Investigatori ricostruiscono la strategia dell’attacco a Parigi: l’Isis aveva 60 kamikaze in Europa, nel mirino 5 città

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Alla vigilia degli attacchi di Parigi sono arrivati in Europa decine di “foreign fighter” dell’Isis, fino a 60. Progettavano attacchi simultanei in almeno 5 città. Sono le ultime rivelazioni degli 007 occidentali che indagano sulla terribile notte del 13 novembre scorso nella capitale francese e che lavorano giorno e notte per svelare tutte le diramazioni dello Stato Islamico nel Vecchio Continente. Fonti di intelligence citate dalla Cnn spiegano che nel mirino dei terroristi nell’autunno scorso non c’era solo Parigi ma – tra gli altri obiettivi – Londra, Berlino e una città del Belgio. Nel dettaglio, i terroristi dedicati all’azione che ha sconvolto Parigi erano una ventina, ma in giro per l’Europa ce ne potrebbero essere altri 40, inviati nella seconda metà dello scorso anno direttamente dai leader dell’Isis. Le informazioni su questa nutrita pattuglia di potenziali attentatori sono però molto «vaghe e frammentarie». E – ammettono gli stessi 007 – la principale preoccupazione ora è che quasi tutti questi foreign fighter non sono stati identificati e non si ha la minima idea di dove si trovino. Non si conosce nemmeno chi agisca in gruppo, in seno a delle cellule organizzate, e chi invece possa agire come “lupo solitario”. Tutto ciò a conferma che l’allarme per imminenti nuovi attentati rimane elevatissimo in tutta Europa. Anche perché i foreign fighter finora rientrati nel Vecchio Continente sarebbero almeno 1.900, sparsi ovunque. Le fonti riportate dalla Cnn spiegano anche come Abu Mohammed al-Adnani – il cosiddetto “portavoce” dell’Isis, responsabile delle operazioni “esterne” – è la figura-chiave dietro al piano ambizioso di seminare il terrore in tutta Europa. «Molte agenzie di intelligence temono che possa accadere un’altra Parigi ovunque e che ci possano essere attacchi simultanei condotti da diversi gruppi o individui in diversi Paesi», ammette alla Cnn Alain Winants, l’ex numero uno dell’intelligence belga. Intanto il direttore dei servizi di intelligence Usa, James Clapper, in un’audizione ha lanciato un altro allarme: «Gli estremisti islamici cresciuti in casa sono la più grande minaccia per gli Stati Uniti. E l’Iran – ha aggiunto – continua ad essere il maggiore Stato sponsor del terrorismo». Notizie tragiche arrivano intanto dalla città irachena di Mosul, nei pressi della diga sul Tigri dove lavorerà l’italiana Trevi. I jihadisti dell’Isis hanno massacrato, in gran parte uccidendoli a sangue freddo, almeno 300 persone, soldati e civili. Lo riferiscono media e fonti locali. Secondo quanto riferito tra gli altri da Iraqi-News, le persone uccise sono soprattutto poliziotti, militari e esponenti della società civile. Ma anche civili con il solo torto di avere parenti tra i militari o i membri della Commissione, intere famiglie di uomini, donne e bambini. Tra la gente qualcuno è riuscito a parlare con l’agenzia spagnola Efe e ha detto che «il capo dei massacratori è Mahmoud Salam. Lui ha accusato le vittime di essere apostati e infedeli e ha detto di averle fatte condannare alla giusta punizione da un tribunale islamico che fa rispettare la Sharia» ed è stato istituito dall’organizzazione integralista. In Libia, invece, un jet dell’aeronautica libica è stato abbattuto mentre stava compiendo dei raid contro l’Isis e altre milizie a Derna. Lo dice il capo di stato maggiore dell’aeronautica, gen. Saqr al-Jaroushi, aggiungendo che il pilota del Mig-32 è riuscito a proiettare fuori il sedile e a mettersi in salvo. Un portavoce della coalizione delle milizie islamiche a Derna, Abdul Moneim al-Shairy, ha rivendicato l’abbattimento. (Il Mattino) 

Alla vigilia degli attacchi di Parigi sono arrivati in Europa decine di “foreign fighter” dell’Isis, fino a 60. Progettavano attacchi simultanei in almeno 5 città. Sono le ultime rivelazioni degli 007 occidentali che indagano sulla terribile notte del 13 novembre scorso nella capitale francese e che lavorano giorno e notte per svelare tutte le diramazioni dello Stato Islamico nel Vecchio Continente. Fonti di intelligence citate dalla Cnn spiegano che nel mirino dei terroristi nell’autunno scorso non c’era solo Parigi ma – tra gli altri obiettivi – Londra, Berlino e una città del Belgio. Nel dettaglio, i terroristi dedicati all’azione che ha sconvolto Parigi erano una ventina, ma in giro per l’Europa ce ne potrebbero essere altri 40, inviati nella seconda metà dello scorso anno direttamente dai leader dell’Isis. Le informazioni su questa nutrita pattuglia di potenziali attentatori sono però molto «vaghe e frammentarie». E – ammettono gli stessi 007 – la principale preoccupazione ora è che quasi tutti questi foreign fighter non sono stati identificati e non si ha la minima idea di dove si trovino. Non si conosce nemmeno chi agisca in gruppo, in seno a delle cellule organizzate, e chi invece possa agire come “lupo solitario”. Tutto ciò a conferma che l’allarme per imminenti nuovi attentati rimane elevatissimo in tutta Europa. Anche perché i foreign fighter finora rientrati nel Vecchio Continente sarebbero almeno 1.900, sparsi ovunque. Le fonti riportate dalla Cnn spiegano anche come Abu Mohammed al-Adnani – il cosiddetto “portavoce” dell’Isis, responsabile delle operazioni “esterne” – è la figura-chiave dietro al piano ambizioso di seminare il terrore in tutta Europa. «Molte agenzie di intelligence temono che possa accadere un’altra Parigi ovunque e che ci possano essere attacchi simultanei condotti da diversi gruppi o individui in diversi Paesi», ammette alla Cnn Alain Winants, l’ex numero uno dell’intelligence belga. Intanto il direttore dei servizi di intelligence Usa, James Clapper, in un’audizione ha lanciato un altro allarme: «Gli estremisti islamici cresciuti in casa sono la più grande minaccia per gli Stati Uniti. E l’Iran – ha aggiunto – continua ad essere il maggiore Stato sponsor del terrorismo». Notizie tragiche arrivano intanto dalla città irachena di Mosul, nei pressi della diga sul Tigri dove lavorerà l’italiana Trevi. I jihadisti dell’Isis hanno massacrato, in gran parte uccidendoli a sangue freddo, almeno 300 persone, soldati e civili. Lo riferiscono media e fonti locali. Secondo quanto riferito tra gli altri da Iraqi-News, le persone uccise sono soprattutto poliziotti, militari e esponenti della società civile. Ma anche civili con il solo torto di avere parenti tra i militari o i membri della Commissione, intere famiglie di uomini, donne e bambini. Tra la gente qualcuno è riuscito a parlare con l’agenzia spagnola Efe e ha detto che «il capo dei massacratori è Mahmoud Salam. Lui ha accusato le vittime di essere apostati e infedeli e ha detto di averle fatte condannare alla giusta punizione da un tribunale islamico che fa rispettare la Sharia» ed è stato istituito dall’organizzazione integralista. In Libia, invece, un jet dell’aeronautica libica è stato abbattuto mentre stava compiendo dei raid contro l’Isis e altre milizie a Derna. Lo dice il capo di stato maggiore dell’aeronautica, gen. Saqr al-Jaroushi, aggiungendo che il pilota del Mig-32 è riuscito a proiettare fuori il sedile e a mettersi in salvo. Un portavoce della coalizione delle milizie islamiche a Derna, Abdul Moneim al-Shairy, ha rivendicato l’abbattimento. (Il Mattino)