12 febbraio 2016, incontro con i ragazzi della Scuola Media Tasso, per parlare del Tricolore Italiano nella storia.

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SI E’ SVOLTO PRESSO L’ISTITUTO COMPRENSIVO T. TASSO – UN INCONTRO CON I RAGAZZI,
I DOCENTI E I GENITORI – PER PARLARE DELLA STORIA DEL TRICOLORE ITALIANO.
Questo uno stralcio del discorso tenuto dal cav. Michele Gargiulo, Presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci – Sezione Penisola Sorrentina.
Un sincero ringraziamento, in primo luogo, mi sento di farlo alla Dott.ssa Rosanna Cappiello, vostro dirigente scolastico, che ha voluto organizzare quest’incontro per la divulgazione di valori storici ed educativi, collaborata da docenti sensibili e preparati, ringraziamenti che faccio anche a nome dell’amico e commilitone, cav. Angelo Ricci in rappresentanza dell’Istituto della Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon di Roma.
Ringrazio anche l’amministrazione comunale di Sorrento, qui rappresentata dalla dott. ssa Maria Teresa De Angelis, amministrazione con la quale abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto di stima e collaborazione proficua, l’unico rammarico è solo il fatto che presso il Tempio Ossario di Udine, accompagnati da parenti dei caduti e dai gonfaloni delle città di Sorrento – Sant’Agnello e Piano di Sorrento e rappresentanti con fascia tricolore, abbiamo avuto l’onore di ritirare ben 9 medaglie ricordo intitolate a nostri conterranei; alla cerimonia di consegna delle medaglie, cosa che spero voglia fare per la prossima cerimonia. Noi già subito dopo la cerimonia di Udine ci siamo attivati di nuovo per far conferire, sempre dietro richiesta dei congiunti, altre medaglie ricordo a nostri concittadini, per ora siamo arrivati già a 10 e altri ci devono essere segnalati.
Un plauso caloroso ai professori di educazione musicale che, invitati dalla preside, hanno in poco tempo preparato i ragazzi del coro e del gruppo di flauti, dandoci un saggio della loro bravura eseguendo, per intero in tutte le sue parti, il nostro inno nazionale, ovvero: “Il canto degli italiani” composto da Goffredo Mameli e musicato dal maestro Michele Nogaro.
A proposito del nostro inno nazionale, mi piace ricordarvi che, dobbiamo alla città di Genova Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli.
Scritto nell’autunno del 1847 dall’allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro, il Canto degli Italiani nacque in quel clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l’Austria.
L’immediatezza dei versi e l’impeto della melodia ne fecero il più amato canto dell’unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale, ma anche nei decenni successivi. Non a caso Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862, affidò proprio al Canto degli Italiani – e non alla Marcia Reale – il compito di simboleggiare la nostra Patria, ponendolo accanto a God Save the Queen e alla Marsigliese. Fu quasi naturale, dunque, che il 12 ottobre 1946 l’Inno di Mameli divenisse l’inno nazionale della Repubblica Italiana.
Grazie ancora alla dirigente Cappiello, all’assessore De Angelis, a voi ragazzi, ai vostri docenti che con impegno vi seguono e vi fanno conoscere i fondamenti del vivere civile, ai genitori presenti, con la speranza che la prossima volta possano essere di più.
Grazie e al grido di viva l’Italia, vi auguro ogni bene per il vostro futuro.SI E’ SVOLTO PRESSO L’ISTITUTO COMPRENSIVO T. TASSO – UN INCONTRO CON I RAGAZZI,
I DOCENTI E I GENITORI – PER PARLARE DELLA STORIA DEL TRICOLORE ITALIANO.
Questo uno stralcio del discorso tenuto dal cav. Michele Gargiulo, Presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci – Sezione Penisola Sorrentina.
Un sincero ringraziamento, in primo luogo, mi sento di farlo alla Dott.ssa Rosanna Cappiello, vostro dirigente scolastico, che ha voluto organizzare quest’incontro per la divulgazione di valori storici ed educativi, collaborata da docenti sensibili e preparati, ringraziamenti che faccio anche a nome dell’amico e commilitone, cav. Angelo Ricci in rappresentanza dell’Istituto della Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon di Roma.
Ringrazio anche l’amministrazione comunale di Sorrento, qui rappresentata dalla dott. ssa Maria Teresa De Angelis, amministrazione con la quale abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto di stima e collaborazione proficua, l’unico rammarico è solo il fatto che presso il Tempio Ossario di Udine, accompagnati da parenti dei caduti e dai gonfaloni delle città di Sorrento – Sant’Agnello e Piano di Sorrento e rappresentanti con fascia tricolore, abbiamo avuto l’onore di ritirare ben 9 medaglie ricordo intitolate a nostri conterranei; alla cerimonia di consegna delle medaglie, cosa che spero voglia fare per la prossima cerimonia. Noi già subito dopo la cerimonia di Udine ci siamo attivati di nuovo per far conferire, sempre dietro richiesta dei congiunti, altre medaglie ricordo a nostri concittadini, per ora siamo arrivati già a 10 e altri ci devono essere segnalati.
Un plauso caloroso ai professori di educazione musicale che, invitati dalla preside, hanno in poco tempo preparato i ragazzi del coro e del gruppo di flauti, dandoci un saggio della loro bravura eseguendo, per intero in tutte le sue parti, il nostro inno nazionale, ovvero: “Il canto degli italiani” composto da Goffredo Mameli e musicato dal maestro Michele Nogaro.
A proposito del nostro inno nazionale, mi piace ricordarvi che, dobbiamo alla città di Genova Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli.
Scritto nell’autunno del 1847 dall’allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro, il Canto degli Italiani nacque in quel clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l’Austria.
L’immediatezza dei versi e l’impeto della melodia ne fecero il più amato canto dell’unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale, ma anche nei decenni successivi. Non a caso Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazioni del 1862, affidò proprio al Canto degli Italiani – e non alla Marcia Reale – il compito di simboleggiare la nostra Patria, ponendolo accanto a God Save the Queen e alla Marsigliese. Fu quasi naturale, dunque, che il 12 ottobre 1946 l’Inno di Mameli divenisse l’inno nazionale della Repubblica Italiana.
Grazie ancora alla dirigente Cappiello, all’assessore De Angelis, a voi ragazzi, ai vostri docenti che con impegno vi seguono e vi fanno conoscere i fondamenti del vivere civile, ai genitori presenti, con la speranza che la prossima volta possano essere di più.
Grazie e al grido di viva l’Italia, vi auguro ogni bene per il vostro futuro.