimirante la grande tradizione alberghiera, nata sulla straordinaria esperienza del Grand Tour, che agli inizi del secolo scorso ha avuto la fortuna di inaugurare  un fortunato modello di ospitalità, resa unica ed accattivante, grazie alla rara bellezza del luogo.

 E’ così che le più note personalità del mondo della cultura internazionale hanno privilegiato  Ravello lasciandosi ispirare dalla magia del luogo, tra questi Richard Wagner, Tennesee Williams, Truman Capote, Gore Vidal proprietario per molti anni di Villa La Rondinaia, Greta Garbo, che qui visse la sua fuga d’amore con Leopold Stokowski e molti altri. Pensare che David Herbert Lawrence, tra il 1926 e 1927, si dedicò alla scrittura di “L’amante di Lady Chatterley” proprio a Ravello!

Sarebbe stata anche l’occasione  per creare un progetto più ampio che coinvolgesse il  Consorzio di Operatori del Settore come Ravello Sense, il cui silenzio sulla questione all'ordine del giorno appare oltremodo  ingiustificato  !

Ricordiamo che in passato, a Ravello, la Cittadinanza Onoraria è stata conferita all’unanimità a personalità quali Jacqueline KennedyGore VidalHillary ClintonSusannaAgnelliRoman Vlad !

Il conferimento della cittadinanza onoraria, per avere la sua dovuta valenza, deve essere condiviso e non motivo di divisione del paese.

Tale scelta, effettuata da una sola parte politica del Paese, non rappresenta di certo un buon esempio di democrazia e partecipazione, facendo intravedere le solite logiche opportunistiche di un’Amministrazione senza idee e contenuti che in maniera autarchica prende decisioni sostituendosi al giudizio della volontà popolare !"