Guido Lembo vittima di stalking, “Ho avuto paura per mia figlia, mi arrivarono foto con le bare”

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“Temevo per mia figlia, stava da sola a Roma. Una volta mi arrivò per posta la foto di lei: era al centro sulle strisce pedonali. Intorno all’immagine, tante bare con la croce. Un’altra foto, solo di mia figlia, la trovai nel fodero della chitarra. Avevo suonato all’Anema e Core e prima in sala c’era anche lui”. A parlare così davanti ai giudici è Guido Lembo, lo chansonnier di Capri patron di Anema e Core, ascoltato nel tribunale di Torre Annunziata dove si sta celebrando il processo a carico di un poliziotto della postale accusato di stalking e atti persecutori nei confronti dei vip. 
Nella rete del presunto stalker, che si fingeva amico dei vip, anche l’attaccante della nazionale Fabio Quagliarella, che alla scorsa udienza raccontò in tribunale a Torre Annunziata di essere stato ceduto dal Napoli alla Juventus “per quelle accuse assurde di essere un camorrista, scritte in lettere anonime giunte anche al presidente De Laurentiis nella sede di Castelvolturno”. 
“Prima di conoscere il poliziotto – ha spiegato Guido Lembo ai giudici – ricevevo delle offese da una specie di sito, si chiamava ‘nsrtat. ‘Sei un cafone, non sai cantare’, cose del genere. E’ dopo aver incontrato il poliziotto che iniziarono ad arrivare le foto. Due messaggi su di me giunsero anche al sindaco di Capri, che mi chiamò preoccupato. Lo ero anche io”.

“Temevo per mia figlia, stava da sola a Roma. Una volta mi arrivò per posta la foto di lei: era al centro sulle strisce pedonali. Intorno all’immagine, tante bare con la croce. Un’altra foto, solo di mia figlia, la trovai nel fodero della chitarra. Avevo suonato all’Anema e Core e prima in sala c’era anche lui”. A parlare così davanti ai giudici è Guido Lembo, lo chansonnier di Capri patron di Anema e Core, ascoltato nel tribunale di Torre Annunziata dove si sta celebrando il processo a carico di un poliziotto della postale accusato di stalking e atti persecutori nei confronti dei vip. 
Nella rete del presunto stalker, che si fingeva amico dei vip, anche l’attaccante della nazionale Fabio Quagliarella, che alla scorsa udienza raccontò in tribunale a Torre Annunziata di essere stato ceduto dal Napoli alla Juventus “per quelle accuse assurde di essere un camorrista, scritte in lettere anonime giunte anche al presidente De Laurentiis nella sede di Castelvolturno". 
“Prima di conoscere il poliziotto – ha spiegato Guido Lembo ai giudici – ricevevo delle offese da una specie di sito, si chiamava ‘nsrtat. ‘Sei un cafone, non sai cantare’, cose del genere. E’ dopo aver incontrato il poliziotto che iniziarono ad arrivare le foto. Due messaggi su di me giunsero anche al sindaco di Capri, che mi chiamò preoccupato. Lo ero anche io".