Agropoli. Doppiette ancora in azione. Residenti contro i cacciatori

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Sulle colline di Agropoli si spara a tutte le ore sebbene la caccia sia chiusa. Si susseguono da alcuni giorni le segnalazioni di persone che abitano in diverse zone di Agropoli che sono costrette molto spesso a rimanere chiuse in casa per paura di essere impallinate da cacciatori senza scrupoli. «Pressoché quotidianamente – racconta una donna – siamo costretti a subire l’inciviltà delle persone che lo fanno solo per il gusto di sparare. Questo è comprovato dal fatto che spesso i loro bersagli sono per lo più piccioni, o altri animali indifesi, che poi vengono lasciati per terra. Una volontà barbara da uomini primitivi che non si fermano neppure davanti ai divieti – la caccia è infatti chiusa – e neanche davanti alla constatazione che il luogo dove si divertono a sparare sono prossimi alle abitazioni. Talvolta – prosegue la donna –sembra di udire i colpi provenire dal giardino di casa mia». «Le segnalazioni agli organi preposti – a detta di queste persone – cadono nel vuoto e tali personaggi sono lasciati liberi di fare ciò che vogliono». Situazione questa che ha suscitato proteste sui social dove i testimoni di tali scempi arrivano a scrivere: «Spero che accada qualche incidente di caccia in modo che tali cose vengano a galla». L’area in questione è quella della collina San Marco e del Parco Sogno, ma non mancano le segnalazioni anche da altre zone di Agropoli, dove la caccia sembra non essersi mai chiusa. Nell’area di Moio Alto, ad esempio, la caccia al cinghiale va avanti in maniera sistematica. E questo accade anche in zone, quali Trentova e Tresino, che dovrebbero essere tutelate. E invece qui, come in altri luoghi, vige il mancato rispetto delle più elementari regole del vivere civile, per fare spazio al divertimento del singolo, anche se questo può significare andare a scapito della tranquillità degli altri. Nella medesima zona, non più tardi di alcuni mesi fa, erano stati trovati alcuni sistemi ad hoc, non autorizzati, per mantenere lontani gli ungulati. Si tratta dello sparo a salve per cercare di tenere lontani i cinghiali dai terreni coltivati, ma anche dalle abitazioni. In pratica si tratta di un sistema automatico che simula uno sparo ed è programmato per emettere tale sparo ogni 5-10 minuti. Questo forte rumore avrebbe il merito di tenere lontani gli ungulati ma anche gli uccelli, ecc.. Ma mentre si risolve il problema degli animali, che minaccerebbero, essendo in tanti e alla ricerca di cibo, colture e persone, nella località periferica agropolese è sorto un altro tipo di problema: quello di disturbare il sonno a tutti i residenti della zona. (Andrea Passaro – La Città di Salerno)

Sulle colline di Agropoli si spara a tutte le ore sebbene la caccia sia chiusa. Si susseguono da alcuni giorni le segnalazioni di persone che abitano in diverse zone di Agropoli che sono costrette molto spesso a rimanere chiuse in casa per paura di essere impallinate da cacciatori senza scrupoli. «Pressoché quotidianamente – racconta una donna – siamo costretti a subire l’inciviltà delle persone che lo fanno solo per il gusto di sparare. Questo è comprovato dal fatto che spesso i loro bersagli sono per lo più piccioni, o altri animali indifesi, che poi vengono lasciati per terra. Una volontà barbara da uomini primitivi che non si fermano neppure davanti ai divieti – la caccia è infatti chiusa – e neanche davanti alla constatazione che il luogo dove si divertono a sparare sono prossimi alle abitazioni. Talvolta – prosegue la donna –sembra di udire i colpi provenire dal giardino di casa mia». «Le segnalazioni agli organi preposti – a detta di queste persone – cadono nel vuoto e tali personaggi sono lasciati liberi di fare ciò che vogliono». Situazione questa che ha suscitato proteste sui social dove i testimoni di tali scempi arrivano a scrivere: «Spero che accada qualche incidente di caccia in modo che tali cose vengano a galla». L’area in questione è quella della collina San Marco e del Parco Sogno, ma non mancano le segnalazioni anche da altre zone di Agropoli, dove la caccia sembra non essersi mai chiusa. Nell’area di Moio Alto, ad esempio, la caccia al cinghiale va avanti in maniera sistematica. E questo accade anche in zone, quali Trentova e Tresino, che dovrebbero essere tutelate. E invece qui, come in altri luoghi, vige il mancato rispetto delle più elementari regole del vivere civile, per fare spazio al divertimento del singolo, anche se questo può significare andare a scapito della tranquillità degli altri. Nella medesima zona, non più tardi di alcuni mesi fa, erano stati trovati alcuni sistemi ad hoc, non autorizzati, per mantenere lontani gli ungulati. Si tratta dello sparo a salve per cercare di tenere lontani i cinghiali dai terreni coltivati, ma anche dalle abitazioni. In pratica si tratta di un sistema automatico che simula uno sparo ed è programmato per emettere tale sparo ogni 5-10 minuti. Questo forte rumore avrebbe il merito di tenere lontani gli ungulati ma anche gli uccelli, ecc.. Ma mentre si risolve il problema degli animali, che minaccerebbero, essendo in tanti e alla ricerca di cibo, colture e persone, nella località periferica agropolese è sorto un altro tipo di problema: quello di disturbare il sonno a tutti i residenti della zona. (Andrea Passaro – La Città di Salerno)

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