Ritorna Monica Guerritore a Salerno con “Qualcosa rimane”

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Oggi, alle ore 21, il sipario del teatro Verdi si leverà sul primo appuntamento dedicato alla drammaturgia contemporanea

Di OLGA CHIEFFI

Primo appuntamento dedicato alla drammaturgia contemporanea nel week-end al teatro Verdi di Salerno. In scena, oggi alle ore 21 e domenica in pomeridiana alle 18,30, andrà lo spettacolo teatrale “Qualcosa rimane” con Monica Guerritore e Alice Spisa. “Qualcosa rimane ” è una commedia drammatica di Donald Margulies (Premio Pulitzer 2000). Tratta il tema dello scontro generazionale tra una scrittrice di grande talento e fama (Ruth Steiner interpretata da Monica Guerritore), che alterna la pubblicazione di romanzi di successo all’insegnamento a pochi giovani allievi dotati e una giovane scrittrice (Lisa Morrison interpretata da Alice Spisa), affamata di tutto. La donna ha un vissuto misterioso, che è allo stesso tempo dolore e nascita del suo diventare “scrittrice” e che rivelerà alla sua allieva/amica solo a seguito dell’intimità che si verrà a creare tra loro: la complessa relazione affettiva, quando era una giovanissima aspirante scrittrice, con Delmore Schwartz, poeta, filosofo, scrittore, mentore tra l’altro di Lou Reed all’Università di Syracuse e protagonista del Dono di Humboldt di Saul Bellow e l’esperienza nel mondo rivoluzionario della Beat Generation (Ginsberg, Kerouac, William Borroughs…). La giovanissima Lisa percepisce la potenza di quel mondo, fatto di esperienze, ma la fretta, dominus della gioventù, le fa sembrare impossibile arrivare a tanta ricchezza creativa. Lei che ha tempo non vuole sprecarlo: vuole scrivere, vuole produrre, vuole pubblicare anche a costo di tradire. Il motore che accende lo scontro generazionale tra una scrittrice di grande talento e fama e la sua giovane allieva ed assistente è alimentato dalla fretta che nasce per la paura di non riuscire mai ad accumulare un vissuto pieno di eventi straordinari, emozioni, turbamenti interiori e profondi  tali da fare scaturire nel cuore e nella mente argomentazioni che se narrate e scritte sono liberatorie per l’autore ed interessanti per chi le legge. Ovviamente colei che per paura e fretta “ruba” letteralmente un evento vissuto dal suo “ mentore” ed insegnante Ruth  è la giovane Lisa, ma lo scontro tra le due donne ha una sorgente di disperazione che  “trabocca” più dal cuore della famosa scrittrice che non dalla sua mente. Questo viene evidenziato da un’eccezionale messa a fuoco “fuori scena” sul finire dello spettacolo, quando Lisa legge agli spettatori parte del libro pubblicato dove sono evidenti le tracce del vissuto giovanile di Ruth  che porta il personale disappunto tra il pubblico per sottolinearne, quasi con incedere da teatro greco, la profonda disperazione umana  di chi vede “il proprio sepolcro scoperto”. Ma qualcosa rimane anche a Lisa: la voglia di vivere per raccontare.

Oggi, alle ore 21, il sipario del teatro Verdi si leverà sul primo appuntamento dedicato alla drammaturgia contemporanea

Di OLGA CHIEFFI

Primo appuntamento dedicato alla drammaturgia contemporanea nel week-end al teatro Verdi di Salerno. In scena, oggi alle ore 21 e domenica in pomeridiana alle 18,30, andrà lo spettacolo teatrale "Qualcosa rimane" con Monica Guerritore e Alice Spisa. "Qualcosa rimane " è una commedia drammatica di Donald Margulies (Premio Pulitzer 2000). Tratta il tema dello scontro generazionale tra una scrittrice di grande talento e fama (Ruth Steiner interpretata da Monica Guerritore), che alterna la pubblicazione di romanzi di successo all’insegnamento a pochi giovani allievi dotati e una giovane scrittrice (Lisa Morrison interpretata da Alice Spisa), affamata di tutto. La donna ha un vissuto misterioso, che è allo stesso tempo dolore e nascita del suo diventare “scrittrice” e che rivelerà alla sua allieva/amica solo a seguito dell’intimità che si verrà a creare tra loro: la complessa relazione affettiva, quando era una giovanissima aspirante scrittrice, con Delmore Schwartz, poeta, filosofo, scrittore, mentore tra l’altro di Lou Reed all’Università di Syracuse e protagonista del Dono di Humboldt di Saul Bellow e l’esperienza nel mondo rivoluzionario della Beat Generation (Ginsberg, Kerouac, William Borroughs…). La giovanissima Lisa percepisce la potenza di quel mondo, fatto di esperienze, ma la fretta, dominus della gioventù, le fa sembrare impossibile arrivare a tanta ricchezza creativa. Lei che ha tempo non vuole sprecarlo: vuole scrivere, vuole produrre, vuole pubblicare anche a costo di tradire. Il motore che accende lo scontro generazionale tra una scrittrice di grande talento e fama e la sua giovane allieva ed assistente è alimentato dalla fretta che nasce per la paura di non riuscire mai ad accumulare un vissuto pieno di eventi straordinari, emozioni, turbamenti interiori e profondi  tali da fare scaturire nel cuore e nella mente argomentazioni che se narrate e scritte sono liberatorie per l’autore ed interessanti per chi le legge. Ovviamente colei che per paura e fretta “ruba” letteralmente un evento vissuto dal suo “ mentore” ed insegnante Ruth  è la giovane Lisa, ma lo scontro tra le due donne ha una sorgente di disperazione che  “trabocca” più dal cuore della famosa scrittrice che non dalla sua mente. Questo viene evidenziato da un’eccezionale messa a fuoco “fuori scena” sul finire dello spettacolo, quando Lisa legge agli spettatori parte del libro pubblicato dove sono evidenti le tracce del vissuto giovanile di Ruth  che porta il personale disappunto tra il pubblico per sottolinearne, quasi con incedere da teatro greco, la profonda disperazione umana  di chi vede “il proprio sepolcro scoperto”. Ma qualcosa rimane anche a Lisa: la voglia di vivere per raccontare.