Stasera tutti ai piedi del Pipita

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Gonzalo Gerardo Higuain, 28 anni, attaccante del Napoli Mosca 

Stasera tutti ai piedi del Pipita: funziona così, c’è poco da fare. E’ lui il padrone del campionato, il fuoriclasse del momento. Ed è a lui che il popolo azzurro si affida più di ogni altro per tornare a piangere di gioia: da Diego a Gonzalo, la tarantella è sempre un tango argentino. E’ il destino di Napoli, a questo punto è chiaro, ma è anche la storia di una stagione fin qui straordinaria: i 24 gol di Higuain in altrettante giornate di campionato, con tanto di trono dei cannonieri italiani e della speciale classifica della Scarpa d’Oro, sono i chicchi di un rosario pagano che alimentano la grande preghiera recitata anche ieri, nel delirio di un aeroporto tutto azzurro, dal grande popolo dei suoi fedeli. “Pipita pensaci tu
 

A Laguna Larga, 55 chilometri da Cordoba, raccontano ancora divertiti che un giorno un bambino di nome Paulo Dybala si presentò al primo allenamento con l’Instituto, la Gloria, la sua prima squadra vera, indossando il completino del Boca: se non avesse avuto 10 anni, beh, sarebbe finito sui giornali. Fatto sta che la passione per quei colori, trasmessa da suo padre Alfredo, ex volante del Newell’s di Laguna, è rimasta intatta: e ciò significa che oggi Gonzalo Higuain, figlio del River e di una leggenda del River, giocherà contro la Juve e contro Paulo per lo scudetto e per una specie di Superclasico tra amici. Ma sì, senza rancore: però con il sangue agli occhi come se fossero alla Bombonera o al Monumental. 

 
IL TANGO. E allora, tutti ai piedi del Pipita: funziona così, c’è poco da fare. E’ lui il padrone del campionato, il fuoriclasse del momento. Ed è a lui che il popolo azzurro si affida più di ogni altro per tornare a piangere di gioia: da Diego a Gonzalo, la tarantella è sempre un tango argentino. E’ il destino di Napoli, a questo punto è chiaro, ma è anche la storia di una stagione fin qui straordinaria: i 24 gol di Higuain in altrettante giornate di campionato, con tanto di trono dei cannonieri italiani e della speciale classifica della Scarpa d’Oro, sono i chicchi di un rosario pagano che alimentano la grande preghiera recitata anche ieri, nel delirio di un aeroporto tutto azzurro, dal grande popolo dei suoi fedeli. “Pipita pensaci tu”. Testuale.  
 
AMICI E RIVALI. L’altra grande frase della settimana, invece, l’ha pronunciata proprio il suo amico-rivale, Dybala: scudetto per sé e classifica dei marcatori al Pipita. Che per il momento non ha risposto ma che, c’è da scommetterci, oggi proverà a farlo in campo con tanto di punti e virgole. Piuttosto amici, dicevamo, i due: si sentono, si rispettano, condividono la Seleccion. E di certo si punzecchiano per l’eterna rivalità: Napoli e Juve, River e Boca. Che storia divertente. Ma anche intensa: sono i rispettivi genitori, Jorge el Pipa (per un naso importante) e il compianto Alfredo el Chancho, il maiale (per la rudezza di certi interventi in campo), ad avergli trasmesso certe passioni. Che non s’incontreranno mai. Figuriamoci oggi: in ballo, inutile negarlo, ci sono le coordinate della caccia al tesoro tricolore. 
 
L’ADRENALINA. Nonostante l’attesa e l’emozione della prima, vera sfida scudetto da quando è in Italia, comunque, la settimana di Higuain è volata via serena. E tranquilla: gli allenamenti, il compleanno di Callejon con gli amici e la quiete di nome Lara, la compagna che oggi non sarà allo Stadium a differenza dell’Antonella di Dybala. Avrebbe equilibrato un altro po’ il Superclasico. A pendere decisamente dalla parte del Pipita, invece, è l’ago del potere: perché finora, lui, è l’indiscusso re d’Italia. «Sì, ma se poi alla fine non vinci non serve a niente». Lo ripete da una settimana. E ogni volta è una scarica di adrenalina immensa quanto la sua classe. Vamos. 

fonte:corrieredellosport

 

Gonzalo Gerardo Higuain, 28 anni, attaccante del Napoli Mosca 
Stasera tutti ai piedi del Pipita: funziona così, c'è poco da fare. E' lui il padrone del campionato, il fuoriclasse del momento. Ed è a lui che il popolo azzurro si affida più di ogni altro per tornare a piangere di gioia: da Diego a Gonzalo, la tarantella è sempre un tango argentino. E' il destino di Napoli, a questo punto è chiaro, ma è anche la storia di una stagione fin qui straordinaria: i 24 gol di Higuain in altrettante giornate di campionato, con tanto di trono dei cannonieri italiani e della speciale classifica della Scarpa d'Oro, sono i chicchi di un rosario pagano che alimentano la grande preghiera recitata anche ieri, nel delirio di un aeroporto tutto azzurro, dal grande popolo dei suoi fedeli. "Pipita pensaci tu

 

A Laguna Larga, 55 chilometri da Cordoba, raccontano ancora divertiti che un giorno un bambino di nome Paulo Dybala si presentò al primo allenamento con l'Instituto, la Gloria, la sua prima squadra vera, indossando il completino del Boca: se non avesse avuto 10 anni, beh, sarebbe finito sui giornali. Fatto sta che la passione per quei colori, trasmessa da suo padre Alfredo, ex volante del Newell's di Laguna, è rimasta intatta: e ciò significa che oggi Gonzalo Higuain, figlio del River e di una leggenda del River, giocherà contro la Juve e contro Paulo per lo scudetto e per una specie di Superclasico tra amici. Ma sì, senza rancore: però con il sangue agli occhi come se fossero alla Bombonera o al Monumental. 

 
IL TANGO. E allora, tutti ai piedi del Pipita: funziona così, c'è poco da fare. E' lui il padrone del campionato, il fuoriclasse del momento. Ed è a lui che il popolo azzurro si affida più di ogni altro per tornare a piangere di gioia: da Diego a Gonzalo, la tarantella è sempre un tango argentino. E' il destino di Napoli, a questo punto è chiaro, ma è anche la storia di una stagione fin qui straordinaria: i 24 gol di Higuain in altrettante giornate di campionato, con tanto di trono dei cannonieri italiani e della speciale classifica della Scarpa d'Oro, sono i chicchi di un rosario pagano che alimentano la grande preghiera recitata anche ieri, nel delirio di un aeroporto tutto azzurro, dal grande popolo dei suoi fedeli. "Pipita pensaci tu". Testuale.  
 
AMICI E RIVALI. L'altra grande frase della settimana, invece, l'ha pronunciata proprio il suo amico-rivale, Dybala: scudetto per sé e classifica dei marcatori al Pipita. Che per il momento non ha risposto ma che, c'è da scommetterci, oggi proverà a farlo in campo con tanto di punti e virgole. Piuttosto amici, dicevamo, i due: si sentono, si rispettano, condividono la Seleccion. E di certo si punzecchiano per l'eterna rivalità: Napoli e Juve, River e Boca. Che storia divertente. Ma anche intensa: sono i rispettivi genitori, Jorge el Pipa (per un naso importante) e il compianto Alfredo el Chancho, il maiale (per la rudezza di certi interventi in campo), ad avergli trasmesso certe passioni. Che non s'incontreranno mai. Figuriamoci oggi: in ballo, inutile negarlo, ci sono le coordinate della caccia al tesoro tricolore. 
 
L'ADRENALINA. Nonostante l'attesa e l'emozione della prima, vera sfida scudetto da quando è in Italia, comunque, la settimana di Higuain è volata via serena. E tranquilla: gli allenamenti, il compleanno di Callejon con gli amici e la quiete di nome Lara, la compagna che oggi non sarà allo Stadium a differenza dell'Antonella di Dybala. Avrebbe equilibrato un altro po' il Superclasico. A pendere decisamente dalla parte del Pipita, invece, è l'ago del potere: perché finora, lui, è l'indiscusso re d'Italia. «Sì, ma se poi alla fine non vinci non serve a niente». Lo ripete da una settimana. E ogni volta è una scarica di adrenalina immensa quanto la sua classe. Vamos. 
fonte:corrieredellosport