Salerno. Porto, il Consiglio dice no. Documento del sindaco contro l’accorpamento delle Authority votato all’unanimità

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Salerno. Il Consiglio comunale vota all’unanimità il documento contro l’accorpamento dell’Autorità portuale di Salerno con quella di Napoli. La mozione, letta dal sindaco in apertura dei lavori e redatta «con il contributo del consigliere Nino Criscuolo» come da lui stesso dichiarato, si compone di tre pagine scritte tenendo conto di tutte le osservazioni giunte in questi giorni e delle varie sensibilità presenti in aula. «Nel documento – ha spiegato infatti il primo cittadino – trovano posto una serie di considerazioni che sono quelle che noi abbiamo già reso più volte e che per la verità credo che lo stesso presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca abbia fortemente proclamato e sostenuto. Non è un ragionamento campanilistico ma vorremmo capire quali sono le considerazioni che spingono a fare in modo che l’Autorità venga accorpata. Non è contro Napoli perché sarebbe banale e riduttivo; il fatto è che siamo un porto che funziona bene e vorremmo quindi capire le ragioni di una tale decisione». Ma cosa si legge in questa mozione? Si parte innanzitutto dalla constatazione che «il porto di Salerno rappresenta oggi una delle realtà produttive più significative e dinamiche della nostra provincia, grazie alla capacità, all’impegno e al sacrificio delle imprese e dei lavoratori che operano da oltre 60 anni nello scalo» e dalla considerazione degli «eccellenti risultati ottenuti con trend in continua crescita, nonostante i periodi di forte crisi economica, che collocano lo scalo salernitano tra i primi in Italia, garantendo lavoro e dignità a lavoratori ed imprese che non chiedono altro che certezze per il loro futuro». Sulla base di questa premessa, nel documento si ritiene che «il contenuto della legge di riforma dei porti debba essere efficacemente modificato al fine di garantire: la salvaguardia e lo sviluppo dei traffici marittimi internazionali della città di Salerno e del suo porto, sia nell’ambito mercantile che crocieristico; la tutela e la crescita dell’occupazione, frutto della capacità delle imprese e delle maestranze, le cui esperienze vanno valorizzate; la partecipazione e il coinvolgimento dei lavoratori e degli operatori marittimi sulle scelte e le decisioni che li riguardano direttamente e territorialmente». E dato che questo, al momento, non è avvenuto «il Consiglio comunale di Salerno ribadisce la ferma contrarietà ad ogni ipotesi di cancellazione ed accorpamento dell’Autorità portuale di Salerno e, quindi, la contrarietà a ridurre ad una sola le Autorità portuali della Regione, a differenza di altre regioni». Ma dove va maggiormente salvaguardata l’autonomia di Salerno? Il documento è molto chiaro su questo, ovvero «adozione del piano regolatore portuale; individuazione delle caratteristiche e destinazione funzionale delle aree del porto; indirizzo, programmazione, coordinamento, regolazione, promozione e controllo delle operazioni e servizi portuali e delle concessioni; approvazione del piano operativo triennale e degli investimenti da effettuare nello scalo». La richiesta che arriva quindi dal Consiglio comunale è quella di aprire «un tavolo tecnico che approfondisca gli aspetti che, a giudizio dei rappresentanti delle Regioni, sono problematici o critici rispetto all’attuale progetto di riforma dei porti» ma anche di interessare della vicenda tutti i parlamentari interessati. Copia del documento è stata inviata al presidente della Regione, al premier Matteo Renzi, al ministro alle Infrastrutture Delrio, ai presidenti e ai capigruppo delle commissioni parlamentari competenti in materia. Inoltre, è emersa chiara anche la volontà da parte di tutti di intraprendere ulteriori iniziative se ritenute necessarie. Presenti in Aula al momento della votazione anche alcuni lavoratori e rappresentanti sindacali del porto accorsi per ascoltare di persona quanto il Consiglio avrebbe di lì a poco deliberato. Si tratta di una presa di posizione chiara e netta che per la prima volta ha messo d’accordo davvero tutti, al punto che i consiglieri hanno ritenuto inutile qualsiasi tipo di discussione. La battaglia per la salvaguardia dell’Autorità portuale di Salerno è arrivata nelle sedi istituzionali. A questo punto tocca alla Regione Campania che, forte anche di questa posizione ufficiale del Comune capoluogo, potrà far valere con maggiore forza le ragioni della modifica allo schema di decreto. (Angela Caso – La Città di Salerno)

Salerno. Il Consiglio comunale vota all’unanimità il documento contro l’accorpamento dell’Autorità portuale di Salerno con quella di Napoli. La mozione, letta dal sindaco in apertura dei lavori e redatta «con il contributo del consigliere Nino Criscuolo» come da lui stesso dichiarato, si compone di tre pagine scritte tenendo conto di tutte le osservazioni giunte in questi giorni e delle varie sensibilità presenti in aula. «Nel documento – ha spiegato infatti il primo cittadino – trovano posto una serie di considerazioni che sono quelle che noi abbiamo già reso più volte e che per la verità credo che lo stesso presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca abbia fortemente proclamato e sostenuto. Non è un ragionamento campanilistico ma vorremmo capire quali sono le considerazioni che spingono a fare in modo che l’Autorità venga accorpata. Non è contro Napoli perché sarebbe banale e riduttivo; il fatto è che siamo un porto che funziona bene e vorremmo quindi capire le ragioni di una tale decisione». Ma cosa si legge in questa mozione? Si parte innanzitutto dalla constatazione che «il porto di Salerno rappresenta oggi una delle realtà produttive più significative e dinamiche della nostra provincia, grazie alla capacità, all’impegno e al sacrificio delle imprese e dei lavoratori che operano da oltre 60 anni nello scalo» e dalla considerazione degli «eccellenti risultati ottenuti con trend in continua crescita, nonostante i periodi di forte crisi economica, che collocano lo scalo salernitano tra i primi in Italia, garantendo lavoro e dignità a lavoratori ed imprese che non chiedono altro che certezze per il loro futuro». Sulla base di questa premessa, nel documento si ritiene che «il contenuto della legge di riforma dei porti debba essere efficacemente modificato al fine di garantire: la salvaguardia e lo sviluppo dei traffici marittimi internazionali della città di Salerno e del suo porto, sia nell’ambito mercantile che crocieristico; la tutela e la crescita dell’occupazione, frutto della capacità delle imprese e delle maestranze, le cui esperienze vanno valorizzate; la partecipazione e il coinvolgimento dei lavoratori e degli operatori marittimi sulle scelte e le decisioni che li riguardano direttamente e territorialmente». E dato che questo, al momento, non è avvenuto «il Consiglio comunale di Salerno ribadisce la ferma contrarietà ad ogni ipotesi di cancellazione ed accorpamento dell’Autorità portuale di Salerno e, quindi, la contrarietà a ridurre ad una sola le Autorità portuali della Regione, a differenza di altre regioni». Ma dove va maggiormente salvaguardata l’autonomia di Salerno? Il documento è molto chiaro su questo, ovvero «adozione del piano regolatore portuale; individuazione delle caratteristiche e destinazione funzionale delle aree del porto; indirizzo, programmazione, coordinamento, regolazione, promozione e controllo delle operazioni e servizi portuali e delle concessioni; approvazione del piano operativo triennale e degli investimenti da effettuare nello scalo». La richiesta che arriva quindi dal Consiglio comunale è quella di aprire «un tavolo tecnico che approfondisca gli aspetti che, a giudizio dei rappresentanti delle Regioni, sono problematici o critici rispetto all’attuale progetto di riforma dei porti» ma anche di interessare della vicenda tutti i parlamentari interessati. Copia del documento è stata inviata al presidente della Regione, al premier Matteo Renzi, al ministro alle Infrastrutture Delrio, ai presidenti e ai capigruppo delle commissioni parlamentari competenti in materia. Inoltre, è emersa chiara anche la volontà da parte di tutti di intraprendere ulteriori iniziative se ritenute necessarie. Presenti in Aula al momento della votazione anche alcuni lavoratori e rappresentanti sindacali del porto accorsi per ascoltare di persona quanto il Consiglio avrebbe di lì a poco deliberato. Si tratta di una presa di posizione chiara e netta che per la prima volta ha messo d’accordo davvero tutti, al punto che i consiglieri hanno ritenuto inutile qualsiasi tipo di discussione. La battaglia per la salvaguardia dell’Autorità portuale di Salerno è arrivata nelle sedi istituzionali. A questo punto tocca alla Regione Campania che, forte anche di questa posizione ufficiale del Comune capoluogo, potrà far valere con maggiore forza le ragioni della modifica allo schema di decreto. (Angela Caso – La Città di Salerno)

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